Off Topic Pascoli e l’erotismo sulla soglia. Perché il celibato pascoliano è più perturbante dell’icona manosferica leopardiana

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Vespera

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Nei discorsi che circolano nella manosfera ho spesso letto di Leopardi, indicato come antesignano e precursore dell'attuale figura dell'incel. Ma se si cerca davvero una figura letteraria in cui la dimensione affettivo-erotica si configuri come esperienza di esclusione, di ambivalenza e di vita osservata più che vissuta, allora, a mio avviso, occorre spostare lo sguardo su Pascoli.

Alcune ricostruzioni biografiche registrano un difetto congenito al piede, con conseguente andatura claudicante, vissuto con imbarazzo; ma il punto critico della questione non è l'eventuale presenza di deformità, termine invero sproporzionato, bensì l’idea disturbante di un corpo percepito come non all’altezza, e dunque come possibile frattura dell’identità desiderante.

La prova letteraria di un Pascoli "incel" è Il gelsomino notturno, in cui l’eros è messo in scena per allusioni, come se la vita coniugale fosse un rito che avviene altrove, in una stanza verso la quale il poeta può soltanto orientare i sensi, senza però varcarne la soglia.

Che si tratti di un epitalamio scritto per le nozze dell’amico Gabriele Briganti non è un dettaglio secondario, ma il punto centrale stesso del componimento. Pascoli celebra un matrimonio non suo, e lo celebra con una lingua che trasforma la fecondità in enigma, la camera nuziale in luogo intravisto, la gioia in qualcosa che si può soltanto immaginare.

Molte letture critiche insistono, non a caso, su questa qualità obliqua: l’erotismo pascoliano è fatto di soglie, di segni indiretti, di un’energia che non si mostra ma che si avverte; e proprio per questo produce un senso di inquietudine sottile, perché la vita sembra sempre accadere un passo oltre il soggetto che la racconta.
Pascoli incarna il desiderio in una scena domestica, notturna, che ci restituisce un'esperienza di marginalità e di esclusione.

E s'aprono i fiori notturni
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento...

È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
 
Oggi sul Fatto Quotidiano ho letto un articolo su Pascoli che smontava la retorica della "poetica del fanciullino". Sicuramente Pascoli è stato un incellone di prima categoria e anche il resto della sua vita è stato pieno di crudezze se escludiamo la cattedra universitaria.

"Il poeta deve pur esorcizzare una biografia zavorrata da disgrazie. La prima è alla nascita, il 31 dicembre 1855: una deformità che determina “una asimmetria di movimento che obbligava la gamba destra a saltellare e il relativo a piede a strisciare”. Dodici anni più tardi, il 10 agosto 1867, il trauma dell’assassinio del padre (la celebre X agosto è dedicata proprio alla sua memoria). Ruggero Pascoli viene “ucciso con un solo colpo di fucile alla testa esploso da due sicari”. Poco dopo muore anche la madre e la famiglia – otto figli superstiti su dieci – si disgrega. Cresce con i fratelli mentre le sorelle Ida e Maria, detta Mariù, riparano in un convento di Sogliano. Pascoli, dopo il diploma, con una borsa di studio propiziata da Giosuè Carducci, studia all’Alma Mater di Bologna. Si laurea tardi, in Letteratura greca, nel 1882, perché irretito dal socialista Andrea Costa sceglie l’impegno politico e sconta persino qualche mese di carcere per “tentata sovversione”. Comincia la girandola delle cattedre: “Prima come professore di liceo a Matera, Massa, Livorno, Bologna; poi come professore universitario a Bologna, Messina, Pisa e di nuovo Bologna per succedere nella cattedra di Letteratura italiana al maestro Carducci”. Nessuna moglie nelle sue peregrinazioni ma una convivenza domestica con le due sorelle, mantenute con il suo magro stipendio di professore. Ida infine si sposerà mentre Mariù si immola “con una dedizione che sfidava l’autocancellazione”. Rapporti forse morbosi perché, come adombrato da Vittorino Andreoli nel suo I segreti di casa Pascoli (Rizzoli, 2006) parrebbe che quello di Ida sia stato un matrimonio riparatore per cancellare uno scandalo incestuoso."
 
Molto si è discusso, ed anche pubblicato, sulla concezione della sessualità in Pascoli. I petali un poco gualciti dopo un rapporto sembrerebbero indicare una certa violenza vissuta nel rapporto stesso. E, a proposito di rapporti, Pascoli ebbe un attaccamento morboso per le sorelle Ida e Maria (Mariù), tanto da vivere come un lutto il matrimonio di Ida ed il suo conseguente abbandono della casa in cui vivevano tutti e tre. Maria Pascoli restò tutta la vita accanto al fratello, visse quasi cento anni e pubblicò un saggio biografico che ha fatto epoca, Lungo la vita di Giovanni Pascoli.
 
Oggi sul Fatto Quotidiano ho letto un articolo su Pascoli che smontava la retorica della "poetica del fanciullino". Sicuramente Pascoli è stato un incellone di prima categoria e anche il resto della sua vita è stato pieno di crudezze se escludiamo la cattedra universitaria.

"Il poeta deve pur esorcizzare una biografia zavorrata da disgrazie. La prima è alla nascita, il 31 dicembre 1855: una deformità che determina “una asimmetria di movimento che obbligava la gamba destra a saltellare e il relativo a piede a strisciare”. Dodici anni più tardi, il 10 agosto 1867, il trauma dell’assassinio del padre (la celebre X agosto è dedicata proprio alla sua memoria). Ruggero Pascoli viene “ucciso con un solo colpo di fucile alla testa esploso da due sicari”. Poco dopo muore anche la madre e la famiglia – otto figli superstiti su dieci – si disgrega. Cresce con i fratelli mentre le sorelle Ida e Maria, detta Mariù, riparano in un convento di Sogliano. Pascoli, dopo il diploma, con una borsa di studio propiziata da Giosuè Carducci, studia all’Alma Mater di Bologna. Si laurea tardi, in Letteratura greca, nel 1882, perché irretito dal socialista Andrea Costa sceglie l’impegno politico e sconta persino qualche mese di carcere per “tentata sovversione”. Comincia la girandola delle cattedre: “Prima come professore di liceo a Matera, Massa, Livorno, Bologna; poi come professore universitario a Bologna, Messina, Pisa e di nuovo Bologna per succedere nella cattedra di Letteratura italiana al maestro Carducci”. Nessuna moglie nelle sue peregrinazioni ma una convivenza domestica con le due sorelle, mantenute con il suo magro stipendio di professore. Ida infine si sposerà mentre Mariù si immola “con una dedizione che sfidava l’autocancellazione”. Rapporti forse morbosi perché, come adombrato da Vittorino Andreoli nel suo I segreti di casa Pascoli (Rizzoli, 2006) parrebbe che quello di Ida sia stato un matrimonio riparatore per cancellare uno scandalo incestuoso."
L'ho letto anche io e mi ha dato lo spunto per questo thread
 
Ripeto: sogno vero farsi esaminare autonomamente dalla prof! Facesse tutto ciò in déshabillé su onlyfans farebbe soldi a paccate..

Molto interessante. Ci ho trovato delle forti analogie con una scena del film-libro "la casa degli spiriti", quando la sorella vergine descrive, tra pudore, turbamento ed eccitazione, al prete (nel confessionale) le sue sensazioni uditive, visive e quasi sinestetiche nel testimoniare gli accoppiamenti notturni tra suo fratello e la cognata.
 
Ripeto: sogno vero farsi esaminare autonomamente dalla prof! Facesse tutto ciò in déshabillé su onlyfans farebbe soldi a paccate..

Molto interessante. Ci ho trovato delle forti analogie con una scena del film-libro "la casa degli spiriti", quando la sorella vergine descrive al prete (nel confessionale) le sue sensazioni uditive, visive e quasi sinestetiche nel testimoniare gli accoppiamenti notturni tra suo fratello e la cognata.
L'ho letto una trentina di anni fa e non ricordo assolutamente nulla di questo libro. Lo rileggerò
 
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