Sono abbastanza d'accordo, di rivoluzioni pacifiche IMPORTANTI ce ne sono state poche, tipo quella di Ghandi... per i cambiamenti pesanti il 99% delle volte bisogna far partire un bel po' di teste purtroppo, basta vedere il modo in cui ogni Stato si è liberato dei monarchi
Non ci sono più le condizioni per quel tipo di rivoluzioni: la disparità di armamenti reperibili tra la popolazione e quelli in possesso delle istituzioni è immensa. Sarebbe come cercare di combattere con bastoni e pietre contro fucili e cannoni. Vuoi fare la fine degli indiani (non quelli d'India, ma quelli d'America in questo caso)?
Inoltre sembra sfuggirvi anche che le armi da fuoco richiedono proiettili per funzionare, e che le fabbriche di armi (e quindi di proiettili) sono in mano al potere: per quanto uno possa fare scorte, queste verrebbero esaurite molto velocemente in caso di guerra civile. E poi? Che si fa?
Io capisco il vostro fervore e condivido anche le buone intenzioni che di fondo vi muovono a parlare così, ma non state ragionando.
Step 1: instaurare una nuova egemonia culturale nel Paese, diffondendo la consapevolezza tra la popolazione della nostra condizione di schiavi.
Step 2: emarginare i collaborazionisti ed eventualmente processarli in dei Tribunali del Popolo.
Step 3: boicottare i governi con disobbedienza civile, sciopero fiscale e altre forme di antagonismo non violento
Step 4: costringere i governanti ad abdicare (col minor ricorso alla violenza fisica possibile) e all'instaurazione di una nuova forma di governo slegata dalle élite internazionali che usano il potere finanziario (ma anche mediatico) per schiacciare i popoli.
Però se prima non realizziamo lo step 1, cioè la presa di coscienza da parte della popolazione della reale situazione, tutto il resto è irrealizzabile, come lo sarebbe d'altronde in caso di (inutile e infruttifera) rivoluzione armata.