L'articolo riporta una svolta significativa in un'inchiesta estremamente complessa e dai contorni drammatici. Si tratta di un'indagine che tocca uno dei capitoli più oscuri del conflitto balcanico degli anni '90: il fenomeno dei cosiddetti "turisti del safari umano".
Ecco un'analisi dei fatti principali che emergono dalla vicenda:
* L'indagato: Si tratta di un uomo di 80 anni, ex autotrasportatore residente in provincia di Pordenone. L'iscrizione nel registro degli indagati e l'invito a comparire per l'interrogatorio (fissato per il 9 febbraio) indicano che la Procura di Milano ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per passare da un'indagine contro ignoti a una fase più definita.
* Le accuse: L'ipotesi di reato è pesantissima: omicidio volontario continuato, aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. L'accusa sostiene che l'uomo abbia partecipato ai "safari" nella Sarajevo assediata tra il 1992 e il 1995, pagando somme ingenti per sparare contro civili inermi.
* Le prove e le testimonianze: L'indagine, coordinata dal pm Alessandro Gobbis e condotta dal Ros dei carabinieri, si basa su diverse fonti:
* Testimonianze: Racconti di persone a cui l'indagato si sarebbe vantato delle proprie azioni.
* Documentazione d'intelligence: Dichiarazioni di ex agenti dei servizi bosniaci (come Edin Subasic) che già all'epoca avevano segnalato il transito di "tiratori turistici" dall'Italia (in particolare da Trieste).
* Riscontri materiali: La recente perquisizione ha portato al sequestro di diverse armi regolarmente detenute, che ora saranno presumibilmente oggetto di accertamenti balistici, per quanto difficili a trent'anni di distanza.
* Il contesto normativo: Un aspetto cruciale sarà la tenuta giuridica dell'accusa dopo così tanto tempo. Tuttavia, per il reato di omicidio aggravato non è prevista prescrizione, il che permette alla magistratura italiana di procedere anche a decenni dai fatti.
L'indagine sembra voler far luce non solo sulla responsabilità individuale del singolo, ma su una rete più ampia che avrebbe organizzato e favorito questi spostamenti. Resta da vedere come la difesa risponderà a queste accuse e quali prove documentali o testimoniali dirette (magari provenienti dagli archivi dell'Aia o dei servizi segreti) verranno portate in aula.