Sapevate che esistono afroamericani bianchi negli USA?

CrioGenetica

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Pazzesco, l'ho appena scoperto.

Cito:

"La questione è affascinante perché tocca i confini tra biologia, genetica e categorizzazione sociale. Se escludiamo l'albinismo, la risposta è: sì, esistono persone che sono legalmente e socialmente afroamericane ma che hanno tratti fenotipici (l'aspetto esteriore) "bianchi".


Questo fenomeno è dovuto principalmente a due fattori: la storia genetica degli Stati Uniti e il concetto sociologico del passing.


1. Il "Passing" e la variabilità genetica


A causa della storia del colonialismo e della schiavitù, la stragrande maggioranza degli afroamericani ha una discendenza mista. In media, un afroamericano ha circa il 20-25% di DNA europeo. In molti casi, questa percentuale è molto più alta.


* L'eredità mista: Esistono persone che hanno genitori o nonni afroamericani ma che, per una combinazione genetica casuale, ereditano tratti come pelle molto chiara, occhi azzurri o verdi e capelli lisci.


* Identità vs Aspetto: Negli USA, l'identità "nera" o "afroamericana" è spesso legata alla cultura, alla discendenza e alla storia familiare, non solo alla tonalità della pelle. Molte persone che appaiono bianche si identificano orgogliosamente come afroamericane perché quella è la loro comunità di appartenenza.


2. La "One-Drop Rule" (La regola della singola goccia)


Per capire come un "bianco" possa essere considerato "nero" negli USA, bisogna ricordare questa vecchia norma sociale (e un tempo legale):


> Storicamente, bastava avere un solo antenato nero (una "goccia" di sangue) per essere classificati legalmente come neri.


>


Questo ha fatto sì che persone con la pelle chiarissima fossero comunque segregate o discriminate come afroamericane, cementando la loro identità all'interno della comunità nera.


3. Casi famosi


Esistono personaggi pubblici che incarnano questa realtà. Un esempio celebre è Walter White (omonimo del personaggio di fiction), che fu il leader della NAACP (la più importante organizzazione per i diritti dei neri) negli anni '30 e '40.


* Walter White aveva la pelle bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri (si stima fosse geneticamente per 15/16 europeo).


* Tuttavia, si identificava esclusivamente come nero e usò il suo aspetto per infiltrarsi nel Sud segregazionista e investigare sui linciaggi commessi dal Ku Klux Klan, poiché i razzisti lo scambiavano per un bianco.


4. Il censimento e l'auto-identificazione


Oggi il censimento degli Stati Uniti permette l'auto-identificazione. Una persona può segnare le caselle "White" e "Black" contemporaneamente, oppure identificarsi come afroamericana nonostante l'aspetto. Esiste una categoria crescente di persone multirazziali che sfida le definizioni rigide di "bianco" o "nero".


In sintesi, l'essere "afroamericano" negli Stati Uniti è un mix di discendenza africana e esperienza sociale, il che rende possibile che una persona con la pelle molto chiara appartenga pienamente a quella categoria.


Ti piacerebbe approfondire come questa fluidità razziale influenzi oggi la politica americana o le statistiche demografiche?"
 
Pazzesco, l'ho appena scoperto.

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"La questione è affascinante perché tocca i confini tra biologia, genetica e categorizzazione sociale. Se escludiamo l'albinismo, la risposta è: sì, esistono persone che sono legalmente e socialmente afroamericane ma che hanno tratti fenotipici (l'aspetto esteriore) "bianchi".


Questo fenomeno è dovuto principalmente a due fattori: la storia genetica degli Stati Uniti e il concetto sociologico del passing.


1. Il "Passing" e la variabilità genetica


A causa della storia del colonialismo e della schiavitù, la stragrande maggioranza degli afroamericani ha una discendenza mista. In media, un afroamericano ha circa il 20-25% di DNA europeo. In molti casi, questa percentuale è molto più alta.


* L'eredità mista: Esistono persone che hanno genitori o nonni afroamericani ma che, per una combinazione genetica casuale, ereditano tratti come pelle molto chiara, occhi azzurri o verdi e capelli lisci.


* Identità vs Aspetto: Negli USA, l'identità "nera" o "afroamericana" è spesso legata alla cultura, alla discendenza e alla storia familiare, non solo alla tonalità della pelle. Molte persone che appaiono bianche si identificano orgogliosamente come afroamericane perché quella è la loro comunità di appartenenza.


2. La "One-Drop Rule" (La regola della singola goccia)


Per capire come un "bianco" possa essere considerato "nero" negli USA, bisogna ricordare questa vecchia norma sociale (e un tempo legale):


> Storicamente, bastava avere un solo antenato nero (una "goccia" di sangue) per essere classificati legalmente come neri.


>


Questo ha fatto sì che persone con la pelle chiarissima fossero comunque segregate o discriminate come afroamericane, cementando la loro identità all'interno della comunità nera.


3. Casi famosi


Esistono personaggi pubblici che incarnano questa realtà. Un esempio celebre è Walter White (omonimo del personaggio di fiction), che fu il leader della NAACP (la più importante organizzazione per i diritti dei neri) negli anni '30 e '40.


* Walter White aveva la pelle bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri (si stima fosse geneticamente per 15/16 europeo).


* Tuttavia, si identificava esclusivamente come nero e usò il suo aspetto per infiltrarsi nel Sud segregazionista e investigare sui linciaggi commessi dal Ku Klux Klan, poiché i razzisti lo scambiavano per un bianco.


4. Il censimento e l'auto-identificazione


Oggi il censimento degli Stati Uniti permette l'auto-identificazione. Una persona può segnare le caselle "White" e "Black" contemporaneamente, oppure identificarsi come afroamericana nonostante l'aspetto. Esiste una categoria crescente di persone multirazziali che sfida le definizioni rigide di "bianco" o "nero".


In sintesi, l'essere "afroamericano" negli Stati Uniti è un mix di discendenza africana e esperienza sociale, il che rende possibile che una persona con la pelle molto chiara appartenga pienamente a quella categoria.


Ti piacerebbe approfondire come questa fluidità razziale influenzi oggi la politica americana o le statistiche demografiche?"
Non sembra il tipico Afro-Americano!..


@Avanguardia @akira2000 @Alduin
 
Pazzesco, l'ho appena scoperto.

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"La questione è affascinante perché tocca i confini tra biologia, genetica e categorizzazione sociale. Se escludiamo l'albinismo, la risposta è: sì, esistono persone che sono legalmente e socialmente afroamericane ma che hanno tratti fenotipici (l'aspetto esteriore) "bianchi".


Questo fenomeno è dovuto principalmente a due fattori: la storia genetica degli Stati Uniti e il concetto sociologico del passing.


1. Il "Passing" e la variabilità genetica


A causa della storia del colonialismo e della schiavitù, la stragrande maggioranza degli afroamericani ha una discendenza mista. In media, un afroamericano ha circa il 20-25% di DNA europeo. In molti casi, questa percentuale è molto più alta.


* L'eredità mista: Esistono persone che hanno genitori o nonni afroamericani ma che, per una combinazione genetica casuale, ereditano tratti come pelle molto chiara, occhi azzurri o verdi e capelli lisci.


* Identità vs Aspetto: Negli USA, l'identità "nera" o "afroamericana" è spesso legata alla cultura, alla discendenza e alla storia familiare, non solo alla tonalità della pelle. Molte persone che appaiono bianche si identificano orgogliosamente come afroamericane perché quella è la loro comunità di appartenenza.


2. La "One-Drop Rule" (La regola della singola goccia)


Per capire come un "bianco" possa essere considerato "nero" negli USA, bisogna ricordare questa vecchia norma sociale (e un tempo legale):


> Storicamente, bastava avere un solo antenato nero (una "goccia" di sangue) per essere classificati legalmente come neri.


>


Questo ha fatto sì che persone con la pelle chiarissima fossero comunque segregate o discriminate come afroamericane, cementando la loro identità all'interno della comunità nera.


3. Casi famosi


Esistono personaggi pubblici che incarnano questa realtà. Un esempio celebre è Walter White (omonimo del personaggio di fiction), che fu il leader della NAACP (la più importante organizzazione per i diritti dei neri) negli anni '30 e '40.


* Walter White aveva la pelle bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri (si stima fosse geneticamente per 15/16 europeo).


* Tuttavia, si identificava esclusivamente come nero e usò il suo aspetto per infiltrarsi nel Sud segregazionista e investigare sui linciaggi commessi dal Ku Klux Klan, poiché i razzisti lo scambiavano per un bianco.


4. Il censimento e l'auto-identificazione


Oggi il censimento degli Stati Uniti permette l'auto-identificazione. Una persona può segnare le caselle "White" e "Black" contemporaneamente, oppure identificarsi come afroamericana nonostante l'aspetto. Esiste una categoria crescente di persone multirazziali che sfida le definizioni rigide di "bianco" o "nero".


In sintesi, l'essere "afroamericano" negli Stati Uniti è un mix di discendenza africana e esperienza sociale, il che rende possibile che una persona con la pelle molto chiara appartenga pienamente a quella categoria.


Ti piacerebbe approfondire come questa fluidità razziale influenzi oggi la politica americana o le statistiche demografiche?"
(...) ...Martin Luther King Jr., Rosa Parks, and Thurgood Marshall. Yet, many figures who laid the essential groundwork for their work remain less known. Walter Francis White, who led the National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) for a quarter-century, is one such forgotten hero.

A man of fair skin and blue eyes, White chose to embrace his identity as an African American. He used his unique appearance to infiltrate the most dangerous corners of the segregated South. His career spanned from the aftermath of the Civil War into the modern civil rights movement. White’s personal identity, political savvy, and sheer courage challenged the foundations of racial injustice in America.


Early life and the making of a civil rights activist


Walter White was born in Atlanta, Georgia, in 1893. His parents, George and Madeline White, were born into enslavement. After Emancipation, they became well-educated and part of Atlanta's Black elite. They gave their children a sense of pride and possibility despite living under the oppressive Jim Crow system.

Like many Blacks, Walter was the descendant of a slaveholder and his slave. In a time when the "one-drop rule" defined anyone with African ancestry as Black, Walter's light complexion was a result of mixed-race heritage. Both his parents were very light-skinned. He could have chosen to "pass" as a white man, a privilege some in his position used to escape the brutality of racism. However, an event during his teenage years cemented his commitment to a Black identity and the Black struggle for equality.

In 1906, Atlanta was rocked by a devastating race riot, sparked by false rumors of assaults on white women. White mobs rampaged through Black neighborhoods, destroying property and killing people. When a mob threatened his family's home, 13-year-old Walter and his father stood guard with a rifle, prepared to defend their lives. The family was spared, but the experience was a turning point for White. In his autobiography, A Man Called White, he wrote that this moment solidified his identity and purpose, reinforcing his determination to fight for racial justice.

Following the riot, White threw himself into community organizing. After graduating from Atlanta University in 1916, he helped set up the Atlanta chapter of the NAACP. One of their first victories was a successful protest that prevented the local school board from cutting out seventh-grade education for Black students. Impressed by his leadership, NAACP field secretary, James Weldon Johnson, recruited White to join the national staff in New York in 1918.
 
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