Whitepill Emma Bonino Ricoverata d'urgenza a Roma

Speranza illusoria per chi ci crede ancora
Non esprimerò considerazioni sul fatto che fosse una guerrafondaia filo-sionista, cinica, opportunista ed eternamente autocandidata a qualsiasi carica o sul fatto che le idee che rappresentava abbiano fatto più danni della grandine. Mi limiterò a dire che, per la gioia dei suoi seguaci ultraliberisti fanatici del libero mercato, il bilancio statale sarà liberato dalle seguenti spese:
Indennità di carica parlamentare e vitalizio parlamentare.
Trattamento pensionistico e indennità europee.
Muore troppo presto per vedere l' Europa in guerra contro la Russia, come desiderava ardentemente, ma sempre troppo tardi per lo schifo di modello di società che ha contribuito a promuovere
 
Nel giorno della morte di un essere umano ci si alza in piedi e si resta rispettosamente in silenzio. Emma Bonino è consegnata al giudizio di Dio, l’unico che conta. Ora un giorno dalla morte è trascorso e mi limito a ricordare che la mia umana e politica opinione su di lei l’ho pronunciata anni fa in una tribuna politica in Rai: “Non ho stima della signora Emma Bonino”. Nel mio libro intitolato Contro l’aborto cito la frase scritta da Pasolini sul Corriere della Sera, rivolta proprio ai radicali di Pannella e Bonino: sono contrario alla legalizzazione dell’aborto perché la considero una legalizzazione dell’omicidio. La questione per me è chiusa qui, ogni dibattito è ozioso, con gli assassini mica si discutono le motivazioni. Sul piano storico-politico, semmai, va ricordato che la legge 194 non piaceva alla Bonino e il Partito radicale infatti non la votò, fu concessa il 22 maggio 1978 dai democristiani ancora sotto choc per Moro trucidato. Sotto il testo della legge promulgata in Gazzetta Ufficiale si leggono le firme di Leone presidente della Repubblica, Andreotti presidente del Consiglio, Bonifacio ministro Guardasigilli e Tina Anselmi ministro del Welfare: tutti dc. Avrebbero (come re Baldovino del Belgio che abdicò) dovuto dimettersi in blocco, ma non ne ebbero il coraggio. Quello che le agiografiche pagine dei giornali di oggi non vi dicono è che contro la legge 194 la Bonino e i radicali raccolsero settecentomila firme per abolirne dieci decisivi articoli e rimuovere tutti i limiti fissati dalle norme all’aborto. Il referendum si tenne il 17 e 18 maggio 1981 insieme a quello promosso dal Movimento per la Vita (MpV) in senso antiabortista. Carlo Casini, leader di MpV, ottenne il 32% di sì e perse, ma erano comunque il triplo dell’11% di sì che Pannella e Bonino ottennero sul loro quesito iperabortista contro la 194, questo nessuno lo racconta mai come pochi amano ricordare che lo stesso Marco Pannella non volle che Emma Bonino venisse fatta avvicinare alla sua abitazione di via della Panetteria dove pure accoglieva amici e avversari nelle ultime settimane della sua vita, giudicandola persona gretta e meschina oltre che ingrata. Nessuno, infine, ha scritto che alla camera ardente sfileranno tra i suoi più stretti collaboratori i due assassini più crudeli della storia repubblicana, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati complessivamente a 9 ergastoli per 17 omicidi di cui sono rei confessi, liberi da decenni e sempre al lavoro per lei anche se per sentenza passata in giudicato sono a tutti gli effetti per lo Stato gli autori materiali della strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti. Aveva, evidentemente, una passionaccia lugubre per l’omicidio. Non mi strappo i capelli per i funerali di Stato. Emma Bonino si vantava di aver soppresso al Cisa (Centro informazione sterilizzazione e aborto) 10.141 vite umane. In Serbia li hanno appena celebrati per Ratko Mladic che a Srebenica ne ha uccise “solo” 8.372. Ogni paese disastrato ha gli eroi che si merita.

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Nel giorno della morte di un essere umano ci si alza in piedi e si resta rispettosamente in silenzio. Emma Bonino è consegnata al giudizio di Dio, l’unico che conta. Ora un giorno dalla morte è trascorso e mi limito a ricordare che la mia umana e politica opinione su di lei l’ho pronunciata anni fa in una tribuna politica in Rai: “Non ho stima della signora Emma Bonino”. Nel mio libro intitolato Contro l’aborto cito la frase scritta da Pasolini sul Corriere della Sera, rivolta proprio ai radicali di Pannella e Bonino: sono contrario alla legalizzazione dell’aborto perché la considero una legalizzazione dell’omicidio. La questione per me è chiusa qui, ogni dibattito è ozioso, con gli assassini mica si discutono le motivazioni. Sul piano storico-politico, semmai, va ricordato che la legge 194 non piaceva alla Bonino e il Partito radicale infatti non la votò, fu concessa il 22 maggio 1978 dai democristiani ancora sotto choc per Moro trucidato. Sotto il testo della legge promulgata in Gazzetta Ufficiale si leggono le firme di Leone presidente della Repubblica, Andreotti presidente del Consiglio, Bonifacio ministro Guardasigilli e Tina Anselmi ministro del Welfare: tutti dc. Avrebbero (come re Baldovino del Belgio che abdicò) dovuto dimettersi in blocco, ma non ne ebbero il coraggio. Quello che le agiografiche pagine dei giornali di oggi non vi dicono è che contro la legge 194 la Bonino e i radicali raccolsero settecentomila firme per abolirne dieci decisivi articoli e rimuovere tutti i limiti fissati dalle norme all’aborto. Il referendum si tenne il 17 e 18 maggio 1981 insieme a quello promosso dal Movimento per la Vita (MpV) in senso antiabortista. Carlo Casini, leader di MpV, ottenne il 32% di sì e perse, ma erano comunque il triplo dell’11% di sì che Pannella e Bonino ottennero sul loro quesito iperabortista contro la 194, questo nessuno lo racconta mai come pochi amano ricordare che lo stesso Marco Pannella non volle che Emma Bonino venisse fatta avvicinare alla sua abitazione di via della Panetteria dove pure accoglieva amici e avversari nelle ultime settimane della sua vita, giudicandola persona gretta e meschina oltre che ingrata. Nessuno, infine, ha scritto che alla camera ardente sfileranno tra i suoi più stretti collaboratori i due assassini più crudeli della storia repubblicana, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati complessivamente a 9 ergastoli per 17 omicidi di cui sono rei confessi, liberi da decenni e sempre al lavoro per lei anche se per sentenza passata in giudicato sono a tutti gli effetti per lo Stato gli autori materiali della strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti. Aveva, evidentemente, una passionaccia lugubre per l’omicidio. Non mi strappo i capelli per i funerali di Stato. Emma Bonino si vantava di aver soppresso al Cisa (Centro informazione sterilizzazione e aborto) 10.141 vite umane. In Serbia li hanno appena celebrati per Ratko Mladic che a Srebenica ne ha uccise “solo” 8.372. Ogni paese disastrato ha gli eroi che si merita.

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Dalla penna affilata di Mario "Marione" Adinolfi.
 
Gran parte del mondo disastrato di oggi, anche per la questione Incel, la dobbiamo ad Emma Bonino in Italia, almeno come matrice ideologica. Che il Diavolo la prenda con sé.
 
Nel giorno della morte di un essere umano ci si alza in piedi e si resta rispettosamente in silenzio. Emma Bonino è consegnata al giudizio di Dio, l’unico che conta. Ora un giorno dalla morte è trascorso e mi limito a ricordare che la mia umana e politica opinione su di lei l’ho pronunciata anni fa in una tribuna politica in Rai: “Non ho stima della signora Emma Bonino”. Nel mio libro intitolato Contro l’aborto cito la frase scritta da Pasolini sul Corriere della Sera, rivolta proprio ai radicali di Pannella e Bonino: sono contrario alla legalizzazione dell’aborto perché la considero una legalizzazione dell’omicidio. La questione per me è chiusa qui, ogni dibattito è ozioso, con gli assassini mica si discutono le motivazioni. Sul piano storico-politico, semmai, va ricordato che la legge 194 non piaceva alla Bonino e il Partito radicale infatti non la votò, fu concessa il 22 maggio 1978 dai democristiani ancora sotto choc per Moro trucidato. Sotto il testo della legge promulgata in Gazzetta Ufficiale si leggono le firme di Leone presidente della Repubblica, Andreotti presidente del Consiglio, Bonifacio ministro Guardasigilli e Tina Anselmi ministro del Welfare: tutti dc. Avrebbero (come re Baldovino del Belgio che abdicò) dovuto dimettersi in blocco, ma non ne ebbero il coraggio. Quello che le agiografiche pagine dei giornali di oggi non vi dicono è che contro la legge 194 la Bonino e i radicali raccolsero settecentomila firme per abolirne dieci decisivi articoli e rimuovere tutti i limiti fissati dalle norme all’aborto. Il referendum si tenne il 17 e 18 maggio 1981 insieme a quello promosso dal Movimento per la Vita (MpV) in senso antiabortista. Carlo Casini, leader di MpV, ottenne il 32% di sì e perse, ma erano comunque il triplo dell’11% di sì che Pannella e Bonino ottennero sul loro quesito iperabortista contro la 194, questo nessuno lo racconta mai come pochi amano ricordare che lo stesso Marco Pannella non volle che Emma Bonino venisse fatta avvicinare alla sua abitazione di via della Panetteria dove pure accoglieva amici e avversari nelle ultime settimane della sua vita, giudicandola persona gretta e meschina oltre che ingrata. Nessuno, infine, ha scritto che alla camera ardente sfileranno tra i suoi più stretti collaboratori i due assassini più crudeli della storia repubblicana, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati complessivamente a 9 ergastoli per 17 omicidi di cui sono rei confessi, liberi da decenni e sempre al lavoro per lei anche se per sentenza passata in giudicato sono a tutti gli effetti per lo Stato gli autori materiali della strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti. Aveva, evidentemente, una passionaccia lugubre per l’omicidio. Non mi strappo i capelli per i funerali di Stato. Emma Bonino si vantava di aver soppresso al Cisa (Centro informazione sterilizzazione e aborto) 10.141 vite umane. In Serbia li hanno appena celebrati per Ratko Mladic che a Srebenica ne ha uccise “solo” 8.372. Ogni paese disastrato ha gli eroi che si merita.

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Va beh,contestare il diritto di abortire,nel 2026....non siamo più nel Medioevo
 
Comunque forse sarò al funerale della Bonino a Roma martedì! In "religioso" (anzi, laico), composto e delicato rispetto, ed ossequisamente... per eventualmente accompagnare mio padre. al Campidoglio a Roma, ore 12:30, ci saranno i Funerali Laici e di Stato, le Esequie.
 
Di
Dubito che la Bonino sia mai stata abbastanza influente da cambiare le sorti del mondo Gelo
In Italia sì... era molto probabilmente la testa di ponte della CIA e dell'americanismo (e dell'edonismo made in USA,),come anche le madrine del movimento negli USA stessi ed altrove, almeno a mio modesto ed umile avvido...
 
Manco la Bonino. Sono garantista per quanto riguarda la responsabilità penale del singolo. La responsabilità politica e il giudizio morale però sono altra cosa
Non mi pare che Adinolfi sia un criminale, da cosa scaturisce il tuo commento caustico nei suoi confronti? Se posso chiedere...
 
In Italia sì... era molto probabilmente la testa di ponte della CIA e dell'americanismo (e dell'edonismo made in USA,),come anche le madrine del movimento negli USA stessi ed altrove, almeno a mio modesto ed umile avvido...
Gelo cosa vuoi che conti? Il partito della Bonino ha sempre avuto percentuali da elenco telefonico. l'Americanismo,in Europa, c'è perché l'Europa ha perso la guerra mondiale. La Francia l'ha persa contro la Germania, l'Inghilterra l'ha pareggiata, rimettendoci l'impero e la Germania l'ha persa con gli USA. Tutti gli altri paesi europei non contavano un cazzo.
 
Gelo cosa vuoi che conti? Il partito della Bonino ha sempre avuto percentuali da elenco telefonico. l'Americanismo,in Europa, c'è perché l'Europa ha perso la guerra mondiale. La Francia l'ha persa contro la Germania, l'Inghilterra l'ha pareggiata, rimettendoci l'impero e la Germania l'ha persa con gli USA. Tutti gli altri paesi europei non contavano un cazzo.
Sí ma lei ha fatto più danni della grandine e dei bombardamenti USA ed alleati con un'operazione psicologica e di colonizzazione culturale ed ideologica/ideale che ha pochi eguali in occidente a mio parere, oltre ad aver trasformato l'intera sinistra italiana in una succursale del Partito radicale transnazionale, snaturandolo completamente della sua natura di partito di classe e di massa con istanze socialcoministe e rendendolo liberale, progressista e woke, individualista e libertariano
 
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