Sì, si tratta di un caso storico molto particolare e documentato che riguarda il Dottor Eduard Bloch, un medico ebreo che esercitava a Linz, in Austria.
La storia del Dottor Bloch è uno dei rari esempi in cui Hitler mostrò una forma di "gratitudine" personale che prevalse sull'ideologia antisemita del regime.
Il legame con la famiglia Hitler
Il Dottor Bloch era il medico della famiglia Hitler all'inizio del '900. Il motivo del legame profondo era legato alla malattia della madre di Adolf, Klara Hitler, a cui venne diagnosticato un tumore al seno nel 1907.
* Le cure: Bloch curò Klara con grande dedizione, utilizzando i trattamenti disponibili all'epoca (tra cui lo iodoformio).
* La situazione economica: Sapendo che la famiglia Hitler versava in condizioni economiche difficili, il Dottor Bloch applicò tariffe molto ridotte e, in alcuni casi, non pretese alcun pagamento per le visite e i medicinali.
* La morte di Klara: Quando Klara morì nel dicembre del 1907, l'allora diciottenne Adolf espresse al medico la sua eterna gratitudine. Bloch ricordò in seguito che, in quel momento di dolore, Hitler era "l'uomo più triste che avesse mai visto".
L'appellativo "Edeljude"
Dopo l'Anschluss (l'annessione dell'Austria alla Germania nazista) nel 1938, la situazione per gli ebrei austriaci divenne immediatamente drammatica. Tuttavia, Hitler intervenne personalmente per proteggere Bloch, definendolo:
> "Edeljude" (Ebreo nobile).
>
Hitler disse testualmente: "Se tutti gli ebrei fossero come lui, non ci sarebbe una questione ebraica".
La protezione e la fuga
A differenza di migliaia di altri ebrei, Bloch ricevette un trattamento di favore unico:
* Protezione della Gestapo: La sua casa e il suo studio non vennero toccati e furono posti sotto la protezione speciale della polizia segreta.
* Niente stella gialla: Gli fu permesso di non portare il segno distintivo imposto agli ebrei.
* Espatrio facilitato: Gli fu concesso di vendere le sue proprietà a prezzo di mercato (cosa impossibile per gli altri ebrei, i cui beni venivano requisiti) e di conservare i proventi.
Nel 1940, Bloch ottenne il permesso di emigrare negli Stati Uniti con la moglie. Si stabilì a New York, nel Bronx, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1945 per un tumore allo stomaco, poco dopo la fine della guerra.
Un dettaglio interessante
Nonostante la gratitudine di Hitler, Bloch non divenne mai un sostenitore del nazismo, anzi. Nelle sue interviste rilasciate negli Stati Uniti (famose quelle al Collier's Weekly nel 1941), descrisse Hitler come un giovane educato ma estremamente chiuso, sottolineando l'orrore per ciò che il suo ex paziente era diventato.
La storia del Dottor Bloch è uno dei rari esempi in cui Hitler mostrò una forma di "gratitudine" personale che prevalse sull'ideologia antisemita del regime.
Il legame con la famiglia Hitler
Il Dottor Bloch era il medico della famiglia Hitler all'inizio del '900. Il motivo del legame profondo era legato alla malattia della madre di Adolf, Klara Hitler, a cui venne diagnosticato un tumore al seno nel 1907.
* Le cure: Bloch curò Klara con grande dedizione, utilizzando i trattamenti disponibili all'epoca (tra cui lo iodoformio).
* La situazione economica: Sapendo che la famiglia Hitler versava in condizioni economiche difficili, il Dottor Bloch applicò tariffe molto ridotte e, in alcuni casi, non pretese alcun pagamento per le visite e i medicinali.
* La morte di Klara: Quando Klara morì nel dicembre del 1907, l'allora diciottenne Adolf espresse al medico la sua eterna gratitudine. Bloch ricordò in seguito che, in quel momento di dolore, Hitler era "l'uomo più triste che avesse mai visto".
L'appellativo "Edeljude"
Dopo l'Anschluss (l'annessione dell'Austria alla Germania nazista) nel 1938, la situazione per gli ebrei austriaci divenne immediatamente drammatica. Tuttavia, Hitler intervenne personalmente per proteggere Bloch, definendolo:
> "Edeljude" (Ebreo nobile).
>
Hitler disse testualmente: "Se tutti gli ebrei fossero come lui, non ci sarebbe una questione ebraica".
La protezione e la fuga
A differenza di migliaia di altri ebrei, Bloch ricevette un trattamento di favore unico:
* Protezione della Gestapo: La sua casa e il suo studio non vennero toccati e furono posti sotto la protezione speciale della polizia segreta.
* Niente stella gialla: Gli fu permesso di non portare il segno distintivo imposto agli ebrei.
* Espatrio facilitato: Gli fu concesso di vendere le sue proprietà a prezzo di mercato (cosa impossibile per gli altri ebrei, i cui beni venivano requisiti) e di conservare i proventi.
Nel 1940, Bloch ottenne il permesso di emigrare negli Stati Uniti con la moglie. Si stabilì a New York, nel Bronx, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1945 per un tumore allo stomaco, poco dopo la fine della guerra.
Un dettaglio interessante
Nonostante la gratitudine di Hitler, Bloch non divenne mai un sostenitore del nazismo, anzi. Nelle sue interviste rilasciate negli Stati Uniti (famose quelle al Collier's Weekly nel 1941), descrisse Hitler come un giovane educato ma estremamente chiuso, sottolineando l'orrore per ciò che il suo ex paziente era diventato.



