Damian Priest, storico utente dell'Androsfera, su Facebook fa analisi lucidissima:
<<Ma perché è difficile immaginare un uomo vittima di violenza sessuale da parte di una donna? Perché gli uomini non sono celebrità riproduttive (e sessuali), quindi non attirano mediamente lo stesso grado di considerazione delle donne in fatto di attenzione sessuale.
A questo si aggiunge il fatto che con tutte le pornostar BBw, ebony, asian, teenie e financo disabili come le amputee...i gusti maschili sono molto più inclusivi di quelli femminili perché le categorie porno sono modellate sulla richiesta del maggiore consumatore, che è proprio l'Uomo e infatti l'uomo è mediamente il cliente maggiore dei sex worker, questi ultimi sono infatti a maggioranza femminile.
In più gli uomini quando pagano escort si affidano a siti di inserzioni dove le ragazze utilizzano raramente le loro vere foto, quindi gli uomini sono propensi a consumare sesso con sconosciute senza garanzie di incontrare la persona con le fattezze con cui hanno stipulato un incontro.
Questo perché il desiderio maschile è molto più inclusivo di quello femminile. E di conseguenza le donne vedono come una molestia indesiderabile l'attenzione che gli uomini (di cui non sono attratte) riversano su di loro proprio perché vivono nell'economia dell'Abbondanza.
Un uomo che riceve attenzioni femminili simili a quelle ricevute da una donna media può tranquillamente dirsi fortunato poiché sa che vive nell'economia della scarsità. Solo che questa differenza di opportunità rende particolarmente difficile ammettere eventuali forme di abuso da parte degli uomini, tanto da rendere loro difficile denunciare qualora una donna si approfittasse di loro, magari minacciandoli di urlare e dire che la hanno violentata se non fanno come dice.
La violenza sessuale perpetrata da donne a danno degli uomini è una eventualità che non viene considerata granché in quanto minimizzata proprio dalla povertà sessuale che gli uomini devono affrontare a causa proprio del desiderio femminile più intollerante. Ecco perché se esce la notizia di un quattordicenne che ha fatto sesso con la sua professoressa di liceo (lui minorenne, lei in ruolo in grado di esercitare ascendente sul minore di sedici anni= reato dell'adulto) ci sono così tanti uomini che dicono "magari fossi stato io".
Anche la vittima maschile può avvertire uno spaesamento e nutrire sentimenti contraddittori tra il sentirsi usata e invece aver avuto un'opportunità in più rispetto al deserto che mediamente affronterebbe sul piano sessuale.
La povertà è tale da rendere impossibile per molti distinguere fra acqua di rugiada e acqua sporca.
Ecco perché sono convinto che per quanto sostenere le vittime maschili di stupro debba essere imperativo, mai avremo un fronte maschile unito se non risolviamo l'asimmetria sessuale che pone l'uomo in condizione di scarsità materiale.
Il discorso dello stupro perpetrato da uomini su uomini è paradossalmente più facile da sensibilizzare poiché più affine alla narrazione secondo cui l'uomo può facilmente prendere fisicamente chi vuole. Inoltre sussiste il discorso della sessualità non generativa. L'omosessualità e quindi lo stupro omosessuale non produce figli al contrario dello stupro etero, di conseguenza non intacca in alcun modo la questione riproduttiva (uno dei pilastri su cui si sono fondate tutte le civiltà umane). Anzi, a dirla tutta, lo stupro gay viene visto con minor diffidenza poiché proprio per questa ragione non fa emergere la asimmetria di diritti riproduttivi che penalizza gli uomini come genere (in quanto gli uomini non possono sottrarsi agli obblighi di mantenimento), quindi non solleva un vespaio che potrebbe portare alla messa in discussione della società misandrica.>>