Off Topic Che musica ascoltate?

Contenuti random, rant esistenziali e post senza Dio né scopo
Mi piace tutto di Mimmo Locasciulli, a cominciare da quella faccia malinconica da provinciale, che la guardi e già capisci con quale universo poetico avrai a che fare.
A Locasciulli qualche scemo ha appiccicato l'etichetta di "troppa somiglianza con De Gregori". Io la respingo fermamente.
Uno dei più grandi per me.

Questa dava il titolo a un bellissimo album del 1982.
 
Mi piace tutto di Mimmo Locasciulli, a cominciare da quella faccia malinconica da provinciale, che la guardi e già capisci con quale universo poetico avrai a che fare.
A Locasciulli qualche scemo ha appiccicato l'etichetta di "troppa somiglianza con De Gregori". Io la respingo fermamente.
Uno dei più grandi per me.

Questa dava il titolo a un bellissimo album del 1982.
 
INTORNO A TRENTANNI

Fuori c'è un tempo da cani
La pioggia ha chicchi grandi come noci
Meglio stare a casa la sera
A guardare la televisione
E un bicchiere ti rimette la pace
Io non ho voglia più di fare la guerra
Con una città che sa menare le mani
E con un pugno ti stende per terra

E siamo noi che abbiamo intorno a trentanni
Che abbiamo girato l'Europa e l'America
E adesso siamo stanchi
E siamo noi che, quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca, ci mettiamo il cappello
E ci troviamo lì

C'è una ragione precisa
Se c'è una pietra sopra il cuore che pesa
E non è un fatto di moglie, non è un fatto di figli
Non è quello che puoi pensare
Sto dalla parte dei ladri
Che stanno dentro perché l'hanno traditi
Che fanno finta che si sono pentiti
Però ci basta uno sguardo e già ci siamo capiti

E siamo noi che abbiamo intorno a trentanni
Che abbiamo rubato l'Europa e l'America
Con le nostre mani
E siamo noi, che quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca, ci mettiamo il cappello
E ci vediamo lì

Sole che nasce e che muore
Su questa storia senza più parole
Che raccontiamo con presentimento
In un tramonto di fuoco e senza un filo di vento
Verranno giorni di pioggia
Verranno giorni di malinconia
Tra gli aquilotti che hanno messo le piume
E queste navi in bottiglia scivolate via

E siamo noi che abbiamo intorno a trentanni
Che abbiamo bruciato l'Europa e l'America
E adesso siamo stanchi
E siamo noi, che quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca, ci mettiamo il cappello
E ci troviamo lì
E quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca, ci mettiamo il cappello
E ci vediamo lì
E quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca, ci mettiamo il cappello
E ci troviamo lì
 
Renzo Arbore, uno dei migliori esempi di una politica culturale nazionalpopolare del servizio pubblico, sempre tesa ad accompagnare alle novità, alle avanguardie il ricordo del passato. E infatti per noi ragazzi degli anni '80 Totò e James Cagney erano di casa come i Duran Duran, i Talk Talk e Richard Gere. Arbore nei '60 e '70 presentava i grandi artisti del momento, ma ricordando sempre la tradizione jazz, swing, la grande canzone napoletana.

Chiunque abbia la pretesa di presentare il nuovo come qualcosa di separato, isolato dal resto della storia è un criminale culturale. Nessuna pianta può vivere senza radici. Infatti tutto ciò che viene presentato ai ragazzi, da un ventennio a questa parte, è già cadavere, roba nata morta, senza passato, futuro, giusto un bravissimo attimo di presente. Isolare le generazioni, tagliare i ponti, far sparire la storia è il peggior crimine si possa commettere.
 
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