La vita da spettatore...io sono molto pigro, ma qualche volta, fino a circa 10 anni fa, scendevo giusto per vedere le vite degli altri. Ricordo un sabato sera dove io, 27enne, ero sceso a prendermi un gelato proprio per rimanere da solo su una panchina a osservare. Era pieno di ragazzini sui 16-18 anni che giocavano spensierati tra di loro. Ragazzini e ragazzine. Io quelle cose non le ho mai avute. La mia ragazza era la PS2 all'epoca. Le giornata iniziavano lí e finivano lí. Ho sempre provato ad avere una cerchia sociale e ho sempre sofferto a non averla. Alle medie le ragazze mi guardavano e mi schifavano quindi spingevano i ragazzi a non invitarmi. Curioso che al cinema una volta mi sedetti accanto ad una compagna di classe e questa si mise ad urlare "nooo, nooo accanto a lui" e tutte le ragazzine a ridere. Mi alzai e mi vidi il film da solo. La cosa curiosa é che fui io ad avere l'idea e ad organizzare le prime uscite in prima media.
Ricordo ancora che prenotai in pizzeria per tipo 15 ragazzini e, successivamente, sempre io ad essere quello scartato nel tempo...
Quindi mi chiusi sempre di più in me stesso fin quando in terza media rischiai di diventare un hikikomori e superai l'anno scolastico per miracolo.
Alle superiori non sapevo come approcciare, ormai avevo paura ad espormi, ma ci dovevo provare comunque proprio perché stavo male ad essere emarginato. Ricordo che all'epoca c'era il Festivalbar e, non sapendo come interagire, pensavo fosse un argomento trendy. Appena parlavo i ragazzi non mostravano granché interesse, ma avevano rispetto nel rispondermi, le ragazze nemmeno mi ascoltavano, proprio come se non esistessi. Poco a poco non ci provai più e, anche se una minimo di vita sociale la ho, sono 12 anni che i miei unici amici sono quei 3 o 4 che sono riuscito a farmi ai tempi della scuola. Mi rendo conto che pecco di tante esperienze e ancora oggi superati i 30 mi sento sempre un pesce fuori d'acqua mentre gli altri hanno i loro automatismi nel presentarsi, io no, ormai sto bene da solo pur desiderando di far parte di gente che si ricorda che esisti...
Ricordo ancora che prenotai in pizzeria per tipo 15 ragazzini e, successivamente, sempre io ad essere quello scartato nel tempo...
Quindi mi chiusi sempre di più in me stesso fin quando in terza media rischiai di diventare un hikikomori e superai l'anno scolastico per miracolo.
Alle superiori non sapevo come approcciare, ormai avevo paura ad espormi, ma ci dovevo provare comunque proprio perché stavo male ad essere emarginato. Ricordo che all'epoca c'era il Festivalbar e, non sapendo come interagire, pensavo fosse un argomento trendy. Appena parlavo i ragazzi non mostravano granché interesse, ma avevano rispetto nel rispondermi, le ragazze nemmeno mi ascoltavano, proprio come se non esistessi. Poco a poco non ci provai più e, anche se una minimo di vita sociale la ho, sono 12 anni che i miei unici amici sono quei 3 o 4 che sono riuscito a farmi ai tempi della scuola. Mi rendo conto che pecco di tante esperienze e ancora oggi superati i 30 mi sento sempre un pesce fuori d'acqua mentre gli altri hanno i loro automatismi nel presentarsi, io no, ormai sto bene da solo pur desiderando di far parte di gente che si ricorda che esisti...