Riposa in pace, Attore di Dawson's Creek...

RIP Dawson. ⚰️ ✝️

Anche Dawson piange per la scomparsa di Dawson:

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Per me che sono cresciuto a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000, Dawson’s Creek non era solo una serie TV: era un appuntamento fisso, un rito, un pezzo di quotidianità. E Van Der Beek era lì, puntata dopo puntata, con quello sguardo intenso e quell’aria un po’ goffa, un po’ sognatrice, che lo rendeva incredibilmente vero.

James è stato il simbolo di un’epoca: quella dei pomeriggi davanti alla televisione, delle videocassette, delle sigle che non saltavi mai, delle discussioni il giorno dopo con gli amici su cosa fosse successo nell’ultima puntata. Era il tempo in cui le serie si aspettavano con pazienza e diventavano parte della tua crescita. Rivederlo oggi significa tornare a quegli anni lì. Anni più semplici, più lenti, più autentici. Quando bastava una storia ben raccontata per sentirsi meno soli e più capiti.

Al di là del personaggio, James Van Der Beek è stato un volto che ha accompagnato una generazione intera nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. E per chi, come me, è del ’92, è impossibile non provare un filo di nostalgia pensando a quanto quei momenti ci abbiano segnato.

Alcuni attori passano. Altri restano legati per sempre a un periodo della tua vita. E lui, per me, sarà sempre uno di quelli 💙
 
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Per me che sono cresciuto a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000, Dawson’s Creek non era solo una serie TV: era un appuntamento fisso, un rito, un pezzo di quotidianità. E lui era lì, puntata dopo puntata, con quello sguardo intenso e quell’aria un po’ goffa, un po’ sognatrice, che lo rendeva incredibilmente vero.

James è stato il simbolo di un’epoca: quella dei pomeriggi davanti alla televisione, delle videocassette, delle sigle che non saltavi mai, delle discussioni il giorno dopo con gli amici su cosa fosse successo nell’ultima puntata. Era il tempo in cui le serie si aspettavano con pazienza e diventavano parte della tua crescita. Rivederlo oggi significa tornare a quegli anni lì. Anni più semplici, più lenti, più autentici. Quando bastava una storia ben raccontata per sentirsi meno soli e più capiti.

Al di là del personaggio, James Van Der Beek è stato un volto che ha accompagnato una generazione intera nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. E per chi, come me, è del ’92, è impossibile non provare un filo di nostalgia pensando a quanto quei momenti ci abbiano segnato.

Alcuni attori passano. Altri restano legati per sempre a un periodo della tua vita. E lui, per me, sarà sempre uno di quelli 💙
I teen drama erano nient’altro che spazzatura, un inganno per blupillare le varie generazioni.
Alla maggior parte dei maschi in quella fascia d’eta’ non succedevano affatto le cose descritte in quelle serie, il sesso nella fase 16-18 era riservato escusivamente ai chaddini, il resto viveva nella disperazione delle crudezze e delle seghe
 
I teen drama erano nient’altro che spazzatura, un inganno per blupillare le varie generazioni.
Alla maggior parte dei maschi in quella fascia d’eta’ non succedevano affatto le cose descritte in quelle serie, il sesso nella fase 16-18 era riservato escusivamente ai chaddini, il resto viveva nella disperazione delle crudezze e delle seghe
Io riguardado indietro odio ogni programma televisivo dato che lo vedo come un'ondata di rincoglionimento portata dagli ameri-cani
 
I teen drama erano nient’altro che spazzatura, un inganno per blupillare le varie generazioni.
Alla maggior parte dei maschi in quella fascia d’eta’ non succedevano affatto le cose descritte in quelle serie, il sesso nella fase 16-18 era riservato escusivamente ai chaddini, il resto viveva nella disperazione delle crudezze e delle seghe
Sicuramente quei teen drama non erano la fotografia perfetta della realtà di tutti. Erano idealizzati, romanzati e lontani dall’esperienza concreta di molti ragazzi.

Ma per chi, come me, è del ’92, Dawson’s Creek non è mai stato un manuale su come “doveva” essere l’adolescenza. Era un pezzo della nostra adolescenza. Un appuntamento fisso, un rito, una presenza costante.

Van Der Beek non era il classico eroe irraggiungibile: era vulnerabile, a volte esagerato, spesso confuso. Ed è proprio per questo che ha segnato una generazione. Perché, anche se la storia era romanzata, le emozioni arrivavano dritte.

La nostalgia non nasce dal fatto che fosse tutto vero, ma dal contesto in cui lo guardavamo: un periodo più semplice, un modo diverso di fare televisione, meno frenetico e meno costruito per scioccare a tutti i costi.
 
Rip James, dispiace un sacco , anche io sono dell'anno di magic però devo ammettere che non ho mai visto la serie , anche perché ero comunque troppo piccolo e i teen drama non mi piacevano, comunque l'attore lo conosco e l'ho visto in altri programmi, sono più affezionato a Joshua avendo visto quel ultimo in Fringe, del resto i 4 principali sono diventati tutti famosi anche Williams e Holmes.
 
Caposaldo dell'adolescenza dei nati negli anni 80 o giù di lì. Smesso di guardarlo dopo qualche episodio perché vabbè, era pur sempre teen romance, ma ricordo che c'è stato un periodo di 2-3 mesi in cui pure gli insegnanti lo guardavano 🤣🤣
 
Caposaldo dell'adolescenza dei nati negli anni 80 o giù di lì. Smesso di guardarlo dopo qualche episodio perché vabbè, era pur sempre teen romance, ma ricordo che c'è stato un periodo di 2-3 mesi in cui pure gli insegnanti lo guardavano 🤣🤣
Veramente una cosa meravigliosa... ahhhh, che vita meravigliosa...
 
Purtroppo aveva un tumore al colon all'ultimo stadio, era diventato scheletrico. Aveva solo 48 anni ed era un bravissimo attore (lo ricordo anche ne Le regole dell'attrazione del 2002), che dolore...
 
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