USA-Iran: nuova azione militare statunitense in vista?

La situazione tra Stati Uniti e Iran, proprio in queste ore del 4 febbraio 2026, è di un'estrema e pericolosa fragilità. Non siamo ancora in una guerra aperta, ma ci troviamo in quella che gli analisti definiscono una fase di "deterrenza aggressiva", dove il rischio di un incidente che inneschi il conflitto è ai massimi storici.
Ecco un'analisi dei fatti aggiornata a stasera:
1. Fallimento del Canale Diplomatico
Proprio oggi è arrivata la notizia del collasso dei colloqui nucleari che avrebbero dovuto tenersi venerdì a Istanbul.
* Il motivo: L'Iran ha chiesto di spostare l'incontro in Oman e di limitarlo a un faccia a faccia bilaterale sul nucleare. Gli USA hanno risposto con un "prendere o lasciare", rifiutando di escludere dal tavolo il programma missilistico e il sostegno alle milizie regionali.
* Conseguenza: Con la diplomazia congelata, lo spazio di manovra si sposta dal tavolo negoziale al campo militare.
2. Escalation Militare nel Golfo
Nelle ultime 24-48 ore si sono verificati contatti diretti che avrebbero potuto fungere da innesco:
* Incidente del Drone: Un caccia F-35 statunitense ha abbattuto un drone iraniano Shahed che si era avvicinato "aggressivamente" alla portaerei USS Abraham Lincoln.
* Tensioni navali: Ieri, sei motovedette dei Pasdaran hanno tentato di intercettare una petroliera battente bandiera USA nello Stretto di Hormuz, desistendo solo dopo l'intervento di un cacciatorpediniere americano.
* Presenza Massiccia: Washington ha schierato batterie di difesa Thaad e Patriot in tutto il Golfo, mentre Trump ha dichiarato pubblicamente che "una forza navale molto grande e potente" è pronta a intervenire.
3. La Strategia di Trump
L'amministrazione Trump sembra perseguire la politica del "Maximum Pressure 2.0". L'obiettivo dichiarato non è necessariamente l'invasione, ma la sottomissione strategica:
* Viene agitata la minaccia di raid mirati (forze speciali o attacchi aerei) sui siti nucleari e sulle infrastrutture dell'IRGC per costringere Teheran a un accordo lampo e svantaggioso.
* Il rischio: La Guida Suprema Khamenei ha già avvertito che qualsiasi attacco diretto porterebbe a una "guerra regionale totale".
Cosa ne penso?
Siamo davanti a una partita a scacchi ad altissimo rischio.
* Perché l'azione militare è vicina: Lo stallo diplomatico di oggi toglie l'ultimo "paracadute" alla crisi. Storicamente, quando i negoziati falliscono e le portaerei sono in posizione, il Pentagono passa alla fase operativa di "segnalazione cinetica" (piccoli attacchi per mostrare forza).
* Perché potrebbe non accadere subito: L'Iran sta cercando di evitare il conflitto diretto, consapevole della superiorità tecnologica USA, mentre Trump preferirebbe ottenere una vittoria politica (un nuovo accordo) piuttosto che impantanarsi in una nuova guerra in Medio Oriente che destabilizzerebbe i mercati (petrolio e oro sono già in forte rialzo stasera).
> In sintesi: La probabilità di un'azione militare "chirurgica" (raid limitati) è attualmente molto più alta rispetto a un mese fa. Molto dipenderà dalle prossime 72 ore e se i mediatori (Qatar e Oman) riusciranno a riaprire uno spiraglio dopo il fallimento di Istanbul.
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Ti interessa approfondire quali potrebbero essere gli obiettivi specifici di un eventuale raid o preferisci analizzare l'impatto economico che stiamo già vedendo sui mercati stasera?
 
Analizzando la situazione a stasera, 4 febbraio 2026 (ore 20:19), emerge una mappatura degli obiettivi militari che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno identificato come prioritari.
Secondo i piani trapelati dai principali think tank americani (come la Foundation for Defense of Democracies) e le recenti attività della portaerei USS Abraham Lincoln, gli obiettivi si dividono in quattro categorie strategiche:
1. Il Programma Nucleare (Obiettivi "Chirurgici")
Dopo i raid limitati dello scorso giugno 2025, l'obiettivo sarebbe ora la neutralizzazione definitiva delle capacità di arricchimento:
* Natanz e Fordow: I complessi sotterranei di arricchimento dell'uranio.
* Isfahan: Il centro tecnologico nucleare dove si produce il metallo di uranio.
* Arak: Il reattore ad acqua pesante.
2. Infrastrutture dei Pasdaran (IRGC)
Il Pentagono mira a decapitare la capacità di comando e controllo delle Guardie della Rivoluzione, recentemente inserite nella lista dei terroristi anche dall'UE:
* Centri di Comando a Teheran: Sedi dell'IRGC e uffici legati alla sicurezza interna (responsabili della repressione delle proteste che hanno causato oltre 6.000 vittime nell'ultimo anno).
* Basi dei Droni e Missilistiche: I siti di lancio dei droni Shahed e dei missili balistici situati nelle regioni montuose, molti dei quali sono stati potenziati dopo il conflitto della scorsa estate.
* Porti Militari: In particolare la base navale di Bandar Abbas, da cui partono le motovedette che minacciano lo Stretto di Hormuz.
3. Asset Strategici ed Economici (Il "Modello di Pressione")
Per forzare il regime al collasso o a un accordo lampo (il cosiddetto "poker di Trump"):
* Terminal Petroliferi: L'isola di Kharg, da cui transita la quasi totalità dell'export di greggio iraniano. Colpire Kharg significherebbe azzerare le entrate del regime in poche ore.
* Raffinerie: L'impianto di Abadan, vitale per il consumo interno di carburante.
* Nodi Logistici: Porti commerciali e snodi ferroviari utilizzati per rifornire le milizie in Siria e Libano.
4. Difesa Aerea e Comunicazioni (Fase di "Apertura")
Qualsiasi attacco inizierebbe con la neutralizzazione del sistema difensivo iraniano per permettere ai caccia americani (F-35 e B-2) di operare in sicurezza:
* Siti S-300 e Bavar-373: Le batterie missilistiche terra-aria poste a protezione delle grandi città.
* Stazioni Radar: Lungo tutta la costa del Golfo Persico.
* Cyber-Attacchi: Volti a mandare in blackout la rete elettrica governativa e i sistemi di comunicazione dei vertici militari.
Lo scenario attuale
Stasera la tensione è alimentata dal fatto che l'Iran ha iniziato a spostare i propri lanciatori mobili verso le zone montuose per renderli meno vulnerabili ai satelliti USA. Trump ha definito la flotta in arrivo un'"armata locked and loaded" pronta a proteggere i manifestanti iraniani e a imporre un nuovo ordine.
Il rischio reale: Khamenei ha dichiarato che qualsiasi azione militare sarà considerata l'inizio di una "guerra totale" che colpirebbe Tel Aviv e le basi americane in Qatar e Bahrein.
Desideri che analizzi più nel dettaglio le possibili ritorsioni iraniane contro le basi USA nella regione o l'impatto che questo attacco avrebbe sul prezzo della benzina in Italia?
 
Il rischio c'è sempre. In questi giorni si sono verificate numerose esplosioni ed incendi in Iran, poi ieri abbiamo avuto l' episodio di un drone iraniano abbattuto da un aereo americano.
 
sarei favorevole. segnerebbe l'inizio del declino dell'islam. è un bene per tutti che i popoli più civilizzati prevalgano e siano liberi, in modo da avere più alleati o paesi non ostili alla nostra civiltà.
 
sarei favorevole. segnerebbe l'inizio del declino dell'islam. è un bene per tutti che i popoli più civilizzati prevalgano e siano liberi, in modo da avere più alleati o paesi non ostili alla nostra civiltà.
Loro saranno dei barbari ma la merda USA non pensare sia meglio. Sono il cancro del mondo sin dal 1940.
 
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