Da dove tutto partii, e da dove io alla fine mi introdussi nella tana del bianconiglio.
Fa strano leggersi dopo quasi 10 anni, in uno stato mentale, relazionale e sociale praticamente diverso a quello che sono tutt'ora: incel V 26enne ancora studente a quei tempo; professionista IT 35enne sposato oggi.
Ma vorrei con voi citare e commentare alcune parti della mia presentazione.
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Fa strano leggersi dopo quasi 10 anni, in uno stato mentale, relazionale e sociale praticamente diverso a quello che sono tutt'ora: incel V 26enne ancora studente a quei tempo; professionista IT 35enne sposato oggi.
Ma vorrei con voi citare e commentare alcune parti della mia presentazione.
Crudo come già mi fossi reso conto di essere un beta a quei tempi, ma a 26 anni si è già uomini fatti e finiti, non più dei ragazzini. Immaginate questo qui che stava per laurearsi (spoiler: con 107/110), e ancora non era mai riuscito ad effettuare del sesso penetrativo con una ragazza/donna.Intanto mi ri-presento nuovamente: sono un ragazzo di 26 anni, laureando magistrale in Ingegneria Informatica in un ateneo di Roma (non vi dico quale per motivi di privacy), che ha avuto la gran sfortuna di essere l'archetipo e il prototipo del ragazzo beta, e quindi di aver avuto delusioni con le donne a destra e manca.
Causa del mio mentacellismo, immaginate dover cambiare amici, compagnia, nazione, cultura, ecc... specialmente con un'educazione familiare in cui praticamente dovevo fare la parte del "nice guy" a tutti i costi. E meno male che crebbi in centro-italia, e non qui in Puglia o a Napoli.Già la prima adolescenza, causa un trasloco dal nord al centro Italia, ha portato al mio carattere seri problemi, causati dal fatto che mi ritrovai in una classe di disadattati e teppistelli (già a 13 anni, tra cui uno che in futuro sarebbe stato denunciato per stalking nei confronti di una ragazza del mio paesino), e quindi già la mia autostima iniziò ad andare sottoterra. Fortunatamente, come già raccontato in un altro topic, mi ero fatto degli amici che erano presenti in un'altra classe, e ovviamente ne approfittai per cambiare sezione. Sappiate già che avevo un hobby molto beta, cioè suonare il pianoforte.
Quella stronza della mia one-itis. Ora sposata con figlio, mi invitò pure al suo matrimonio (stavo già con la mia attuale moglie), ovviamente declinai gentilmente l'offerta.Con le ragazze mah... non ero ancora abbastanza sveglio, e non mi ricordo di aver ricevuto né feedback negativi né positivi (forse uno positivo, da quella che sarebbe diventata uno dei miei incubi durante le scuole superiori).
Sulla questione delle scuole medie dissi una palese cazzata: ero già bravo a quei tempi, l'unica materia in cui ero ciuccio era solo lettere per colpa di una prof sclerotica zitella che giocava a fare la femminista (ottimo/distinto alle np, io QUASI sufficiente nonostante i temi fossero quasi identici). Per il resto del quote... datemi del Jamon Serrano!Ok, poi arrivarono le scuole superiori (ragioneria di provincia), e lì già iniziarono i primi veri problemi: problemi di bullismo, anche da parte di ragazze, compresa quella descritta prima, una vera stronza patentata, di cui, non so il perché, perdetti pure la testa, ed altro. Per ovviare ai problemi diventai un vero secchione (alle scuole medie stavo nella media degli altri studenti), con la consapevolezza bluepill che lo studio avrebbe cambiato la mia situazione di merda. Il disagio della classe era a livelli talmente elevati, che uno di quelli che mi vessava molti anni dopo si suicidò per palesi problemi mentali, ma questo non impedì a me stesso di sviluppare un carattere molto beta e passivo.
Concordo fino in pieno, la musica letteralmente mi salvò l'adolescenza, assieme ad altri coping (tra cui i videogiochi).A 16 anni iniziai un po’ a svegliarmi, cominciando a suonare uno strumento musicale alternativo al pianoforte (allora ero metallaro perso), cioè il basso elettrico: questo mi permise di aumentare la mia schiera di conoscenze, e di poter allacciare amicizia con persone che ancora oggi frequento.
Correggo la valutazione della tipa: era una 4/4.5, e col senno di poi... madonna, quanto stavo disperato! E manco aveva tette, e il culo era pessimo. Ma non me la diede, massimo seghini e pomiciate, manco pompino.Il rapporto con l’altro sesso ovviamente era a livelli di disperazione elevata, tenendo conto che il primo bacio lo diedi a 18 anni e mezzo, con una ex ragazza di un mio amico, una 5, che si mise con me solo perché non poteva permettersi di meglio: una schizzata che voleva perdere la verginità dopo il matrimonio, e vi ho detto tutto… la cosa durò ovviamente solo due mesi.
Belle tettine la tipa, culo un po' grosso (ma a me non dispiacciono i culi grossi), lookmaxò non posso negli anni a venire, e di recente la vidi assieme a un tipo. Non so... mi ha dato l'idea di esserci inacidita, e di essere diventata la classica np in carriera (anni fa faceva il praticantato per diventare notaio).E poi arrivò l’università: nonostante Ingegneria e gli esami di Analisi e Fisica, la mia vita sociale ebbe un boost mostruoso, sia dentro che fuori l’università (iniziai a frequentare una nuova comitiva). Intanto instaurai un rapporto, prima di amicizia e poi qualcos’altro, con una mia “collega” musicista nell’orchestra in cui suonavo (allora era una 5, oggi è diventata una 6): io 19 anni, lei 15, verginella come me, finì anche lì dopo due mesi perché… lei si stufò da un giorno all’altro, non si sa per qualche motivo.
Ooooohhh, e ora iniziamo con le crudezze, datemi ancora del buon prosciutto crudo spagnoloDopo di lei poi iniziarono i VERI problemi con l’altro sesso, dopo le seguenti due storie:
Correggo la valutazione di lei: 5 pieno. Una delle pochissime eccezioni riguardo la RP/BP, l'amico suo sul 5 (oggi lo valuterei sul 4.5, oggi è il classico 4 panzone agato), stalker, classico copatore col pallone, il classico normie bluepillato. Si lasciò con quell"altro ragazzo", e ci fu pure un seguito proprio con lei, in cui mi "sognò la notte" mentre stavo in vacanza a Barcellona, e voleva rivedermi ad una sagra (da sola). Indovinate con chi si presentò? Con "quell'altro ragazzo". E mi chiese pure perchè fossi geloso... Bah. Oggi non so cosa faccia, non la sento da anni, e l'ultima volta che la sentii lavorava come addetto al magazzino di Amazon (che carriera, wow...), e ora convive con un altro tipo panzone e agato (ma almeno lui è alto, non come lo stalker, che era pure manlet).- Un’amica con cui uscivo nella mia nuova comitiva, sul 5.5, di cui feci il grandissimo errore di diventare suo amico stretto. Mi dichiarai a lei, inizialmente ci stette, poi dopo un po’ di tempo mi friendzonò per bene, per mettersi con un ragazzo, anche lui amico suo, sul 5, uno dei pochi casi di ipogamia che assistetti, di cui ovviamente ne pagai io le conseguenze. Stetti male causa questo suo comportamento. Dopo parecchi anni la “perdonai”, e ancora oggi è amica mia. Ah, ora sta con un altro ragazzo, dopo che quello per cui mi ipogamò le fece stalking per bene...
Soffro ancora di gastrite per colpa di questa esperienza, anche se non a livelli estremi come allora.E qui venne il peggio, la storia che rovinò sia la mia psiche che il mio fisico. Una ragazza del nord Italia, con una valutazione molto particolare (fisico da CO, ma tette da urlo, e veramente bel faccino), che conobbi tramite una vecchia chat IRC, un’altra ex ragazza dello stesso amico che stava con la mia prima ragazza, del quale non mi importava nulla per ben 4 anni, fino a quando iniziò ad avere problemi col suo (poi ex) ragazzo. Tenete conto che mi venne a trovare a Roma quando ancora ci stava assieme (io non ci feci nulla però). Si lasciò col ragazzo, e iniziammo a diventare molto intimi (anche via sexting e foto hot), e alla fine decidemmo di incontrarci da lei. Peccato che, causa periodo stressante per università+lavoro e causa il fatto che sapevo che lei si sentiva ancora con l’ex (chat anche hot) mi venne una gastrite nervosa cronica, che mi costrinse per ben due volte a rimandare la partenza. Alla fine riuscii a vederla, e ci mettemmo assieme, anche se le premesse non erano le migliori (non riuscii a farmela, perché, secondo lei, “c’erano i genitori a casa”, nonostante io alloggiassi in albergo, neanche la premura di ospitarmi a casa…). La seconda volta che ci vedemmo già mi disse in faccia “non provo quel che tu provi per me”, e io da perfetto ragazzo beta bluepilled mi misi a piangere davanti a lei come un bambino (meglio dire come un coglione). Risultato? Nessun augurio a San Valentino, “non venirmi a trovare perché mi è morto il nonno, devo stare vicino a mia madre”, e alla fine… FRIENDZONE FINALE!
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