Leggete solo se volete qualcosa di diverso dal classico post low iq sulla carne di "mucca".
Due settimane fa circa, usci sul giornale "compact" un articolo intitolato "the lost generation", un articolo davvero lungo in cui si parla non tanto di cose nuove, ma di una cosa da capire su una cosa vecchia gia nota: che la discriminazione che da decenni dura ormai (lo sanno tutti, sia chi la fa sia chi la riceve) verso i maschi bianchi sul posto di lavoro e non solo (anche a livello sociale e culturale nella geopolitica) si riflette sullo schifo della cultura odierna (libri, etc.).
Degli avvenimenti che sono successi nella mia vita privata ultimamente mi hanno fatto riflettere su come tantisssime apparentemente invisibili tragedie private - da chi su toglie la vita a chi diventa una parodia di ciò che sarebbe stato in una società meritocratica, incoraggiante verso la maschilità e non divorata da quei parassiti dei boomer, che quando non sono malvagi sono dei pigri conformisti - siano rinconducibili a questo progetto ormai internazionale di creare una uguaglianza fittizia mica aiutando gli inferiori, ma schiacciando i superiori.
E ora che al potere ci sono i gruppi "una volta oppressi" (che fanno finta di esserlo "ancora"), non c'è piu scusa per non capire che, anche col massimo della libertà, fanno schifo: perchè a fare schifo è la loro biologia.
I marxisti pensano di ridistribuire i "mezzi di produzione", ma tra questi ci sono pure l'intelligenza, la curiosità, la sincerità, che non puoi trasferire da una persona all'altra. Non capendo questo (fanno finta di non capire), distruggono ogni volta ciò che trovano bello e pronto.
Oggi ho riflettuto su una foto di me e mio fratello da piccoli, alle elementari, che mia madre tiene in un ufficio. Entrambi siamo sorridenti e ci abbracciamo. Ora io non sorrido quasi mai, e sono piu o meno camerettato. Anche i miei parenti sono preoccupati perchè si chiedono che progetti io abbia. E non che non ne abbia: ne ho, ma sono progetti di ripiego. Pensavo di essere destinato a grandi cose, ma piano piano sono stato affossato da un mondo al quale i miei genitori non mi hanno preparato. Non sento di essere piu neanche una persona, dato che una persona è un essere socialmente localizzato. Io sono un essere vivente e basta.
Oggi sto vedendo il film "Norimberga" del 2025, sui processi di Norimberga. Ovviamente è tutta propaganda ebraica, ma la fotografia è figa, lo guardo per quello.
A un certo punto uno dei prigionieri nazisti, Goering, dice al dottore che lo "sorveglia" che se uno è libero e l'altro è in prigione, è solo perchè il primo ha vinto la guerra e il secondo l'ha persa, tutto qui. Avere vinto una guerra non vuol dire essere moralmente superiori. Vuol dire avere vinto una guerra.
E penso che la tendenza sociologica attuale - con sfumature, ovvio - del maschio bianco ad accasciarsi nelle varie aree della vita - arrivando a volte a fenomeni estremi come la morte - sia un modo di mettersi da soli in prigione come Goering.
Tanto cosa cambia? Chiudersi - in casa, o in se stessi psicologicamente, o lavorativamente e sessualmente - è il modo di rendere definitiva la sensazione di prigionia storica che è riservata al gruppo dei maschi bianchi. "tanto vale farlo letteralmente", ecco forse il ragionamento inconscio dietro questa dinamica.
Finita la seconda guerra mondiale, il sociologo Fukuyama disse che eravamo alla "fine della storia". Non c'è piu niente da fare. E la gente si è convinta di sta cazzata.
I boomer hanno detto che se siamo alla fine della storia, bisogna solo essere materialisti e conformisti, e spartirsi il cadavere dell'occidente finchè c'è un pezzo, vendendo le generazioni successive - i maschi specialmente, dato che gli sborratoi cadono sempre in piedi non solo sessualmente - al disastro. E quindi ci hanno gettati, per fare i comodi loro, in un mondo che hanno portato consapevolmente alla rovina. I loro padroni, i vincitori della guerra, tra i quali il grande capitale, gli hanno detto: in cambio del futuro dei vostri successori, sempre che ne vogliate, vi daremo una breve esplosione di benessere. Ma non avrete nessun contatto culturale ed esistenziale coi vostri figli e nipoti, che vedete come degli intralci.
E quando non si ha nulla di culturale da condividere con qualcuno, si ha solo qualcosa di materiale. Ma se tutto è materiale, allora tutti sono contro tutti, e le interazioni sono solo tra chi è nella stessa classe, interazioni ovviamente vuote e insignificanti e tristi. E quindi piu il tempo passa non solo se la cultura è venduta, non c'è piu nessun legame; ma l'economia, che senza una cultura sensata non cresce, diventa un terreno di guerra che impedisce anche le amicizie dovute al ceto, tipo incontrarsi tra persone similmente ricche.
L'abbandono della vita sessuale, culturale, politica ed economica del maschio bianco - perlomeno quello che non è troppo indotrrinato da incolpare "Il capitalismo" e altre menate inesistenti che diocane, esistevano pure prima della fine della guerra, datevi una cazzo di svegliata e prendete coscienza della vostra coscienza di gruppo - è il suo rinchiudersi nella sua piccola cella in questa gigante Norimberga.
Il genocidio del nostro tempo è quello di questo gruppo, talmente sottomesso che neanche si vede come gruppo - e dopo la fine della guerra ci si è assicurati di rincoglionirci per bene, coprendoci di mille altri spauracchi per farci la guerra tra di noi, dal "capitalismo" al "patriarcato interiorizzato" all'"antifascismo", qualsiasi cosa pur di non farci unire tra di noi - e la cui assenza si nota dall'evidente schifo delal cultura occidentale in primis, e poi di tutto il resto.
L'odio verso il "nazismo" è in realtà l'odio verso il maschio bianco, l'odio verso il rischio che lui osi affermare la sua volontà di vivere e di fare del bene agli altri. Questo per i gruppi inferiori è inconcepibile, perchè superiorità=oppressione. Femmine, ebrei e negri prefersicono vivere tutti nella merda piu totale purchè non ci sia uno di noi che li sovrasti con una bella cattedrale, una bella poesia o un bel libro: no; o tutti uguali nella mediocrità biologica, oppure l'estinzione.
Come diceva Satana a Dio, che preferiva regnare in un inferno che essere un servo in paradiso, cosi è lo spirito del nostro tempo. Questa consapevolezza, per uno come me, è sufficiente per congelarmi - e tutti i miei errori passati a cercare di essere "normale", in un mondo in cui non c'è normalità e quindi non ci sono abbastanza posti, sono stati sufficienti a chiudermi in prigione.
Due settimane fa circa, usci sul giornale "compact" un articolo intitolato "the lost generation", un articolo davvero lungo in cui si parla non tanto di cose nuove, ma di una cosa da capire su una cosa vecchia gia nota: che la discriminazione che da decenni dura ormai (lo sanno tutti, sia chi la fa sia chi la riceve) verso i maschi bianchi sul posto di lavoro e non solo (anche a livello sociale e culturale nella geopolitica) si riflette sullo schifo della cultura odierna (libri, etc.).
Degli avvenimenti che sono successi nella mia vita privata ultimamente mi hanno fatto riflettere su come tantisssime apparentemente invisibili tragedie private - da chi su toglie la vita a chi diventa una parodia di ciò che sarebbe stato in una società meritocratica, incoraggiante verso la maschilità e non divorata da quei parassiti dei boomer, che quando non sono malvagi sono dei pigri conformisti - siano rinconducibili a questo progetto ormai internazionale di creare una uguaglianza fittizia mica aiutando gli inferiori, ma schiacciando i superiori.
E ora che al potere ci sono i gruppi "una volta oppressi" (che fanno finta di esserlo "ancora"), non c'è piu scusa per non capire che, anche col massimo della libertà, fanno schifo: perchè a fare schifo è la loro biologia.
I marxisti pensano di ridistribuire i "mezzi di produzione", ma tra questi ci sono pure l'intelligenza, la curiosità, la sincerità, che non puoi trasferire da una persona all'altra. Non capendo questo (fanno finta di non capire), distruggono ogni volta ciò che trovano bello e pronto.
Oggi ho riflettuto su una foto di me e mio fratello da piccoli, alle elementari, che mia madre tiene in un ufficio. Entrambi siamo sorridenti e ci abbracciamo. Ora io non sorrido quasi mai, e sono piu o meno camerettato. Anche i miei parenti sono preoccupati perchè si chiedono che progetti io abbia. E non che non ne abbia: ne ho, ma sono progetti di ripiego. Pensavo di essere destinato a grandi cose, ma piano piano sono stato affossato da un mondo al quale i miei genitori non mi hanno preparato. Non sento di essere piu neanche una persona, dato che una persona è un essere socialmente localizzato. Io sono un essere vivente e basta.
Oggi sto vedendo il film "Norimberga" del 2025, sui processi di Norimberga. Ovviamente è tutta propaganda ebraica, ma la fotografia è figa, lo guardo per quello.
A un certo punto uno dei prigionieri nazisti, Goering, dice al dottore che lo "sorveglia" che se uno è libero e l'altro è in prigione, è solo perchè il primo ha vinto la guerra e il secondo l'ha persa, tutto qui. Avere vinto una guerra non vuol dire essere moralmente superiori. Vuol dire avere vinto una guerra.
E penso che la tendenza sociologica attuale - con sfumature, ovvio - del maschio bianco ad accasciarsi nelle varie aree della vita - arrivando a volte a fenomeni estremi come la morte - sia un modo di mettersi da soli in prigione come Goering.
Tanto cosa cambia? Chiudersi - in casa, o in se stessi psicologicamente, o lavorativamente e sessualmente - è il modo di rendere definitiva la sensazione di prigionia storica che è riservata al gruppo dei maschi bianchi. "tanto vale farlo letteralmente", ecco forse il ragionamento inconscio dietro questa dinamica.
Finita la seconda guerra mondiale, il sociologo Fukuyama disse che eravamo alla "fine della storia". Non c'è piu niente da fare. E la gente si è convinta di sta cazzata.
I boomer hanno detto che se siamo alla fine della storia, bisogna solo essere materialisti e conformisti, e spartirsi il cadavere dell'occidente finchè c'è un pezzo, vendendo le generazioni successive - i maschi specialmente, dato che gli sborratoi cadono sempre in piedi non solo sessualmente - al disastro. E quindi ci hanno gettati, per fare i comodi loro, in un mondo che hanno portato consapevolmente alla rovina. I loro padroni, i vincitori della guerra, tra i quali il grande capitale, gli hanno detto: in cambio del futuro dei vostri successori, sempre che ne vogliate, vi daremo una breve esplosione di benessere. Ma non avrete nessun contatto culturale ed esistenziale coi vostri figli e nipoti, che vedete come degli intralci.
E quando non si ha nulla di culturale da condividere con qualcuno, si ha solo qualcosa di materiale. Ma se tutto è materiale, allora tutti sono contro tutti, e le interazioni sono solo tra chi è nella stessa classe, interazioni ovviamente vuote e insignificanti e tristi. E quindi piu il tempo passa non solo se la cultura è venduta, non c'è piu nessun legame; ma l'economia, che senza una cultura sensata non cresce, diventa un terreno di guerra che impedisce anche le amicizie dovute al ceto, tipo incontrarsi tra persone similmente ricche.
L'abbandono della vita sessuale, culturale, politica ed economica del maschio bianco - perlomeno quello che non è troppo indotrrinato da incolpare "Il capitalismo" e altre menate inesistenti che diocane, esistevano pure prima della fine della guerra, datevi una cazzo di svegliata e prendete coscienza della vostra coscienza di gruppo - è il suo rinchiudersi nella sua piccola cella in questa gigante Norimberga.
Il genocidio del nostro tempo è quello di questo gruppo, talmente sottomesso che neanche si vede come gruppo - e dopo la fine della guerra ci si è assicurati di rincoglionirci per bene, coprendoci di mille altri spauracchi per farci la guerra tra di noi, dal "capitalismo" al "patriarcato interiorizzato" all'"antifascismo", qualsiasi cosa pur di non farci unire tra di noi - e la cui assenza si nota dall'evidente schifo delal cultura occidentale in primis, e poi di tutto il resto.
L'odio verso il "nazismo" è in realtà l'odio verso il maschio bianco, l'odio verso il rischio che lui osi affermare la sua volontà di vivere e di fare del bene agli altri. Questo per i gruppi inferiori è inconcepibile, perchè superiorità=oppressione. Femmine, ebrei e negri prefersicono vivere tutti nella merda piu totale purchè non ci sia uno di noi che li sovrasti con una bella cattedrale, una bella poesia o un bel libro: no; o tutti uguali nella mediocrità biologica, oppure l'estinzione.
Come diceva Satana a Dio, che preferiva regnare in un inferno che essere un servo in paradiso, cosi è lo spirito del nostro tempo. Questa consapevolezza, per uno come me, è sufficiente per congelarmi - e tutti i miei errori passati a cercare di essere "normale", in un mondo in cui non c'è normalità e quindi non ci sono abbastanza posti, sono stati sufficienti a chiudermi in prigione.
Ultima modifica: