Blackpill C'è gente che pensa che fare l'hikikomori sia una scelta o che si possa uscirne facilmente.

Per verità assolute e disperate

Ceppa Secca

Well-known member
Blackpillato
Oggi parlavo col mio capo che ha detto di aver visto in TV un servizio sugli hikikomori, e che ha pensato a me. Questo perché io in passato ho fatto due\tre anni da hikikomori, finita la scuola, quando non trovavo lavoro e ho perso tutti i miei (pochi) amici che uno dopo l'altro sparivano a causa di lavoro e fidanzatine varie.

In buona sostanza, lui sosteneva la tesi dello psicologo che parlava in TV (ricordiamoci che gli psicologi sono una delle categorie di persone da mandare nei gulag), ovvero che è colpa dei genitori che non hanno spronato o convinto, anche con la forza, il figlioletto a non diventare hikikomori.
Io invece dico che è colpa della società se uno diventa hikikomori, e quindi non c'è nessuna soluzione a questo problema, i genitori non possono fare niente.

Io per esempio, uscivo di casa solo per fare i colloqui finti che mi inventavo, in realtà andavo al parchetto e giocavo alla PSP sulla panchina, o mi ascoltavo la musica, o vagavo senza meta, e poi dopo 3-4 ore me ne tornavo a casa. Ma io perché facevo questo secondo voi? Perché ero stufo di essere umiliato, solo perché ero timido, magrolino, basso e brutto, tutti i colloqui erano un rituale d'umiliazione assurdo, venivo letteralmente percepito peggio della merda. Fai altri colloqui dice il capo, ma dopo 5 colloqui umilianti cosa fai, dopo 10? Magari dopo 20 colloqui umilianti, cosa fai?
Dopo che sei stato umiliato, annientato, specialmente in quei "colloqui di gruppo" dove il più sfigato parla 4 lingue e ha 10 esperienze lavorative, dove anche la più sgorbia fa l'attrice di teatro o la ballerina, e tu al massimo hai preso il trofeo di platino in Call of Duty, cosa fai? Fai altri 10 colloqui, sapendo che sarà sempre uguale?

Io non credo, farai come ho fatto io, i colloqui finti, e con immensa fatica uscirai dalla cameretta, giocherai alla PSP sulla panchina e poi farai un giretto, poi te ne torni a casa. Umiliazione evitata, no?

E allora lui dice, ti tolgo il computer, internet, e anche il cellulare, e la PSP. Bene, toglimeli, pensi che i miei non l'abbiano fatto? Comunque non uscivo, stavo tutto il giorno a dormire, mica esco di casa se me li togli, là fuori è un inferno, a sto punto se non posso giocare o andare sui chan tutto il giorno, me ne vado a dormire e aspetto la fine.

Allora lui dice, beh, fai volontariato, e se non lo vuoi fare ti obbligo, ti prendo di peso e ti porto a fare il volontario alla croce rossa, e ti lascio là e ti vengo a riprendere alla sera. Ma lui non sa che io anche questo ho provato a fare, e come è andata? Malissimo, perché mi sentivo a disagio, ero il più basso, il più brutto, il più sfigato, il più timido. Portami due volte, alla terza piuttosto che andarci lotto come se mi stessi portando a farmi fucilare.

Insomma, avete capito.

L'hikikomori non lo fa per scelta, non è che uno si sveglia e dice toh, oggi divento hikikomori. Se io domani impazzisco (ipoteticamente) e rapisco un mio collega, e gli dico, bene caro, adesso tu stai chiuso in casa, ma non per sempre, e non ti torturo nè ti faccio morire di fame, ti faccio da mangiare, ti do internet, ti faccio anche da servo, ma non potrai uscire di casa nè contattare nessuno dei tuoi amici per i prossimi trenta giorni. Poi dopo trenta giorni ti libero e torna tutto come prima. Questo resiste una settimana e poi ropa, ve lo posso garantire. Quindi non è assolutamente una scelta diventare hikikomori, lo diventi solo perché l'alternativa è ropare, e non ropi perché hai già subito talmente tante mazzate (soprattutto psicologiche ma anche fisiche) che rinchiuderti in casa è l'unica cosa che ti resta per non ropare. È l'ultima spiaggia per uno che ha perso le speranze ma comunque c'è qualcosa che lo mantiene ancora in vita, e quel qualcosa è la comodità di morire in modo confortevole davanti al computer con la mamma che dopo il colloquio finto ti fa da mangiare.

E la colpa reale di tutto ciò è la società ipercompetitiva, delle NP che se sei basso\brutto non ti cagano ma anzi ti schifano apertamente, dei bellocci che ti bullizzano, dei recruiter che ti guardano come se fossi peggio della merda, dei normaloidi che se sei timido ti cominciano a fare pressioni per farti stare ancora peggio come se a loro venisse qualcosa in tasca a farti desiderare la morte ogni secondo che passa.

Io a sti normaloidi blupillati che ascoltano gli pissicolloghi della minkia che sparano solo cazzate in TV auguro solo una cosa, di non capire mai cosa voglia dire essere hikikomori, veramente, io non ve lo auguro perché per capire cosa vuol dire veramente essere hikikomori bisogna aver passato un periodo lungo (almeno un anno o due) in uno stato fisico e mentale peggiore della morte stessa. Ovviamente io non sto dicendo che è la cosa peggiore al mondo, certo, io non posso capire cosa voglia dire essere rinchiuso in un gulag, però è anche vero che ad un italiano nel 2020+ non succederà mai di essere rinchiuso in un gulag, o comunque è una cosa rarissima, essere hikikomori invece è possibilissimo perché la causa è la società ipercompetitiva stessa in cui viviamo a causarlo, e non è che vengono dei soldati a prelevarti per portarmi in un gulag, uno non ha altra scelta che diventare hikikomori, diventi il carceriere di te stesso perché l'alternativa a fare l'hikikomori è solo una, ovvero ropare, e uno generalmente non vuole ropare, o ancora peggio vuole ropare ma non lo fa per non dare questo dispiacere alla famiglia. Ma la cosa peggiore è che anche se ne esci rimani segnato dal fatto di aver perso anni nel nulla assoluto accumulando danni psichici irreversibili, uno che fa l'hikki e ne esce, come ne sono uscito io, non ne esce per niente illeso e paga il pegno probabilmente per il resto della sua vita. NON È CHE SE LA PRIGIONE TE LA COSTRUISCI DA SOLO SIA POI FACILE USCIRNE!

Per questo, continuate a vivere la vostra vita idilliaca e non sparate cazzate su cose che non capite, anzi siate grati di non poter capire.

Ho finito.
 
Ultima modifica:
il tuo capo ha la ricetta perfetta per far sì che il proprio figlio prima o poi ammazzi i genitori o appunto si chiuda dentro sé stesso
Lui fa così coi suoi figli?
 
il tuo capo ha la ricetta perfetta per far sì che il proprio figlio prima o poi ammazzi i genitori o appunto si chiuda dentro sé stesso
Lui fa così coi suoi figli?
Non è colpa sua perché, come dicevo, non può capire cosa voglia dire diventare hikikomori. Non posso prendermela con uno che non può capire, è come il proverbiale cieco che non sa cosa sono i colori. L'unica cosa che posso fare è dirgli quello che ho scritto anche qua, ovviamente, essendo lui cieco, non vedrà i miei colori (che sono più che altro neri come la blackpill e marroni come la merda, perchè fare l'hikikomori è davvero un inferno).

A volte comunque rimpiango quella vita, mi schermava da crudezze e umiliazioni. Non nego che a volte quando non penso a ropare penso di tornare a fare l'hikki, non so cosa sia peggio perché entrambe le opzioni sono assolutamente orribili, ma ormai ci sono abituato e so che se copo un po' magari poi mi passa.
 
Io non ho mai fatto l' hikkikomori ma sono e sono stato spesso un ritirato dalla società. Se sei trattato male, se certi tuoi bisogni non vengono soddisfatti, se sei messo davanti alle disparità e tu avverti di essere l' ultima ruota del carro, in più della società non ne condividi i meccanismi ed i disvalori, perché stare dentro? Cosa ci si guadagna?
 
Io non ho mai fatto l' hikkikomori ma sono e sono stato spesso un ritirato dalla società. Se sei trattato male, se certi tuoi bisogni non vengono soddisfatti, se sei messo davanti alle disparità e tu avverti di essere l' ultima ruota del carro, in più della società non ne condividi i meccanismi ed i disvalori, perché stare dentro? Cosa ci si guadagna?
Ma in realtà non è proprio come dici tu, c'è una sottile differenza, l'hikikomori più che altro, o almeno nel mio caso, si è arreso all'inevitabilità del fatto che sarà per sempre umiliato e annientato fuori dalla cameretta.
Si tratta di un meccanismo di difesa a tutti gli effetti.
Da come lo dici tu sembra che uno diventa hikki perché si rompe il cazzo della società e quindi vuole tirarsene fuori, ma in realtà siamo molto oltre quel punto, quando uno si arrende è perché è proprio finita al 100%, non ha scelta, e non è come nell'esempio immaginario del collega rapito per un mese, l'hikikomori non sa quando e soprattutto SE finirà, quindi è totalmente arreso alla sua condizione, non ha assolutamente altra scelta, DEVE fare questa vita anche se non vuole.

Secondo me molti hikki se potessero tornerebbero nella società, magari con l'aiuto di un amico o di qualcuno che comunque ti aiuta a reintegrarti. Ovviamente, la realtà è che nessuno ti aiuterà, anzi, gli amici ti schiferanno di più e ti staranno alla larga (o peggio ancora ti inviteranno per pietà da qualche parte, tu accetterai e poi loro procederanno a umiliarti, molto probabilmente lasciandoti in disparte tutto il tempo), e ovunque andrai i normaloidi faranno diventare la loro missione di vita il moggarti (anche se questo termine non esisteva quando ero hikikomori io) e umiliarti costantemente.

Io sono uscito solo per fortuna e comunque sono rimasto danneggiato mentalmente da quel periodo, perché anche se mi pento ogni giorno degli anni buttati nel cesso durante il mio periodo hikki, a volte me la passo così male qua fuori che vorrei solo rinchiudermi di nuovo.
 
Non tutti riusciamo ad adattarsi felicemente, tranquillamente ed efficacemente nella società dove viviamo

Io non sono hikikomori, ma la società dove vivo mi fa pensa su grandi linee: pensa di essere un maschio brutto e goffo che viene perennemente emarginato dalle ragazze.
Come si dovrebbe sentire?!
La sofferenza è dietro l’angolo ci si rintana per non soffrire.

Io se non avessi hobby come studio e palestra impazzirei di brutto…
 
Non tutti riusciamo ad adattarsi felicemente, tranquillamente ed efficacemente nella società dove viviamo

Io non sono hikikomori, ma la società dove vivo mi fa pensa su grandi linee: pensa di essere un maschio brutto e goffo che viene perennemente emarginato dalle ragazze.
Come si dovrebbe sentire?!
La sofferenza è dietro l’angolo ci si rintana per non soffrire.

Io se non avessi hobby come studio e palestra impazzirei di brutto…
Anche in questo caso, non ci hai preso completamente, perché non è solo una questione di ragazze, ma di tutto il mondo fuori dalla cameretta che ti fa sentire peggio della merda. La sofferenza è totale e comunque si auto-alimenta, perché sei chiuso in casa e quindi sei depresso, e siccome sei depresso stai chiuso in casa. Non hai le energie per fare palestra o hobby, l'unico hobby è stare davanti al computer o giocare (quest'ultimo solo per passare il tempo visto che comunque i videogiochi non ti danno nessuna soddisfazione).
Alla fine non sai più neanche se è giorno o notte (a me succedeva quando i miei erano in vacanza e io stavo chiuso in casa con tutto buio a parte il mio PC e tapparelle rigorosamente sigillate), e se non c'è la mamma che scnadisce le giornate quando ti prepara da mangiare, inizi magari a giocare a qualcosa che sono le 6 di sera (cioè quando ti svegli normalmente), poi guardi l'orologio e sono le 5 di mattina, e a parte quello ti sei alzato solo una volta per pisciare e una per prendere un pacchetto di patatine, realizzato di aver buttato la giornata a giocare con altri dementi a uno sparatutto ridicolo, ti deprimi di più e vai a dormire. E il giorno dopo lo fai di nuovo uguale.

Questa è la vita hikikomori, almeno in prigione magari c'è il classico negro frocio che te lo mette nel culo nelle docce e quindi almeno fai amicizie e nuove esperienze da raccontare quando uscirai, ma l'hikikomori oltre al fatto che non sa se mai uscirà, neanche più le seghe si può fare perchè è troppo depresso.
 
Ottima analisi: specialmente l'esperimento mentale sulla "scelta" di fare l'hikiko che in realta non esiste proprio.
Purtroppo tutti noi abbiamo delle cose che riusciamo a fare in automatico, senza il bisogno di dividerle in step intermedi, come le persone forti di natura, quelle che imparano subito a fare qualcosa, quelle brave in matematica, etc. Ci sentiamo in colpa quando vediamo qualcuno che non riesce a saltare dallo step X allo step Y, perchè per noi è automatico, e non vogliamo ammettere che certe capacità quando non sono innate, sono automatiche perchè apprese, ma in ogni caso non tutti le hanno. ci sentiamo impostori, e quindi ci rivolgiamo con aggressività a chi non sa fare una cosa in modo immediato "spronandola", perchè speriamo che ci riesca pure lei cosi che la smetta di ricordarci che la volontà è una flebile illusione.
 
Anche in questo caso, non ci hai preso completamente, perché non è solo una questione di ragazze, ma di tutto il mondo fuori dalla cameretta che ti fa sentire peggio della merda.

Mi pare ovvio che le conseguenze siano plurilaterali e non limitate solo alle piscione.
Solo che essendo in un forum di incel, ho posto l’accento sulla mancanza di affetto da parte delle piscione.
Ma ci sono ben altre cause sotto, ovvio!
 
Sono stato più o meno hikikomori per degli anni e ciò che dice Ceppa è tutto vero, il ritiro sociale è riconducibile al mog e al non avere carte da giocare per riuscire ad ottenere il minimo sindacale dalla vita. Ceppa in un mondo giusto dovrebbe cambiare una np a settimana, ma per colpa della natura matrigna è costretto a postare qui mentre un chad con due neuroni sta scegliendo quale np del suo harem è meglio scopare.
 
Tutto giusto. Però alla fine un lavoro lo hai trovato Ceppa, quindi qualcuno ha riconosciuto le tue capacità... Certo, dopo tanta fatica. Come dici giustamente l'ipercompetitivitá è il male del secolo. Per tanti.
Un mio ex compagno delle medie e del primo anno di liceo (poi cambiai scuola) so per certo che sia un hikkikomori. È figlio del mio prof del liceo... Avevamo un buon rapporto quando eravamo compagni. Gli unici due ad avere internet alle medie. Mi è capitato molto spesso di sognarlo, non so perché. Qualche mese fa ho incontrato il padre in giro e gli ho chiesto del figlio... Neanche il padre sa nulla di lui (vive con la madre; i suoi sono separati da tanto tempo) non lo vuole vedere. Dice che per avere qualche notizia ha dovuto mandargli i carabinieri a casa... Mi ha chiesto di provare a scrivergli (ovviamente non ho contatti virtuali ma so che abita molto vicino casa di mia madre) e sinceramente ho seriamente pensato se farlo o meno.
Ma non lo vedo da 17 anni e tempo possa prendere la cosa con molto fastidio.
 
Tutto giusto. Però alla fine un lavoro lo hai trovato Ceppa, quindi qualcuno ha riconosciuto le tue capacità... Certo, dopo tanta fatica. Come dici giustamente l'ipercompetitivitá è il male del secolo. Per tanti.
Un mio ex compagno delle medie e del primo anno di liceo (poi cambiai scuola) so per certo che sia un hikkikomori. È figlio del mio prof del liceo... Avevamo un buon rapporto quando eravamo compagni. Gli unici due ad avere internet alle medie. Mi è capitato molto spesso di sognarlo, non so perché. Qualche mese fa ho incontrato il padre in giro e gli ho chiesto del figlio... Neanche il padre sa nulla di lui (vive con la madre; i suoi sono separati da tanto tempo) non lo vuole vedere. Dice che per avere qualche notizia ha dovuto mandargli i carabinieri a casa... Mi ha chiesto di provare a scrivergli (ovviamente non ho contatti virtuali ma so che abita molto vicino casa di mia madre) e sinceramente ho seriamente pensato se farlo o meno.
Ma non lo vedo da 17 anni e tempo possa prendere la cosa con molto fastidio.
Scrivigli, nella peggiore delle ipotesi non ti risponderà, se va bene gli sarai d'aiuto, direi che ne valga la pena.
 
Tutto giusto. Però alla fine un lavoro lo hai trovato Ceppa, quindi qualcuno ha riconosciuto le tue capacità... Certo, dopo tanta fatica. Come dici giustamente l'ipercompetitivitá è il male del secolo. Per tanti.
Un mio ex compagno delle medie e del primo anno di liceo (poi cambiai scuola) so per certo che sia un hikkikomori. È figlio del mio prof del liceo... Avevamo un buon rapporto quando eravamo compagni. Gli unici due ad avere internet alle medie. Mi è capitato molto spesso di sognarlo, non so perché. Qualche mese fa ho incontrato il padre in giro e gli ho chiesto del figlio... Neanche il padre sa nulla di lui (vive con la madre; i suoi sono separati da tanto tempo) non lo vuole vedere. Dice che per avere qualche notizia ha dovuto mandargli i carabinieri a casa... Mi ha chiesto di provare a scrivergli (ovviamente non ho contatti virtuali ma so che abita molto vicino casa di mia madre) e sinceramente ho seriamente pensato se farlo o meno.
Ma non lo vedo da 17 anni e tempo possa prendere la cosa con molto fastidio.
come mai è diventato hikikomori?
 
Oggi parlavo col mio capo che ha detto di aver visto in TV un servizio sugli hikikomori, e che ha pensato a me. Questo perché io in passato ho fatto due\tre anni da hikikomori, finita la scuola, quando non trovavo lavoro e ho perso tutti i miei (pochi) amici che uno dopo l'altro sparivano a causa di lavoro e fidanzatine varie.

In buona sostanza, lui sosteneva la tesi dello psicologo che parlava in TV (ricordiamoci che gli psicologi sono una delle categorie di persone da mandare nei gulag), ovvero che è colpa dei genitori che non hanno spronato o convinto, anche con la forza, il figlioletto a non diventare hikikomori.
Io invece dico che è colpa della società se uno diventa hikikomori, e quindi non c'è nessuna soluzione a questo problema, i genitori non possono fare niente.

Io per esempio, uscivo di casa solo per fare i colloqui finti che mi inventavo, in realtà andavo al parchetto e giocavo alla PSP sulla panchina, o mi ascoltavo la musica, o vagavo senza meta, e poi dopo 3-4 ore me ne tornavo a casa. Ma io perché facevo questo secondo voi? Perché ero stufo di essere umiliato, solo perché ero timido, magrolino, basso e brutto, tutti i colloqui erano un rituale d'umiliazione assurdo, venivo letteralmente percepito peggio della merda. Fai altri colloqui dice il capo, ma dopo 5 colloqui umilianti cosa fai, dopo 10? Magari dopo 20 colloqui umilianti, cosa fai?
Dopo che sei stato umiliato, annientato, specialmente in quei "colloqui di gruppo" dove il più sfigato parla 4 lingue e ha 10 esperienze lavorative, dove anche la più sgorbia fa l'attrice di teatro o la ballerina, e tu al massimo hai preso il trofeo di platino in Call of Duty, cosa fai? Fai altri 10 colloqui, sapendo che sarà sempre uguale?

Io non credo, farai come ho fatto io, i colloqui finti, e con immensa fatica uscirai dalla cameretta, giocherai alla PSP sulla panchina e poi farai un giretto, poi te ne torni a casa. Umiliazione evitata, no?

E allora lui dice, ti tolgo il computer, internet, e anche il cellulare, e la PSP. Bene, toglimeli, pensi che i miei non l'abbiano fatto? Comunque non uscivo, stavo tutto il giorno a dormire, mica esco di casa se me li togli, là fuori è un inferno, a sto punto se non posso giocare o andare sui chan tutto il giorno, me ne vado a dormire e aspetto la fine.

Allora lui dice, beh, fai volontariato, e se non lo vuoi fare ti obbligo, ti prendo di peso e ti porto a fare il volontario alla croce rossa, e ti lascio là e ti vengo a riprendere alla sera. Ma lui non sa che io anche questo ho provato a fare, e come è andata? Malissimo, perché mi sentivo a disagio, ero il più basso, il più brutto, il più sfigato, il più timido. Portami due volte, alla terza piuttosto che andarci lotto come se mi stessi portando a farmi fucilare.

Insomma, avete capito.

L'hikikomori non lo fa per scelta, non è che uno si sveglia e dice toh, oggi divento hikikomori. Se io domani impazzisco (ipoteticamente) e rapisco un mio collega, e gli dico, bene caro, adesso tu stai chiuso in casa, ma non per sempre, e non ti torturo nè ti faccio morire di fame, ti faccio da mangiare, ti do internet, ti faccio anche da servo, ma non potrai uscire di casa nè contattare nessuno dei tuoi amici per i prossimi trenta giorni. Poi dopo trenta giorni ti libero e torna tutto come prima. Questo resiste una settimana e poi ropa, ve lo posso garantire. Quindi non è assolutamente una scelta diventare hikikomori, lo diventi solo perché l'alternativa è ropare, e non ropi perché hai già subito talmente tante mazzate (soprattutto psicologiche ma anche fisiche) che rinchiuderti in casa è l'unica cosa che ti resta per non ropare. È l'ultima spiaggia per uno che ha perso le speranze ma comunque c'è qualcosa che lo mantiene ancora in vita, e quel qualcosa è la comodità di morire in modo confortevole davanti al computer con la mamma che dopo il colloquio finto ti fa da mangiare.

E la colpa reale di tutto ciò è la società ipercompetitiva, delle NP che se sei basso\brutto non ti cagano ma anzi ti schifano apertamente, dei bellocci che ti bullizzano, dei recruiter che ti guardano come se fossi peggio della merda, dei normaloidi che se sei timido ti cominciano a fare pressioni per farti stare ancora peggio come se a loro venisse qualcosa in tasca a farti desiderare la morte ogni secondo che passa.

Io a sti normaloidi blupillati che ascoltano gli pissicolloghi della minkia che sparano solo cazzate in TV auguro solo una cosa, di non capire mai cosa voglia dire essere hikikomori, veramente, io non ve lo auguro perché per capire cosa vuol dire veramente essere hikikomori bisogna aver passato un periodo lungo (almeno un anno o due) in uno stato fisico e mentale peggiore della morte stessa. Ovviamente io non sto dicendo che è la cosa peggiore al mondo, certo, io non posso capire cosa voglia dire essere rinchiuso in un gulag, però è anche vero che ad un italiano nel 2020+ non succederà mai di essere rinchiuso in un gulag, o comunque è una cosa rarissima, essere hikikomori invece è possibilissimo perché la causa è la società ipercompetitiva stessa in cui viviamo a causarlo, e non è che vengono dei soldati a prelevarti per portarmi in un gulag, uno non ha altra scelta che diventare hikikomori, diventi il carceriere di te stesso perché l'alternativa a fare l'hikikomori è solo una, ovvero ropare, e uno generalmente non vuole ropare, o ancora peggio vuole ropare ma non lo fa per non dare questo dispiacere alla famiglia. Ma la cosa peggiore è che anche se ne esci rimani segnato dal fatto di aver perso anni nel nulla assoluto accumulando danni psichici irreversibili, uno che fa l'hikki e ne esce, come ne sono uscito io, non ne esce per niente illeso e paga il pegno probabilmente per il resto della sua vita. NON È CHE SE LA PRIGIONE TE LA COSTRUISCI DA SOLO SIA POI FACILE USCIRNE!

Per questo, continuate a vivere la vostra vita idilliaca e non sparate cazzate su cose che non capite, anzi siate grati di non poter capire.

Ho finito.
alle medie e nel 2020/2021 ero un completo disagiato sociale, vivevo come un eremita (ma non abbastanza da poter essere definito hikikomori). Ma nonostante ciò capisco benissimo gli hikikomori, anche perche il figlio della mia vicina lo è stato per un paio di anni e ho avuto modo di chiacchierarci e vedere da vicino
 
come mai è diventato hikikomori?
Non saprei onestamente. Aveva imparato molto bene a suonare la chitarra da autodidatta e negli ultimi tempi suonava con una band. Poi so che si era iscritto ad informatica ma forse non stava già bene. Il padre ha saputo non molto tempo fa da anni avevo fatto la rinuncia agli studi.
Il collega di mio padre che suonava con lui mi ha raccontato che una sera dovevano provare e lui non si è presentato. Hanno provato a chiamarlo e non ha risposto. Né quella sera né mai più. Sono andati anche a casa ma si negava...
 
Sei tu che lo conosci, comunque mi rendo conto che sia una cosa improbabile, farei fatica anche io, però se un giorno ti dovesse venire l'ispirazione e la voglia non frenarti.
"Conoscere" è una parola grossa perché abbiamo frequentato insieme le medie e poi l'ho visto qualche volta durante il liceo ma ormai non parlavamo più. Sono passati troppi anni.
 
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