Mio giudizio sull’università

Pezzottato

Well-known member
Redpillato
A fronte dell’ennesimo triste episodio di suicidio, mi piacerebbe fornire un mio personalissimo pensiero sull’università.

Fin da adolescenti ci imboccano il concetto di: [ “fare l’università” = “trovare lavoro” ] , di laurearsi subito e col massimo dei voti.

L’università anziché essere quindi una strada per evolverci e farci amare lo studio diventa quasi un ricatto: o sei perfetto o non esisti!
Talvolta si sceglie una facoltà demmerda che non appassiona perché sennó non trovo lavoro un domani!
Ora, non che questi ragionamenti abbiano torto in funzione della società ipercapitalista dove poggiamo i piedi, ma bisogna umanamente riconoscere che non tutti noi abbiamo il passo svelto, le competenze e le possibilità per fare tutto e subito.
Non so cosa succede un domani, potrebbe colpirmi un asteroide, figurati se devo essere ingabbiato ad inseguire un qualcosa che non mi piace solo perchè sotto ricatto capitalistico.

L’università dovrebbe essere, a mio modesto avviso, dapprima una saggia scelta verso l’indirizzo che più appassioni e verso cui maggiormente si sia predisposti. Per poi affrontarla come evoluzione personale svolgendola secondo i propri naturali ritmi di crescita interiore, senza nè oziare nè autodistruggersi, brindando per ogni vittoria e apprendendo anche dalle umane sconfitte. È dapprima un avventuroso viaggio, poi il seguito si vedrà!

Eh Pezzottato cosa dici?! Bisogna solo scegliere indirizzi che fanno lavorare dopo. Bisogna laurearsi subito, col massimo dei voti, e magari anche con un volto da GigaChad1!1!1!1!!1”

Beh peccato che il numero di suicidi sia l’ennesima dimostrazione di quanto questa società turbocapitalista faccia più male che bene.
Che poi ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma prima di arrivare a spiacevoli gesti estremi occorrerebbe ben sentire il proprio interiore respiro e non il giudizio di un Tizio e Caio qualsiasi! 🙂
 
A fronte dell’ennesimo triste episodio di suicidio, mi piacerebbe fornire un mio personalissimo pensiero sull’università.

Fin da adolescenti ci imboccano il concetto di: [ “fare l’università” = “trovare lavoro” ] , di laurearsi subito e col massimo dei voti.

L’università anziché essere quindi una strada per evolverci e farci amare lo studio diventa quasi un ricatto: o sei perfetto o non esisti!
Talvolta si sceglie una facoltà demmerda che non appassiona perché sennó non trovo lavoro un domani!
Ora, non che questi ragionamenti abbiano torto in funzione della società ipercapitalista dove poggiamo i piedi, ma bisogna umanamente riconoscere che non tutti noi abbiamo il passo svelto, le competenze e le possibilità per fare tutto e subito.
Non so cosa succede un domani, potrebbe colpirmi un asteroide, figurati se devo essere ingabbiato ad inseguire un qualcosa che non mi piace solo perchè sotto ricatto capitalistico.

L’università dovrebbe essere, a mio modesto avviso, dapprima una saggia scelta verso l’indirizzo che più appassioni e verso cui maggiormente si sia predisposti. Per poi affrontarla come evoluzione personale svolgendola secondo i propri naturali ritmi di crescita interiore, senza nè oziare nè autodistruggersi, brindando per ogni vittoria e apprendendo anche dalle umane sconfitte. È dapprima un avventuroso viaggio, poi il seguito si vedrà!

Eh Pezzottato cosa dici?! Bisogna solo scegliere indirizzi che fanno lavorare dopo. Bisogna laurearsi subito, col massimo dei voti, e magari anche con un volto da GigaChad1!1!1!1!!1”

Beh peccato che il numero di suicidi sia l’ennesima dimostrazione di quanto questa società turbocapitalista faccia più male che bene.
Che poi ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma prima di arrivare a spiacevoli gesti estremi occorrerebbe ben sentire il proprio interiore respiro e non il giudizio di un Tizio e Caio qualsiasi! 🙂
Gran bel post. È vero che si dovrebbero seguire solo le proprie inclinazioni, ma purtroppo succede che le passioni non bastino a mettere il piatto in tavola; dunque si tende a trovare un compromesso.
 
Facoltà di psicologia chiusa, che sogno
E probabilmente la gente starebbe meglio, perchè se hai di continuo questa istituzione che ti convince che piu piangi e ti lamenti piu risolverai i tuoi problemi, piu ti tiene intrappolata a piangere e lamentarti. Poi certo ci sono casi limite in cui una persona DAVVERO ha bisogno di essere sentita, ma per il 99% delle persone ceh vanno da questi pagliacci, si peggiorano solo le cose
 
Complimenti, hai fatto un post senza scrivere "piscione".

"Imparare è una cosa meravigliosa, mentre studiare è una sevizia sinistra, è come essere obbligati a mangiare senza avere fame" (silvano agosti)
 
A me non frega un cazzo di fare l’università, nel mio settore non serve ad un cazzo essere laureati o no, voglio andarci solo perché ci sono tante belle fighe vogliose più che mai, veramente, non c’è altra ragione per cui voglio farla. Ai miei genitori dirò che ci vado per studiare ecc… a me non frega proprio un cazzo dell’università e della laurea, letteralmente un foglio di carta con cui pulirsi il culo in maniera passando pure per i meandri più oscuri, laddove nemmeno l’acqua del bidet riuscirebbe ad arrivare. L’unico mio obiettivo è quello di slayerare, il resto del lavoro lo faccio per conto mio, l’università non ti fa diventare ricco o intelligente, anzi, a vedere da chi esce oggi con 100 e lode si direbbe tutto il contrario
 
Argomento molto interessante questo dell' università di massa, diventato un immenso parcheggio.
Tante persone vanno all' università per inseguire le richieste del moderno mercato del lavoro, nel calcolo di trovare un impiego migliore per qualità della vita e retribuzione rispetto agli impieghi ottenibili restando fermi al diploma, e per accontentare i genitori, che spingono i figli all' università per questioni di prestigio sociale (i figli laureati che svolgono professioni intellettuali mantengono o incrementano lo status della famiglia) o perché convinti che laurendosi troveranno più facilmente un lavoro o un lavoro dove si sta meglio secondo loro. Ma quanti di questi giovani ne farebbero a mano se lasciati liberi di decidere o non condizionati dalla società liberista?
E' bello poter andare all' università se piace, ma doverlo fare per quasi costrizione non è più diritto allo studio.
 
A me non frega un cazzo di fare l’università, nel mio settore non serve ad un cazzo essere laureati o no, voglio andarci solo perché ci sono tante belle fighe vogliose più che mai, veramente, non c’è altra ragione per cui voglio farla. Ai miei genitori dirò che ci vado per studiare ecc… a me non frega proprio un cazzo dell’università e della laurea, letteralmente un foglio di carta con cui pulirsi il culo in maniera passando pure per i meandri più oscuri, laddove nemmeno l’acqua del bidet riuscirebbe ad arrivare. L’unico mio obiettivo è quello di slayerare, il resto del lavoro lo faccio per conto mio, l’università non ti fa diventare ricco o intelligente, anzi, a vedere da chi esce oggi con 100 e lode si direbbe tutto il contrario
Vai a sforzarti di memorizzare cose inutili solo per conoscere donne? Che beta loser.
 
È una situazione lose-lose.

Io non mi metterei mai a studiare solo per conoscere cagne, mi sembra una cosa da beta
Ne sono consapevole, ma purtroppo non ho molte alternative valide. Se perdo questa occasione, rischio di ritrovarmi dopo l’età universitaria con 0 conoscenze femminili, inserito in un ambiente con 0 possibilità di conoscenze femminili, a quel punto avrei ancora più problemi di adesso
 
A me sembra una cosa idealista che si possono permettere solo i ricchi di famiglia. Seguire le proprie passioni va benissimo ma poi quando ti trovi a 30+ ancora a vivere coi i tuoi e chiedere la paghetta anche le passioni le vedo sotto un'altra prospettiva.


Per tutte le persone "normali" testa bassa e pedelare purtroppo se si vuole ottenere qualcosina. Non necessariamente deve essere l'università. Il "massimo dei voti" vale solo per il pubblico, nella realtà non tutte le facoltà/università sono uguali. Secondo me il sistema dovrebbe filtrare e poi promuovere le eccellenze. E per favore smettiamo di dire che l'Italia é un paese turbocapitalista. É falso a meno che non vogliate veramente il comunismo.
 
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