Ho fatto una buona azione

Vecchiodimmerda

Well-known member
MGTOW
Questa sera verso le 18:30 mi manda un messaggio un mio collega originario dell'Uganda, mi dice se ho tempo e se puo' chiedermi una cosa, gli dico dimmi pure e mi manda un indirizzo con un link di google maps, e poi mi chiede se posso spiegargli come arrivarci a piedi.
L'indirizzo era una vietta in mezzo a vari condomini a circa 3km dove non ci sono negozi od attivita` commerciali, sara` che ho accumulato una certa esperienza che ho capito subito che voleva andare a puttane.
Dato che la distanza era breve ed era complicato spiegargli il tragitto (lui tra l'altro sta a 500m da casa mia) lo chiamo e gli dico che lo portavo io.
Quando sale in macchina mi dice: non dire niente a nessuno, e ci mettiamo a ridere entrambi, poi lo porto a destinazione e gli auguro buon divertimento, domani gli chiedo come e` andata.
 
Questa sera verso le 18:30 mi manda un messaggio un mio collega originario dell'Uganda, mi dice se ho tempo e se puo' chiedermi una cosa, gli dico dimmi pure e mi manda un indirizzo con un link di google maps, e poi mi chiede se posso spiegargli come arrivarci a piedi.
L'indirizzo era una vietta in mezzo a vari condomini a circa 3km dove non ci sono negozi od attivita` commerciali, sara` che ho accumulato una certa esperienza che ho capito subito che voleva andare a puttane.
Dato che la distanza era breve ed era complicato spiegargli il tragitto (lui tra l'altro sta a 500m da casa mia) lo chiamo e gli dico che lo portavo io.
Quando sale in macchina mi dice: non dire niente a nessuno, e ci mettiamo a ridere entrambi, poi lo porto a destinazione e gli auguro buon divertimento, domani gli chiedo come e` andata.
Gli hai detto che deve ciucciare figa?
 
Questa sera verso le 18:30 mi manda un messaggio un mio collega originario dell'Uganda, mi dice se ho tempo e se puo' chiedermi una cosa, gli dico dimmi pure e mi manda un indirizzo con un link di google maps, e poi mi chiede se posso spiegargli come arrivarci a piedi.
L'indirizzo era una vietta in mezzo a vari condomini a circa 3km dove non ci sono negozi od attivita` commerciali, sara` che ho accumulato una certa esperienza che ho capito subito che voleva andare a puttane.
Dato che la distanza era breve ed era complicato spiegargli il tragitto (lui tra l'altro sta a 500m da casa mia) lo chiamo e gli dico che lo portavo io.
Quando sale in macchina mi dice: non dire niente a nessuno, e ci mettiamo a ridere entrambi, poi lo porto a destinazione e gli auguro buon divertimento, domani gli chiedo come e` andata.
Come foto profilo hai uomo dei sogni, identikit del mostro di Firenze o mix di entrambi?
 
Ho sempre pensato che sia una ipotesi assurda, anche se ammetto che c`e' una certa somiglianza.
In realtà il "mostro" era una setta massonica -satanica coperta di altissimo livello ,dove erano coinvolti i servizi italiani e la CIA.
Gli esecutori materiali erano un agente CIA e il medico Perugino affiliato al GOI Narducci.
L'agente si occupava di uccidere e il medico di asportare i genitali delle povere ragazze.
 
In realtà il "mostro" era una setta massonica -satanica coperta di altissimo livello ,dove erano coinvolti i servizi italiani e la CIA.
Gli esecutori materiali erano un agente CIA e il medico Perugino affiliato al GOI Narducci.
L'agente si occupava di uccidere e il medico di asportare i genitali delle povere ragazze.
Che relazione c'era tra GOI e CIA? Non c'entrava semmai la Loggia P2?
 
In realtà il "mostro" era una setta massonica -satanica coperta di altissimo livello ,dove erano coinvolti i servizi italiani e la CIA.
Gli esecutori materiali erano un agente CIA e il medico Perugino affiliato al GOI Narducci.
L'agente si occupava di uccidere e il medico di asportare i genitali delle povere ragazze.
Riassunto:
• La storia del mostro di Firenze è legata a un sistema massonico-criminale attivo dal 1943.
• Esiste una scuola di pensiero che considera il mostro un assassino seriale solitario, ignorando le prove di coperture eccellenti.
• Nel 1982, un depistaggio da parte del SISMI ha cercato di proteggere l'identità del mostro dopo un errore durante un omicidio.
• Il mostro aveva abilità eccezionali con le armi e una notevole lucidità, suggerendo che non fosse un semplice deviato.
• Si sospetta che il militare americano Joe Bevilacqua fosse il mostro, con collegamenti a coperture statali.
• Francesco Narducci, un medico, è stato associato agli omicidi per la sua abilità chirurgica e legami con la massoneria.
• Minacce a Dorotea Falso rivelano connessioni tra il mostro e ambienti massonici, con riferimenti a Pacciani e Narducci.
• Il Forteto, una comunità in Toscana, è stato descritto come un luogo di abusi e pedofilia, con legami con la massoneria.
• Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, fondatori del Forteto, hanno abusato di minori nonostante condanne.
• Esistono collegamenti tra il Forteto e il mostro di Firenze, con indagini che rivelano una rete di protezione per i colpevoli.
• Domenico Maria Rizzuto ha testimoniato su riti esoterici e collegamenti tra magistratura e massoneria al Forteto.
• La vicenda del mostro e del Forteto rappresenta un sistema di potere che ha protetto abusi per decenni.
• Rivelazioni recenti suggeriscono che la verità su questi eventi potrebbe emergere in futuro.
 
In realtà il "mostro" era una setta massonica -satanica coperta di altissimo livello ,dove erano coinvolti i servizi italiani e la CIA.
Gli esecutori materiali erano un agente CIA e il medico Perugino affiliato al GOI Narducci.
L'agente si occupava di uccidere e il medico di asportare i genitali delle povere ragazze.
Cesare Sacchetti scrisse:


Dopo il 1968, e dopo la rivoluzione marxista voluta dalla scuola di Francoforte, a poco a poco in Italia inizia ad essere iniettato un veleno che contamina le istituzioni tradizionali della famiglia, giudicata “superata” dalla intellighenzia liberal-marxista che invece vede di buon occhio invece altri modelli, come quelli delle comuni hippie che in tale ottica dovranno sostituire la famiglia e far sì che i figli non siano più di nessuno.

Il Forteto segue la falsariga del cattolicesimo post-conciliare perfettamente compatibile con lo spirito della scuola di Francoforte e la secolarizzazione imperante dall’68 in avanti, e questa comunità non fa altro che indossare i panni dell’agnello per nascondere il suo vero volto da lupo.

Al Forteto, c’erano orrori di ogni sorta. C’era pedofilia, zoofilia, e pratiche persino più ripugnanti di queste.

La comunità si proponeva di dare assistenza ai bambini e ai giovani meno fortunati, spesso senza una famiglia, ma una volta che varcavano la soglia di questa comune, gli orchi che la gestivano, Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, abusavano dei loro bambini e hanno continuato a farlo indisturbati per decenni, nonostante fosse giunta per loro una condanna definitiva della Cassazione nel 1985.

Se c’era evidentemente una parte della giustizia e della magistratura che aveva condannato per abusi i due criminali, ce n’era un’altra che ignorava le pronunce della Suprema Corte, ed è quella del Tribunale dei Minori di Firenze che ha continuato a mandargli bambini e minori per anni, nonostante fosse noto che in quel luogo i bambini venissero violentati e abusati.》
 
É un caso che sia stata data a Perugia questa facoltá di controllo sulla magistratura romana capitolina oppure lo hanno dato a Perugia proprio perché era piena di massoneria la cittá e quindi la magistratura era ritenuta potenzialmente più condizionabile e meno incorruttibile?
 
É un caso che sia stata data a Perugia questa facoltá di controllo sulla magistratura romana capitolina oppure lo hanno dato a Perugia proprio perché era piena di massoneria la cittá e quindi la magistratura era ritenuta potenzialmente più condizionabile e meno incorruttibile?
《Il motivo principale per cui Perugia è un vertice cruciale della magistratura italiana non è solo storico o sociologico, ma deriva direttamente da un meccanismo normativo previsto dal codice di procedura penale.


A questo elemento tecnico-giuridico fondamentale si sommano poi ragioni ordinamentali e storiche che ne hanno amplificato la centralità.


1. Il fattore decisivo: L'articolo 11 c.p.p. e il "Distretto su Roma"​


Il vero pilastro della centralità giudiziaria di Perugia è l'art. 11 del codice di procedura penale. La norma stabilisce che, per garantire l'imparzialità dei giudizi, le indagini ed i processi che vedono coinvolti magistrati come imputati o come persone offese non possano essere trattati nello stesso distretto di Corte d'Appello in cui prestano servizio, ma debbano essere spostati presso un distretto contiguo secondo una tabella fissa (Allegato A al d.lgs. 271/1989).


In questa tabella geografico-giudiziaria:


  • Perugia è il distretto competente per i magistrati del distretto di Corte d'Appello di Roma.
  • Di conseguenza, qualsiasi inchiesta, reato, esposto o contenzioso che riguardi magistrati in servizio a Roma (compresi i togati dei ministeri, della Procura della Repubblica di Roma, della Procura Generale, del Tribunale della Capitale, ma anche della Procura Nazionale Antimafia o della Cassazione) finisce automaticamente sul tavolo della Procura di Perugia.

Poiché Roma è il centro del potere politico, economico e giudiziario del Paese, la Procura e i Tribunali di Perugia si trovano a gestire per legge tutti i procedimenti più delicati che coinvolgono le toghe romane, trasformando un capoluogo di regione di medie dimensioni in un osservatorio e snodo di potere giudiziario enorme.


2. Il peso dell'Umbria nelle istituzioni e nelle correnti​


Oltre al dato tecnico dell'art. 11, vi sono ragioni strutturali legate alla storia della magistratura italiana:


  • Sede di grandi inchieste di rilievo nazionale: Proprio in virtù della competenza su Roma o della posizione baricentrica, Perugia è stata teatro di vicende giudiziarie di rilevanza epocale (dall'omicidio del giornalista Mino Pecorelli fino ai più recenti casi di presunta corruzione nel sistema giudiziario, Palamara in primis).
  • Rappresentanza nell'ANM e nel CSM: Il distretto umbro, pur essendo numericamente ridotto rispetto a giganti come Milano, Napoli o Roma, ha espresso storicamente importanti esponenti dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), inserendosi profondamente nella dinamica delle correnti interne alla magistratura.

3. Presidio sul territorio ed equilibri locali​


Infine, la dimensione della città crea un corto circuito istituzionale particolare: in un contesto provinciale dove le istituzioni chiave (Procura, Tribunale, Prefettura, Università, Ospedale regionale) interagiscono quotidianamente in uno spazio fisico ridotto, la magistratura assume inevitabilmente un ruolo di grande rilevanza sociale e di forte contrappeso istituzionale.


In sintesi​


Perugia non è uno snodo della magistratura per pura casualità, ma per un preciso disegno di architettura giudiziaria: essendo il "giudice dei giudici della Capitale", ogni scossa o tensione all'interno della magistratura romana si riflette inevitabilmente e direttamente sui palazzi di giustizia perugini.》
 
《Il motivo principale per cui Perugia è un vertice cruciale della magistratura italiana non è solo storico o sociologico, ma deriva direttamente da un meccanismo normativo previsto dal codice di procedura penale.


A questo elemento tecnico-giuridico fondamentale si sommano poi ragioni ordinamentali e storiche che ne hanno amplificato la centralità.


1. Il fattore decisivo: L'articolo 11 c.p.p. e il "Distretto su Roma"​


Il vero pilastro della centralità giudiziaria di Perugia è l'art. 11 del codice di procedura penale. La norma stabilisce che, per garantire l'imparzialità dei giudizi, le indagini ed i processi che vedono coinvolti magistrati come imputati o come persone offese non possano essere trattati nello stesso distretto di Corte d'Appello in cui prestano servizio, ma debbano essere spostati presso un distretto contiguo secondo una tabella fissa (Allegato A al d.lgs. 271/1989).


In questa tabella geografico-giudiziaria:


  • Perugia è il distretto competente per i magistrati del distretto di Corte d'Appello di Roma.
  • Di conseguenza, qualsiasi inchiesta, reato, esposto o contenzioso che riguardi magistrati in servizio a Roma (compresi i togati dei ministeri, della Procura della Repubblica di Roma, della Procura Generale, del Tribunale della Capitale, ma anche della Procura Nazionale Antimafia o della Cassazione) finisce automaticamente sul tavolo della Procura di Perugia.

Poiché Roma è il centro del potere politico, economico e giudiziario del Paese, la Procura e i Tribunali di Perugia si trovano a gestire per legge tutti i procedimenti più delicati che coinvolgono le toghe romane, trasformando un capoluogo di regione di medie dimensioni in un osservatorio e snodo di potere giudiziario enorme.


2. Il peso dell'Umbria nelle istituzioni e nelle correnti​


Oltre al dato tecnico dell'art. 11, vi sono ragioni strutturali legate alla storia della magistratura italiana:


  • Sede di grandi inchieste di rilievo nazionale: Proprio in virtù della competenza su Roma o della posizione baricentrica, Perugia è stata teatro di vicende giudiziarie di rilevanza epocale (dall'omicidio del giornalista Mino Pecorelli fino ai più recenti casi di presunta corruzione nel sistema giudiziario, Palamara in primis).
  • Rappresentanza nell'ANM e nel CSM: Il distretto umbro, pur essendo numericamente ridotto rispetto a giganti come Milano, Napoli o Roma, ha espresso storicamente importanti esponenti dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), inserendosi profondamente nella dinamica delle correnti interne alla magistratura.

3. Presidio sul territorio ed equilibri locali​


Infine, la dimensione della città crea un corto circuito istituzionale particolare: in un contesto provinciale dove le istituzioni chiave (Procura, Tribunale, Prefettura, Università, Ospedale regionale) interagiscono quotidianamente in uno spazio fisico ridotto, la magistratura assume inevitabilmente un ruolo di grande rilevanza sociale e di forte contrappeso istituzionale.


In sintesi​


Perugia non è uno snodo della magistratura per pura casualità, ma per un preciso disegno di architettura giudiziaria: essendo il "giudice dei giudici della Capitale", ogni scossa o tensione all'interno della magistratura romana si riflette inevitabilmente e direttamente sui palazzi di giustizia perugini.》
E ancora:


La risposta breve è che si tratta di una precisa scelta di geografia giudiziaria basata su criteri geometrici e organizzativi, e non di un piano deliberato per affidare il controllo a un ambiente "più condizionabile".


I fatti storici e normativi spiegano come si è arrivati a questa configurazione e perché la tesi del condizionamento massonico non trova riscontro nella genesi della norma.


1. Come nasce la tabella: Il criterio della contiguità circolare​


Quando nel 1988 è stato redatto il nuovo codice di procedura penale, il legislatore doveva risolvere un problema pratico: evitare che un magistrato venisse giudicato dai colleghi dello stesso ufficio o dello stesso distretto, con i quali condivideva quotidianamente aule, indagini e caffè al bar.


Per evitare qualsiasi sospetto di parzialità, si è stabilito il principio della competenza per spostamento in un distretto diverso.


Come sono stati accoppiati i distretti?


  • Criterio di vicinanza geografica: Si è optato per distretti di Corte d'Appello contigui per evitare trasferimenti improponibili (es. uno spostamento da Roma a Palermo o Trieste avrebbe reso la gestione dei processi un incubo logistico).
  • Il meccanismo "a catena" (Tabella A allegata alle norme di attuazione del c.p.p.): È stato creato un sistema circolare per cui il distretto A giudica il distretto B, il distretto B giudica il distretto C, e così via.
  • L'asse Roma - Perugia - Firenze:Nella catena dell'Italia centrale:
    • Roma è giudicata da Perugia
    • Perugia è giudicata da Firenze
    • Firenze è giudicata da Genova

L'assegnazione di Roma a Perugia risponde a una banalissima logica di contiguità territoriale: Perugia è il distretto di Corte d'Appello capoluogo più vicino a Roma verso nord.


2. Perché la tesi del "condizionamento" non regge alla prova della logica giudiziaria​


Se l'intento del legislatore fosse stato quello di affidare la magistratura romana a un distretto "malleabile" o asservito a logiche coperte, il meccanismo avrebbe presentato falle evidenti:


A. La circolarità del controllo​


Se Perugia giudica Roma, Perugia non giudica se stessa. Qualsiasi magistrato di Perugia che commetta un reato o sia coinvolto in un'inchiesta viene indagato e processato dalla Procura e dal Tribunale di Firenze. E Firenze, a sua volta, dipende da Genova. Questo meccanismo a catena è stato studiato proprio per spezzare le reti d'influenza locali ed evitare che un singolo distretto potesse ritenersi "inviolabile".


B. Le riforme della norma (L. 420/1998)​


In origine (nel 1988), il sistema prevedeva una recipocità diretta (Roma giudicava Perugia e Perugia giudicava Roma). Proprio per evitare cortocircuiti e sospetti di "scambi di cortesia" tra procure vicine, nel 1998 il Parlamento ha riformato l'art. 11 c.p.p. introducendo la tavola circolare incrociata, a dimostrazione che l'obiettivo prioritario della legge è sempre stato la massima trasparenza procedurale.


3. Il paradosso di Perugia: Da "piccolo distretto" a "trincea"​


Quando la tabella fu scritta nel 1988, Perugia fu scelta anche perché era considerata un distretto relativamente "tranquillo" e dalle dimensioni contenute.


Il paradosso storico è stato che, con l'esplosione delle grandi inchieste degli anni '90 e 2000 che hanno coinvolto la Capitale, la Procura di Perugia si è trovata sommersa da un carico di lavoro sproporzionato rispetto al suo organico, dovendo gestire fascicoli scottanti su colleghi romani, politici e apparati dello Stato.


In sintesi​


L'assegnazione a Perugia della competenza sui magistrati romani è il frutto rigido di un calcolo di geografia giudiziaria (contiguità dei distretti).


Leggere in questa scelta tecnica una regia per sottomettere la magistratura romana a presunti poteri forti umbri significa invertire causa ed effetto: non è Perugia che è stata scelta perché "influenzabile", ma è l'enorme mole di procedimenti delicati finiti a Perugia per legge ad aver reso i suoi palazzi di giustizia un bersaglio e un centro di enormi tensioni istituzionali.》
 
1. L'alleanza oggettiva: Perché il capitalismo ha "sposato" il femminismo?
Sebbene il movimento femminista sia nato con una forte matrice anticapitalista, il sistema di mercato ha trovato nell'emancipazione femminile un motore di espansione formidabile.
Raddoppio della forza lavoro e calo dei salari: L'ingresso di massa delle donne nel mercato del lavoro ha quasi raddoppiato l'offerta di manodopera. Dal punto di vista macroeconomico, questo ha generato una pressione verso il basso sui salari reali individuali, rendendo presto necessario il doppio stipendio per sostenere il medesimo tenore di vita familiare che prima garantiva il solo "capofamiglia".
Creazione di nuovi mercati di consumo: La donna inserita nel circuito produttivo diventa consumatrice autonoma e diretta. Settori come la cosmetica, la moda, l'industria dei servizi, la ristorazione e i cibi pronti sono fioriti per sostituire le mansioni che in precedenza venivano svolte gratuitamente all'interno delle mura domestiche.
Spostamento dal bisogno al desiderio: Il capitalismo moderno si regge sulla spinta all'autorealizzazione e all'appagamento individuale istantaneo, valori che ben si sposavano con la retorica dell'autonomia e della rottura dei vincoli tradizionali.


@Avanguardia @Dr. Koper @akira2000
 
Indietro
Top