ImperfettaForma
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Per Realtà con la R maiuscola intendo il telaio portante che sta sotto alla realtà che viviamo tutti i giorni, il codice di Matrix, la Legge Universale, Dio, datele l'identità che volete.
Per parlarne ho bisogno di porre delle ipotesi dalle quali poi proseguire un discorso logico.
La logica se rispettata, deve portare tutti alle stesse conclusioni. E' ovvio che se le condizioni imposte all'inizio sono errate, la conclusione sarà coerente e logica ma errata.
Immaginiamo che la vita sia una sola; uno nasce con le carte giuste e mille no; uno sarà più propenso a valutare la vita come un'esperienza positiva e mille no; uno sarà più incline a rispettare e adorare la divinità e garantirsi il paradiso e mille no. Certo sono esempi banali, però diciamo come concetto base ci può stare.
Quindi chi nasce con le carte giuste ha un gran c*lo e mille no.
Non sarebbe giustizia, sarebbe solo una lotteria.
E' logico che la vita sia così?
E' giusto che i mille non possano avere il loro momento di grandezza o la loro rivincita?
E' giusto che quel singolo individuo non debba mai conoscere il lato in salita della vita?
L'ipotesi invece adottata da molte religioni e da molte filosofie è quella reincarnazionista; l'individuo vive più di una volta e attraverso le varie esperienze, accresce la sua coscienza fino a quando non raggiunge e si unisce alla Coscienza Assoluta (è un po' impreciso ma è un sunto).
Cosa è la Coscienza Assoluta?
Non è un essere, è essere.
Non è un essere che pensa, è pensiero.
Non è un essere che vive, è vita.
Non è un essere che applica la legge, è legge.
Non sono giochi di parole. Significa che ognuno di noi, quando sente di esistere, quando pensa e quando vive, percepisce quelle stesse qualità di cui è costituita la Coscienza Assoluta ma più in piccolo, proporzionalmente alla propria maturata coscienza.
E' come se la Coscienza Assoluta fosse un fiume; il fiume è acqua che scorre in base alla legge di gravità. Una foglia in superficie scorre a sua volta ma il moto non è proprio, è trasmesso dal fiume. La gravità stabilisce la direzione; se la foglia di sua iniziativa decidesse di andare verso l'alto, verso il cielo, la gravità la riporterebbe giù e più alta fosse la quota che la foglia ha raggiunto, più rovinosa sarebbe la caduta.
Questa similitudine mi serve per descrivere la legge di causa-effetto che non è altro che il legame tra le azioni mosse nelle vita e ciò che si subisce nella vita successiva. Noi siamo le foglie, non abbiamo consapevolezza del fiume e la nostra parte egoistica ci porta a decidere di volare, a sopraffare le altre foglie che restano adagiate sul fiume. Ma la Legge ci riporta giù, perché alla Legge non si sfugge.
Tra una vita e l'altra esiste la cosiddetta legge dell'oblio che ci impedisce di ricordare chi eravamo e cosa abbiamo fatto; questo serve affinché l'individuo agisca spontaneamente.
Se l'individuo infatti si accorgesse che se ruba, viene derubato, se sfotte, viene sfottuto, se sfrutta, viene sfruttato, se insulta, viene insultato, ecc arriverebbe a un punto che non agisce più NON per maturazione di coscienza ma per timore dell'effetto che le sue stesse azioni possono avere su di lui.
Questo porta a riconoscere che dietro chi soffre, c'è qualcuno che ha fatto soffrire allo stesso modo.
E' giustizia? L'obiettivo finale è la Pace Assoluta; merita? Se annaffiare una pianta la facesse soffrire, sarebbe pietoso farla morire di sete?
In questo modo chi ha torturato, sarà torturato.
Chi ha negato il cibo morirà di fame.
Chi ha stupr@to la figlia di qualcuno vedrà stupr@re sua figlia.
Chi ha tradito verrà tradito.
Il chad che ha usato e gettato le donne sarà un brutto o una donna usata e gettata
La ragazza che esibisce il suo corpo perfetto sarà una racchia o un brutto.
Tutti noi, anche chi sta facendo la vita più piatta e insulsa, muoviamo cause che avranno i loro effetti. Agiamo e pensiamo consapevolmente.
Ogni azione e pensiero egoistico, porta a un effetto che ricadrà su una vita futura.
Avrei voluto scrivere di più e meglio ma il mio tempo è terminato. Magari integrerò e correggerò inesattezze nelle eventuali vostre risposte.
Per parlarne ho bisogno di porre delle ipotesi dalle quali poi proseguire un discorso logico.
La logica se rispettata, deve portare tutti alle stesse conclusioni. E' ovvio che se le condizioni imposte all'inizio sono errate, la conclusione sarà coerente e logica ma errata.
Immaginiamo che la vita sia una sola; uno nasce con le carte giuste e mille no; uno sarà più propenso a valutare la vita come un'esperienza positiva e mille no; uno sarà più incline a rispettare e adorare la divinità e garantirsi il paradiso e mille no. Certo sono esempi banali, però diciamo come concetto base ci può stare.
Quindi chi nasce con le carte giuste ha un gran c*lo e mille no.
Non sarebbe giustizia, sarebbe solo una lotteria.
E' logico che la vita sia così?
E' giusto che i mille non possano avere il loro momento di grandezza o la loro rivincita?
E' giusto che quel singolo individuo non debba mai conoscere il lato in salita della vita?
L'ipotesi invece adottata da molte religioni e da molte filosofie è quella reincarnazionista; l'individuo vive più di una volta e attraverso le varie esperienze, accresce la sua coscienza fino a quando non raggiunge e si unisce alla Coscienza Assoluta (è un po' impreciso ma è un sunto).
Cosa è la Coscienza Assoluta?
Non è un essere, è essere.
Non è un essere che pensa, è pensiero.
Non è un essere che vive, è vita.
Non è un essere che applica la legge, è legge.
Non sono giochi di parole. Significa che ognuno di noi, quando sente di esistere, quando pensa e quando vive, percepisce quelle stesse qualità di cui è costituita la Coscienza Assoluta ma più in piccolo, proporzionalmente alla propria maturata coscienza.
E' come se la Coscienza Assoluta fosse un fiume; il fiume è acqua che scorre in base alla legge di gravità. Una foglia in superficie scorre a sua volta ma il moto non è proprio, è trasmesso dal fiume. La gravità stabilisce la direzione; se la foglia di sua iniziativa decidesse di andare verso l'alto, verso il cielo, la gravità la riporterebbe giù e più alta fosse la quota che la foglia ha raggiunto, più rovinosa sarebbe la caduta.
Questa similitudine mi serve per descrivere la legge di causa-effetto che non è altro che il legame tra le azioni mosse nelle vita e ciò che si subisce nella vita successiva. Noi siamo le foglie, non abbiamo consapevolezza del fiume e la nostra parte egoistica ci porta a decidere di volare, a sopraffare le altre foglie che restano adagiate sul fiume. Ma la Legge ci riporta giù, perché alla Legge non si sfugge.
Tra una vita e l'altra esiste la cosiddetta legge dell'oblio che ci impedisce di ricordare chi eravamo e cosa abbiamo fatto; questo serve affinché l'individuo agisca spontaneamente.
Se l'individuo infatti si accorgesse che se ruba, viene derubato, se sfotte, viene sfottuto, se sfrutta, viene sfruttato, se insulta, viene insultato, ecc arriverebbe a un punto che non agisce più NON per maturazione di coscienza ma per timore dell'effetto che le sue stesse azioni possono avere su di lui.
Questo porta a riconoscere che dietro chi soffre, c'è qualcuno che ha fatto soffrire allo stesso modo.
E' giustizia? L'obiettivo finale è la Pace Assoluta; merita? Se annaffiare una pianta la facesse soffrire, sarebbe pietoso farla morire di sete?
In questo modo chi ha torturato, sarà torturato.
Chi ha negato il cibo morirà di fame.
Chi ha stupr@to la figlia di qualcuno vedrà stupr@re sua figlia.
Chi ha tradito verrà tradito.
Il chad che ha usato e gettato le donne sarà un brutto o una donna usata e gettata
La ragazza che esibisce il suo corpo perfetto sarà una racchia o un brutto.
Tutti noi, anche chi sta facendo la vita più piatta e insulsa, muoviamo cause che avranno i loro effetti. Agiamo e pensiamo consapevolmente.
Ogni azione e pensiero egoistico, porta a un effetto che ricadrà su una vita futura.
Avrei voluto scrivere di più e meglio ma il mio tempo è terminato. Magari integrerò e correggerò inesattezze nelle eventuali vostre risposte.