Quanti di voi si sentono soli?

Quanti di voi si sentono soli?

è una domanda che mi faccio spesso, perchè sembra che tutti abbiano una vita piena, si circondano di persone (dove cazzo le trovano??), vanno in palestra, fanno cose e vivono.

A me capita di passare sabati sera da solo, senza neanche un messaggio in WhatsApp, amici che ti cercano solo all'occorrenza, quando invece tu per loro c'eri sempre, nel momento del bisogno.
Ho dato troppa importanza all'amicizia per rendermi conto che non serviva a nulla.

Ma la solitudine fa male, siamo animali sociali.

Chi di voi sente davvero la pesantezza della solitudine?
 
Quanti di voi si sentono soli?

è una domanda che mi faccio spesso, perchè sembra che tutti abbiano una vita piena, si circondano di persone (dove cazzo le trovano??), vanno in palestra, fanno cose e vivono.

A me capita di passare sabati sera da solo, senza neanche un messaggio in WhatsApp, amici che ti cercano solo all'occorrenza, quando invece tu per loro c'eri sempre, nel momento del bisogno.
Ho dato troppa importanza all'amicizia per rendermi conto che non serviva a nulla.

Ma la solitudine fa male, siamo animali sociali.

Chi di voi sente davvero la pesantezza della solitudine?
Io a volte mi sento solo anche quando obbiettivamente non lo sono.
La solitudine - quella dura e cruda - dove non hai nessun giro sociale l'ho assaggiata a 20 anni dove per sei mesi ho vissuto quasi da hikikomori.
Poi mi sono rimesso in gioco e ad oggi sono pieno di amici e situe... Ma i fantasmi di quel periodo li sento ancora e se per 3 giorni non mi vedo con nessuno sento di star tornando li.
Comunque più si cresce più è difficile avere continuità nella vita sociale e soprattutto farsela.
Non è impossibile ma bisogna spogliarsi di tutte le proprie paure e "ricominciare da capo"
Il mondo è pieno di gente che non diresti mai ma con cui puoi stringere legami, NP comprese, seppur con loro si giochi su altri binari
 
La solitudine mi perseguita da sempre prima andavo in palestra convinto che socializzare un po' mi avrebbe aiutato un minimo ma invece sono sempre bloccato mi guardo intorno e vedo coppie felici persone che si divertono e io resto lì bloccato.
 
Io a volte mi sento solo anche quando obbiettivamente non lo sono.
La solitudine - quella dura e cruda - dove non hai nessun giro sociale l'ho assaggiata a 20 anni dove per sei mesi ho vissuto quasi da hikikomori.
Poi mi sono rimesso in gioco e ad oggi sono pieno di amici e situe... Ma i fantasmi di quel periodo li sento ancora e se per 3 giorni non mi vedo con nessuno sento di star tornando li.
Comunque più si cresce più è difficile avere continuità nella vita sociale e soprattutto farsela.
Non è impossibile ma bisogna spogliarsi di tutte le proprie paure e "ricominciare da capo"
Il mondo è pieno di gente che non diresti mai ma con cui puoi stringere legami, NP comprese, seppur con loro si giochi su altri binari

posso sapere come hai fatto per rimetterti in gioco.

Io dai 20 ai 30 uscivo quasi tutte le sere, anzi anche fino ai 33, da un paio di anni, sarà che la gente si sposa e fa figli, nada.
 
Io mi considero abbastanza introverso (che non si traduce con l’isolarsi, conoscere poche persone, non parlare mai, etc…) ossia ho bisogno di tempo per ricaricare le mie pile energetiche dopo periodi di socializzazione. In ambienti dove mi sento a mio agio e ho di cui parlare, divento anche molto socievole con persone educate.

Nella vita reale l’affetto che ricevo dalle ragazze tende a 0: quindi si ho fame di affetto da parte delle ragazze nel mondo reale. Non nascondo che virtualmente con qualcuna riesco a dialogare bene apprezzando la mia educazione ed il mio linguaggio, ma giurerei che fuori nella vita di tutti i giorni sono quasi totalmente fortemente respinto, manco fossi un lebbroso radioattivo!
 
Come ti è stato già risposto la solitudine non è certo gradevole, ma con il tempo ci si abitua a tutto.
Avrei delle occasioni per socializzare, ma sentirmi solo in mezzo agli altri, lo trovo persino peggio.
Continuo a starmene per fatti miei, almeno nessuno mi rompe il cazzo .
In alcuni momenti non nego però che pesa
 
posso sapere come hai fatto per rimetterti in gioco.

Io dai 20 ai 30 uscivo quasi tutte le sere, anzi anche fino ai 33, da un paio di anni, sarà che la gente si sposa e fa figli, nada.
Amici di mia sorella, volontariato, sport di gruppo, corsi di inglese.
A 33 anni è obbiettivamente più complesso ma non impossibile.
La solitudine nel mondo occidentale è il male del nostro secolo insieme alla depressione (spesso vanno a braccetto) quindi ricorda che fuori ci sono almeno milioni di persone che la vivono come te con i tuoi stessi bisogni.
Però bisogna spogliarsi delle proprio sofferenze e insicurezze se no non si va da nessuna parte
 
Spesso mi sento non compreso. Dopo varie esperienze negative, mi sono isolato. Mantengo distanze con le persone, credo che sia un modo per proteggermi. A parte la mia fidanzata, cerco sempre di sviare la compagnia altrui.
 
Spesso mi sento non compreso. Dopo varie esperienze negative, mi sono isolato. Mantengo distanze con le persone, credo che sia un modo per proteggermi. A parte la mia fidanzata, cerco sempre di sviare la compagnia altrui.
Si anche perché le persone, evitando generalizzazioni, tendono a romperti il caxxo già a partire con domande del tipo: “Cosa fai nella vita?!” giudicandoti in funzione di quanto sei forte e produci.
Per non parlare delle ragazze che ti giudicano in funzione della bellezza e del modo di vestirti, emarginandoti brutalmente se non rispetti i loro canoni estetici, insensibili quali sono (almeno il 99,9% di esse).

Ti accettano e ti stimano (magari ti parlano alle spalle) solo se dimostri segni di forza, senza chiederti come stai o farti domande più profonde.
 
Si anche perché le persone, evitando generalizzazioni, tendono a romperti il caxxo già a partire con domande del tipo: “Cosa fai nella vita?!” giudicandoti in funzione di quanto sei forte e produci.
Per non parlare delle ragazze che ti giudicano in funzione della bellezza e del modo di vestirti, emarginandoti brutalmente se non rispetti i loro canoni estetici, insensibili quali sono (almeno il 99,9% di esse).

Ti accettano e ti stimano (magari ti parlano alle spalle) solo se dimostri segni di forza, senza chiederti come stai o farti domande più profonde.
Concordo pienamente. Le persone si lasciano influenzare dell'apparenza, senza comprendere il reale valore di una persona. A me quello che fa stare alla larga è la mancanza di ideali. Conosco persone che tradiscono la donna che dicono di amare. Se fanno così con la persona che si sono scelti, figuriamoci con chi reputano amici. Ogni essere umano agisce a convenienza, però farlo a discapito degli altri è una cosa che non ho mai accettato.
 
Da quando ho iniziato ad isolarmi, una decina di anni fa, sto da dio e paradossalmente non provo più la solitudine e il senso di inadeguatezza che mi colpivano quando ero in mezzo agli altri. Ormai non ho più rapporti con nessuno.
 
Volersi sentire compresi dagli altri è cope, siamo una miscellanea di emozioni e umori, siamo ipocriti, tutti, e incoerenti con noi stessi.
Non bisogna aspettarsi nulla, soprattutto in amicizia, i rapporti senza aspettative sono quelli più duraturi, non dico che bisogna essere superficiali nei rapporti, ma non pretendere a tutti i costi una profondità dagli altri, profondità che tutti pensiamo di avere, ma che oggettivamente è appannaggio di pochi.
Infine, il bene lo si dovrebbe fare a prescindere, bisogna dare aiuto disinteressato, soprattutto a chi sai che non avrà modo di ricambiare, a chi non conosci e che magari sai già, che dal giorno dopo, non vedrai neanche più.
Io sono riuscito a stare davvero bene da solo (anche se circondato da molte persone), dopo aver assimilato tutti questi concetti, la solitudine sentimentale è l'unica che ancora non riesco a digerire, ma penso che sia biologicamente difficile da eradicare.
 
Volersi sentire compresi dagli altri è cope, siamo una miscellanea di emozioni e umori, siamo ipocriti, tutti, e incoerenti con noi stessi.
Non bisogna aspettarsi nulla, soprattutto in amicizia, i rapporti senza aspettative sono quelli più duraturi, non dico che bisogna essere superficiali nei rapporti, ma non pretendere a tutti i costi una profondità dagli altri, profondità che tutti pensiamo di avere, ma che oggettivamente è appannaggio di pochi.
Infine, il bene lo si dovrebbe fare a prescindere, bisogna dare aiuto disinteressato, soprattutto a chi sai che non avrà modo di ricambiare, a chi non conosci e che magari sai già, che dal giorno dopo, non vedrai neanche più.
Io sono riuscito a stare davvero bene da solo (anche se circondato da molte persone), dopo aver assimilato tutti questi concetti, la solitudine sentimentale è l'unica che ancora non riesco a digerire, ma penso che sia biologicamente difficile da eradicare.
Quello che descrivi è - secondo me - maturità relazionale più che solitudine
 
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