Weltschmerz
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Bravo Saviano, anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno. Se tu che stai leggendo "ami la vita" probabilmente soffri di sindrome di Stoccolma dato che la vita è sempre un danno per chi nasce. L'argomentazione di stampo analitico più conosciuta a favore dell'antinatalismo, sebbene ce ne siano anche nella filosofia continentale, è l'asimmetria assiologica di David Benatar (che si fonda a sua volta su altre 4 asimmetrie di base): nascere rende soggetti sia alla sofferenza (-1) che al piacere (+1), mentre non nascere risparmia dalla sofferenza (+1), ma non priva del piacere (+0).
Nascere --> +1-1=0
Non nascere --> +1+0=1
Il non nascere è dunque preferibile al nascere se si ammette che una qualsiasi quantità di dolore nella vita, per quanto minima, è ineludibile.
Esempio concreto: che il mio ipotetico figlio non sia nato per poi morire ustionato a Crans-Montana è un bene, in quanto se fosse nato avrebbe sofferto, ma non essendo nato quella sofferenza gli è stata risparmiata; che il mio stesso ipotetico figlio non sia nato e non abbia potuto avere un orgasmo non è un male, in quanto non essendo nato non può soffrire la privazione del non poter avere avuto un orgasmo.
Altro esempio usato da Benatar per aiutare a comprendere l'asimmetria assiologica: una persona A è malata (-1), ma nonostante ciò ha una eccezionale capacità di guarigione (+1); una persona B è sana (+1), ma non ha nessuna eccezionale capacità di guarigione (+0). Quale delle due persone converrebbe essere? Ovviamente la persona B.
Personalmente, da antifrustrazionista, ritengo che il piacere di per sé non esista nemmeno e che esso in realtà sia semplicemente il toglimento del dolore. Nel caso in cui però si desse consistenza ontologica al piacere le conclusioni di Benatar sarebbero corrette, nessuno infatti è mai riuscito a confutarle.
Nascere --> +1-1=0
Non nascere --> +1+0=1
Il non nascere è dunque preferibile al nascere se si ammette che una qualsiasi quantità di dolore nella vita, per quanto minima, è ineludibile.
Esempio concreto: che il mio ipotetico figlio non sia nato per poi morire ustionato a Crans-Montana è un bene, in quanto se fosse nato avrebbe sofferto, ma non essendo nato quella sofferenza gli è stata risparmiata; che il mio stesso ipotetico figlio non sia nato e non abbia potuto avere un orgasmo non è un male, in quanto non essendo nato non può soffrire la privazione del non poter avere avuto un orgasmo.
Altro esempio usato da Benatar per aiutare a comprendere l'asimmetria assiologica: una persona A è malata (-1), ma nonostante ciò ha una eccezionale capacità di guarigione (+1); una persona B è sana (+1), ma non ha nessuna eccezionale capacità di guarigione (+0). Quale delle due persone converrebbe essere? Ovviamente la persona B.
Personalmente, da antifrustrazionista, ritengo che il piacere di per sé non esista nemmeno e che esso in realtà sia semplicemente il toglimento del dolore. Nel caso in cui però si desse consistenza ontologica al piacere le conclusioni di Benatar sarebbero corrette, nessuno infatti è mai riuscito a confutarle.