L'accasciamento

IlPartitoDiDio

Well-known member
Tempo fa una parente poco sopra i 40 anni mi ha raccontato la sua situazione ed io, confrontandola con la mia quotidianità, mi sono sentito un lurido verme strisciante. Con le lacrime agli occhi e la voce vibrante mi ha detto che da anni soffre di questa malattia ereditaria che la costringe a dialisi notturna ed ogni mattina, alle 5, deve alzare col paranco suo padre, che soffre della stessa patologia ma in stato più avanzato, poi lo lava, veste, gli dà da mangiare... Successivamente va a lavorare, torna a casa per pranzo e cena per poter assistere il genitore. A causa di debiti hanno tutto ipotecato e non può permettersi aiuti esterni. Al netto di tutto ciò quello che mi ha veramente stupito è la combattività che trapelava dalle sue parole, dalla sua espressione. Mi ha quasi sconvolto questa discussione perché mentre mi raccontava questa situazione io la confrontavo con l'accasciamento che ha contraddistinto buona parte della mia vita. Mi è venuto in mente un noto striscione del mondo ultras: "non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta".
 
Sono d'accordo che il contatto con questo tipo di eventi ci aiuti a capire quanto margine di miglioramento abbiamo. Questo detto, non provo nessuna empatia per questa donna. Lei, in quanto donna, contrapposta a me che sono uno scarto genetico, vorrebbe io morissi bruciato, e il minimo che sono in dovere di fare è di essere indifferente alla sua sofferenza, che è un miliardesimo della mia, dato che almeno lei può scaricare un'applicazione sul telefono e farsi timbrare, io neanche quello.
 
Tempo fa una parente poco sopra i 40 anni mi ha raccontato la sua situazione ed io, confrontandola con la mia quotidianità, mi sono sentito un lurido verme strisciante. Con le lacrime agli occhi e la voce vibrante mi ha detto che da anni soffre di questa malattia ereditaria che la costringe a dialisi notturna ed ogni mattina, alle 5, deve alzare col paranco suo padre, che soffre della stessa patologia ma in stato più avanzato, poi lo lava, veste, gli dà da mangiare... Successivamente va a lavorare, torna a casa per pranzo e cena per poter assistere il genitore. A causa di debiti hanno tutto ipotecato e non può permettersi aiuti esterni. Al netto di tutto ciò quello che mi ha veramente stupito è la combattività che trapelava dalle sue parole, dalla sua espressione. Mi ha quasi sconvolto questa discussione perché mentre mi raccontava questa situazione io la confrontavo con l'accasciamento che ha contraddistinto buona parte della mia vita. Mi è venuto in mente un noto striscione del mondo ultras: "non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta".
Premettiamo che in natura vivere così non sarebbe possibile, è solo "grazie" alla modernità che è possibile condurre vite mutilate di questo tipo.

Andiamo al tema del thread: noti in questa persona una voglia di vivere e di andare avanti che te e tanti qui nel forum non hanno, nonostante la vita di merda che fa, mentre tanti noi di questo forum viviamo nell' attesa della morte liberatrice. Non siamo tutti uguali ed ognuno sa il fatto suo.
 
Sono d'accordo che il contatto con questo tipo di eventi ci aiuti a capire quanto margine di miglioramento abbiamo. Questo detto, non provo nessuna empatia per questa donna. Lei, in quanto donna, contrapposta a me che sono uno scarto genetico, vorrebbe io morissi bruciato, e il minimo che sono in dovere di fare è di essere indifferente alla sua sofferenza, che è un miliardesimo della mia, dato che almeno lei può scaricare un'applicazione sul telefono e farsi timbrare, io neanche quello.
Diciamo che dovendo assistere suo papà ridotto così, fino a che non muore, non è che ha modo di cercare sesso o fidanzato. Il tempo non lo ha. Certo è che una volta che suo padre sarà morto, pur con quella patologia, potrà rimettersi in gioco e trovare molto facilmente. Invece un uomo che perde anni di vita assistendo un genitore malato e che ha pure lui qualche patologia, è quasi finito, ha scarse possibilità. Ciò è indiscuttibile.
 
Sono d'accordo che il contatto con questo tipo di eventi ci aiuti a capire quanto margine di miglioramento abbiamo. Questo detto, non provo nessuna empatia per questa donna. Lei, in quanto donna, contrapposta a me che sono uno scarto genetico, vorrebbe io morissi bruciato, e il minimo che sono in dovere di fare è di essere indifferente alla sua sofferenza, che è un miliardesimo della mia, dato che almeno lei può scaricare un'applicazione sul telefono e farsi timbrare, io neanche quello.
Faresti cambio con la sua vita ?
 
In natura
Premettiamo che in natura vivere così non sarebbe possibile, è solo "grazie" alla modernità che è possibile condurre vite mutilate di questo tipo.

Ed invece lei è a suo modo soddisfatta della propria vita ed è questo che le permette di andare avanti. E suo padre nonostante sia allettato è altrettanto forte e posso dirti che sono 20 anni che fa dentro e fuori da ospedali. Per me è gente che ha le palle, se le avessi detto che conduce una vita mutilata mi avrebbe probabilmente sputato in faccia.
 
Ammiro molto le persone così ma non avrei mai la forza di fare altrettanto. A volte penso a quelli sfigurati o mutilati o in sedia a rotelle che comunque vanno fuori all'aperto perché sono DAVVERO esseri umani liberi di uscire e di mostrarsi; oppure agli atleti paraolimpici che hanno fatto di una deformità grave, un punto di riscatto.
Io mi sento una merd@ perché magari se ho i capelli fuori posto mi vergogno persino di farmi vedere in giro... che cesso umano.
 
Diciamo che dovendo assistere suo papà ridotto così, fino a che non muore, non è che ha modo di cercare sesso o fidanzato. Il tempo non lo ha. Certo è che una volta che suo padre sarà morto, pur con quella patologia, potrà rimettersi in gioco e trovare molto facilmente. Invece un uomo che perde anni di vita assistendo un genitore malato e che ha pure lui qualche patologia, è quasi finito, ha scarse possibilità. Ciò è indiscuttibile.
Mio parente, 50 enne oramai, ha assistito sua madre da solo, mi ha detto che non aveva tempo neanche per vedere la tv, non ha avuto una vita sua per anni. Di carattere molto combattivo però. Ovviamente anche se mi moggava, se avesse avuto una vita normale a quest'ora avrebbe avuto una famiglia. E' nato come me, destinato a vivere solo.
Mi ritengo molto fortunato rispetto a lui, ma non possiamo sempre fare paragoni con chi sta peggio, ci sarà sempre uno con una vita di merd* rispetto alla tua.

Noi soffriamo ugualmente, certo alcuni aspetti della vita sono invidiabili e fortunati, ma abbiamo anche noi la nostra croce, che non è da sminuire guardando quella degli altri.
 
In natura


Ed invece lei è a suo modo soddisfatta della propria vita ed è questo che le permette di andare avanti. E suo padre nonostante sia allettato è altrettanto forte e posso dirti che sono 20 anni che fa dentro e fuori da ospedali. Per me è gente che ha le palle, se le avessi detto che conduce una vita mutilata mi avrebbe probabilmente sputato in faccia.
Ma cosa ne ricavano queste persone a cercare di vivere? A cosa serve? Tanto finiamo tutti al cimitero.
 
Mio parente, 50 enne oramai, ha assistito sua madre da solo, mi ha detto che non aveva tempo neanche per vedere la tv, non ha avuto una vita sua per anni. Di carattere molto combattivo però. Ovviamente anche se mi moggava, se avesse avuto una vita normale a quest'ora avrebbe avuto una famiglia. E' nato come me, destinato a vivere solo.
Mi ritengo molto fortunato rispetto a lui, ma non possiamo sempre fare paragoni con chi sta peggio, ci sarà sempre uno con una vita di merd* rispetto alla tua.

Noi soffriamo ugualmente, certo alcuni aspetti della vita sono invidiabili e fortunati, ma abbiamo anche noi la nostra croce, che non è da sminuire guardando quella degli altri.
Di carattere molto combattivo, ma per fare cosa alla fine?
 
Indietro
Top