Tempo fa avevo aperto un filo in cui auguravo il downfall a dei miei cosiddetti amici.
Onestamente, ora che sono più lucido (anche se ora no, perché sono ubriaco, e sì quando bevo mi va di postare qualcosa qui), penso di aver capito due cose.
1. Per i miei non-amici non conto un cazzo
Quando hai quasi 40 anni e sei rimasto l'unico disagiato senza gieffina o mogliettina, la gente ti vede un po' come un povero coglione. E quindi sia perché ormai non hanno più niente in comune con te, e sia perché è meglio passare il tempo con la gieffe o la ragazza, il disagiato di turno diventa una priorità minima, anzi, a causa dei problemi psichici che ha diventa anche un "problema".
Altri miei amici disagiati li ho persi, perché sono diventati dei simp o dei desperados che mi chiamavano solo per serate cringe all'insegna della blackpill, anche di questo ne avevo parlato. Con gli altri sono rimasto in buoni rapporti perché comunque non li ho mandati a fare in culo, loro e le loro serate della minkia... Quindi insomma, non è rimasto nessuno come me, li ho persi tra simpaggio, fidanzate a lunga distanza (e con questo intendo oltreoceano, uno di loro aveva la fidanzata in sudamerica porcod**), o alcol\droga.
2. Per i miei non-amici esisto solo quando c'è da estorcere favori
E niente, veniamo al punto. Questo mio non amico, uno in cima alla mia shitlist di quelli a cui auguro il downfall, mi chiama, il giorno 29. Inizia come al solito chiedendo come stai, ma io lo so che sta per arrivare la richiesta, e infatti arriva. Lo devo aiutare ad assemblare il computer nuovo. Mi sale l'odio, lo voglio mandare a fare in culo e augurargli che gli muoia la madre davanti agli occhi vomitando gli organi, ma mi calmo. Ci penso un attimo. Ok bro, vieni domani, ti aiuto io. "ma ti devo pagare?" No zio, vieni qua, non c'è problema. In realtà il problema c'è perché la mia casa è ridotta a un tugurio, fa niente, ho una scusa per mettere a posto, e lo faccio, mi ci vogliono 4 ore, però devo sempre mantenere alte le apparenze, non posso presentarmi coi mobili di design e 20 bottiglie di birra nel lavandino e sacchi di monnezza sul divano. Questo si presenta con tutte le sue scatolette di pezzi per computer, mi porta una torta e un pacco di biscotti, si vede che gli ho fatto pena. Assembliamo il computer, ci vuole un'ora perché ha anche il dissi a liquido e un mucchio di altre stronzate tra cui ventole e led, lo proviamo, va tutto, che bello. Se ne va senza troppi complimenti. Inutile cercare di fargli vedere il mio tv oled o altre cose interessanti che ho in casa. Mentre installiamo winzozz sbadiglia ed evidentemente si è già rotto i coglioni nonostante la mia ospitalità, vuole andare a casa a giocare col nuovo pc e poi scopare la fidanzata. E per me di nuovo il vuoto.
Insomma, che dire? Io gli auguro il downfall, è vero, ma non ce la faccio a dire di no. Sono un sottone alla fine, ed è giusto che io soffra. Poi gli chiedo io una cosa e hanno sempre scuse, ma vabbè, questa è la vita per un incel. Forse sotto sotto voglio un po' di compagnia ogni tanto. Forse anche montare il computer per un mio non-amico mi da una certa soddisfazione e orgoglio. Purtroppo noi incel dobbiamo sopravvivere anche di questi piccoli momenti, anche se blackpillati e danneggiati mentalmente, conserviamo pur sempre una piccolissima componente umana, e avere qualcuno in casa oltre al silenzio fa piacere ad una parte remota e ancestrale del nostro cervello.
Grazie per aver letto fino a qui, scusate per la prosa poco curata ma sto scrivendo sotto effetto di alcol in modalità flusso di coscienza.
E niente, voi l'avete fatta la buona azione pre-natalizia verso i vostri amici normaloidi che vivono il sogno e nonostante tutto non hanno il downfall?
Onestamente, ora che sono più lucido (anche se ora no, perché sono ubriaco, e sì quando bevo mi va di postare qualcosa qui), penso di aver capito due cose.
1. Per i miei non-amici non conto un cazzo
Quando hai quasi 40 anni e sei rimasto l'unico disagiato senza gieffina o mogliettina, la gente ti vede un po' come un povero coglione. E quindi sia perché ormai non hanno più niente in comune con te, e sia perché è meglio passare il tempo con la gieffe o la ragazza, il disagiato di turno diventa una priorità minima, anzi, a causa dei problemi psichici che ha diventa anche un "problema".
Altri miei amici disagiati li ho persi, perché sono diventati dei simp o dei desperados che mi chiamavano solo per serate cringe all'insegna della blackpill, anche di questo ne avevo parlato. Con gli altri sono rimasto in buoni rapporti perché comunque non li ho mandati a fare in culo, loro e le loro serate della minkia... Quindi insomma, non è rimasto nessuno come me, li ho persi tra simpaggio, fidanzate a lunga distanza (e con questo intendo oltreoceano, uno di loro aveva la fidanzata in sudamerica porcod**), o alcol\droga.
2. Per i miei non-amici esisto solo quando c'è da estorcere favori
E niente, veniamo al punto. Questo mio non amico, uno in cima alla mia shitlist di quelli a cui auguro il downfall, mi chiama, il giorno 29. Inizia come al solito chiedendo come stai, ma io lo so che sta per arrivare la richiesta, e infatti arriva. Lo devo aiutare ad assemblare il computer nuovo. Mi sale l'odio, lo voglio mandare a fare in culo e augurargli che gli muoia la madre davanti agli occhi vomitando gli organi, ma mi calmo. Ci penso un attimo. Ok bro, vieni domani, ti aiuto io. "ma ti devo pagare?" No zio, vieni qua, non c'è problema. In realtà il problema c'è perché la mia casa è ridotta a un tugurio, fa niente, ho una scusa per mettere a posto, e lo faccio, mi ci vogliono 4 ore, però devo sempre mantenere alte le apparenze, non posso presentarmi coi mobili di design e 20 bottiglie di birra nel lavandino e sacchi di monnezza sul divano. Questo si presenta con tutte le sue scatolette di pezzi per computer, mi porta una torta e un pacco di biscotti, si vede che gli ho fatto pena. Assembliamo il computer, ci vuole un'ora perché ha anche il dissi a liquido e un mucchio di altre stronzate tra cui ventole e led, lo proviamo, va tutto, che bello. Se ne va senza troppi complimenti. Inutile cercare di fargli vedere il mio tv oled o altre cose interessanti che ho in casa. Mentre installiamo winzozz sbadiglia ed evidentemente si è già rotto i coglioni nonostante la mia ospitalità, vuole andare a casa a giocare col nuovo pc e poi scopare la fidanzata. E per me di nuovo il vuoto.
Insomma, che dire? Io gli auguro il downfall, è vero, ma non ce la faccio a dire di no. Sono un sottone alla fine, ed è giusto che io soffra. Poi gli chiedo io una cosa e hanno sempre scuse, ma vabbè, questa è la vita per un incel. Forse sotto sotto voglio un po' di compagnia ogni tanto. Forse anche montare il computer per un mio non-amico mi da una certa soddisfazione e orgoglio. Purtroppo noi incel dobbiamo sopravvivere anche di questi piccoli momenti, anche se blackpillati e danneggiati mentalmente, conserviamo pur sempre una piccolissima componente umana, e avere qualcuno in casa oltre al silenzio fa piacere ad una parte remota e ancestrale del nostro cervello.
Grazie per aver letto fino a qui, scusate per la prosa poco curata ma sto scrivendo sotto effetto di alcol in modalità flusso di coscienza.
E niente, voi l'avete fatta la buona azione pre-natalizia verso i vostri amici normaloidi che vivono il sogno e nonostante tutto non hanno il downfall?
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