contava solo essere dei samurai

mulo 🍀

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un po come tutti i cavalieri.. anche i bogodir russi o i crociati cristiani.. vivevano
I samurai non erano semplicemente guerrieri con la spada. Nel Giappone feudale rappresentavano quasi un ideale umano: disciplina, coraggio, autocontrollo e onore.


Seguivano un codice chiamato Bushidō, cioè “la via del guerriero”.
Non significava solo saper combattere, ma vivere con dignità anche davanti alla sofferenza o alla morte.


I valori principali erano:


  • lealtà assoluta al proprio signore
  • coraggio anche nella paura
  • controllo delle emozioni
  • disciplina quotidiana
  • rispetto
  • accettazione della morte

Un samurai ideale doveva convivere con l’idea della morte senza farsene dominare.
Per loro, accettare la possibilità di morire rendeva la mente più libera e lucida.


La loro vita non era fatta soltanto di battaglie. Molti passavano giornate intere:


  • allenandosi con katana e arco
  • cavalcando
  • meditando
  • scrivendo poesie
  • praticando calligrafia
  • studiando strategia e filosofia

Ed è questo che li rende affascinanti ancora oggi: erano guerrieri, ma anche uomini molto raffinati culturalmente.


Anche il cibo era semplice e disciplinato:


  • riso
  • pesce
  • verdure
  • alghe
  • zuppa di miso

Non vivevano nell’eccesso.
La moderazione era vista come una forza.


Molti erano influenzati dallo Zen:


  • restare calmi sotto pressione
  • vivere il presente
  • non lasciarsi dominare dal panico
  • svuotare la mente durante il combattimento

La katana stessa era considerata quasi sacra, come un’estensione dell’anima del guerriero.


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Però la realtà era anche dura:


  • guerre violente
  • regole rigidissime
  • pressione enorme sull’onore
  • obbedienza assoluta
  • possibilità del seppuku (suicidio rituale) in caso di vergogna o fallimento

Quindi non erano soltanto “eroi romantici”.
Erano uomini cresciuti in una società severa, dove il valore personale veniva misurato dalla disciplina e dalla capacità di affrontare paura, dolore e responsabilità senza crollare.


Forse è anche per questo che ancora oggi i samurai colpiscono così tanto l’immaginazione: rappresentano l’idea di una vita vissuta con codice, forza interiore e padronanza di sé.

La vita sessuale dei samurai variava molto a seconda dell’epoca, del rango e della personalità, ma in generale era molto diversa da come spesso la immaginiamo oggi.


Nel Giappone feudale:


  • molti samurai si sposavano per dovere e alleanze familiari più che per amore
  • avere eredi era importantissimo
  • il matrimonio era spesso legato al clan e alla politica

Le mogli dei samurai dovevano mantenere disciplina, fedeltà e dignità. Anche loro vivevano secondo regole molto rigide.


Però il Giappone feudale aveva anche aspetti più complessi e meno “puritani” rispetto a certe società europee dell’epoca.


Per esempio:


  • esistevano quartieri del piacere regolamentati
  • geishe e cortigiane avevano un ruolo culturale importante
  • relazioni extraconiugali non erano rare tra i guerrieri di alto rango

In alcune epoche era inoltre relativamente conosciuta tra i samurai una pratica chiamata shudō (“la via dei giovani”), cioè relazioni affettive o romantiche tra guerrieri adulti e giovani apprendisti. Veniva vista in modo molto diverso rispetto alla mentalità moderna ed era collegata anche a idee di lealtà, mentorship e legame militare.


Allo stesso tempo però il samurai ideale doveva mantenere controllo sui desideri:


  • non lasciarsi dominare dalla lussuria
  • non perdere lucidità
  • non diventare schiavo dei piaceri

Quindi il sesso non era visto necessariamente come “sporco”, ma l’eccesso e la perdita di disciplina sì.


Molti racconti e opere giapponesi mostrano questo contrasto:


  • il guerriero feroce in battaglia
  • ma anche malinconico, romantico o molto sensibile nella vita privata

È una delle cose che rende la figura del samurai così affascinante ancora oggi: un misto di durezza, eleganza, autocontrollo e profonda emotività nascosta
 
brutto vizietto.. soprattutto all epoca dei greci/romani in cui si potevano scopare direttamente schiave tin
non capisco il senso di scoparsi un maschio. forse un modo di voler asserire dominanza come cercano di fare i cani quando vedono un cucciolo
Forse perchè erano omosessuali latenti?
 
brutto vizietto.. soprattutto all epoca dei greci/romani in cui si potevano scopare direttamente schiave tin
non capisco il senso di scoparsi un maschio. forse un modo di voler asserire dominanza come cercano di fare i cani quando vedono un cucciolo
Probabilmente a quei tempi questa frociata veniva incoraggiata anche per enfatizzare maggiormente il rapporto allievo maestro, come se in karate kid il maestro miyagi con il suo cazzetto giallo l’avesse messo nel culo a daniel-san
 
In antichità non era vista come una cosa sbagliata.
Sono state quelle religioni a rompere le scatole.
scusa ma ti sembra normale che ti affidano uno per insegnarli a vivere e tu te lo inculi? da uomo?
boh.. sarò strano io ma non penso sia un bel insegnamento.. lo farei con una ragazza piuttosto per insegnarli a scopare

non vedo cosa ci sia di educativo a metterlo in culo ad un uomo
 
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