Blackpill Buongiorno mi presento

Per verità assolute e disperate

Tersite

Member
Salve, ho 28 anni e non ho mai avuto esperienze relazionali nella mia vita.

Quando parlo di “black pill” non mi riferisco tanto all’estetica, ma a qualcosa che per me è ancora più crudele: il determinismo biologico.
Nel mio caso tutto nasce da una malattia neurodegenerativa rara, legata a una mutazione genetica.
Una sequenza sbagliata nella codifica di una proteina ha finito per condizionare gran parte della mia esistenza.

Non sono nato disabile: lo sono diventato. I primi segnali sono comparsi già intorno ai 16 anni, con sbalzi psichici, ansia e depressione.
Poi, verso i 23 anni, sono arrivati i veri sintomi neurologici, fino a ischemie cerebrali, emiparesi e una disabilità pesante.

Il problema non è solo la malattia in sé. Il problema è anche come vieni percepito dagli altri.

Molte persone tendono a scartare chi ha problemi, come se una fragilità fisica o psicologica rendesse automaticamente una persona meno valida, meno desiderabile, meno “funzionante”.
Sembra che nel mondo relazionale tu debba sempre performare: essere stabile, forte, vincente, leggero, rassicurante.
Appena hai un difetto, vieni messo fuori gioco.

Io spesso mi sento percepito in due modi: o come un fantasma, qualcuno che non esiste davvero finché non prova a farsi vedere e si spaventano e sono nervose, oppure come “il povero sfigato”, quello malato, fragile, quasi già condannato.

E questa cosa pesa.
Perché dietro la disabilità non c’è solo un corpo che funziona peggio: c’è una persona che pensa, desidera, soffre, vorrebbe essere amata, vorrebbe vivere una normalità che per gli altri sembra scontata.

Non scrivo questo per fare pena. Lo scrivo perché avevo bisogno di dirlo da qualche parte.
 
Benvenuto, è terribile essere nati in un corpo che "non merita di essere amato".
Grazie,
Vorrei fare una precisazione, più che “un corpo che non merita di essere amato”, direi un corpo che spesso gli altri non sanno o non vogliono amare.
La differenza per me è importante: non credo di non meritare amore, credo che la disabilità renda tutto più difficile e selezioni molto più brutali nelle relazioni.
 
Mi dispiace, oggi scartano se non sei bello o un po' sopra la media, figuriamoci chi ha problemi di salute.
Come ti valutavi a 16 anni ?
Prima della malattia mi vedevo normale, direi un 6/6,5.
Non mi sono mai considerato bello, ma nemmeno “fuori mercato”.
Poi tra problemi personali, ansia/depressione e soprattutto l’inizio della malattia in incognito, la percezione di me stesso è crollata.
Per me il vero spartiacque non è stato l’aspetto: è stata la malattia.
 
Benvenuto, la tua anima merita di essere comunque amata a prescindere dalla bellezza. Purtroppo viviamo in una società particolare.. Come ho sempre detto le persone che soffrono veramente una condizione estetica sono poche.. Anche qua dentro..
Puoi anche soffrire se sei in salute perfetta ma ti scartano come un malato...
Lui oltre al problema relazionale ha anche una disabilità che non gli permette di fare quello che un brutto vero potrebbe fare.
Ma al solo livello relazionale un brutto sperimenta più o meno lo stesso disgusto di un disabile. Tieni conto anche per un disabile si tende comunque a giustificarlo o a mostrare empatia, ad un brutto invece non gli si perdona niente, come se la sua condizione fosse colpa sua.
 
Puoi anche soffrire se sei in salute perfetta ma ti scartano come un malato...
Lui oltre al problema relazionale ha anche una disabilità che non gli permette di fare quello che un brutto vero potrebbe fare.
Ma al solo livello relazionale un brutto sperimenta più o meno lo stesso disgusto di un disabile. Tieni conto anche per un disabile si tende comunque a giustificarlo o a mostrare empatia, ad un brutto invece non gli si perdona niente, come se la sua condizione fosse colpa sua.
Non lo so, mia madre aveva una forte disabilità e non le hanno mai perdonato nulla, nessuno ha mai mostrato empatia, questa volta non riesco a condividere il tuo parere a riguardo, per quanto riguarda l'essere brutti i veri brutti sotto il 4 sono pochi, me ne rendo conto anche giornalmente guardandomi in giro. La situazione peggiora drasticamente quando sei deformato. Lo provo ogni giorno sulla mia pelle.
 
Benvenuto, la tua anima merita di essere comunque amata a prescindere dalla bellezza. Purtroppo viviamo in una società particolare.. Come ho sempre detto le persone che soffrono veramente una condizione estetica sono poche.. Anche qua dentro..
Grazie, apprezzo quello che hai scritto.

Hai ragione, il problema è che oggi spesso vieni valutato per quanto “performi”: immagine, risultato, prestazione.

Non credo che chi soffre abbia più valore in assoluto, però certe ferite ti danno una profondità diversa.
Chi ha dovuto sopravvivere a cose pesanti spesso porta dentro una sensibilità e una forza che molti non colgono, perché si fermano alle apparenze.

E così non vedono la persona dietro, né la forza che serve per continuare ad andare avanti.
 
Grazie, apprezzo quello che hai scritto.

Hai ragione, il problema è che oggi spesso vieni valutato per quanto “performi”: immagine, risultato, prestazione.

Non credo che chi soffre abbia più valore in assoluto, però certe ferite ti danno una profondità diversa.
Chi ha dovuto sopravvivere a cose pesanti spesso porta dentro una sensibilità e una forza che molti non colgono, perché si fermano alle apparenze.

E così non vedono la persona dietro, né la forza che serve per continuare ad andare avanti.
Esattamente.. So cosa significa in buona parte purtroppo..
 
Salve, ho 28 anni e non ho mai avuto esperienze relazionali nella mia vita.

Quando parlo di “black pill” non mi riferisco tanto all’estetica, ma a qualcosa che per me è ancora più crudele: il determinismo biologico.
Nel mio caso tutto nasce da una malattia neurodegenerativa rara, legata a una mutazione genetica.
Una sequenza sbagliata nella codifica di una proteina ha finito per condizionare gran parte della mia esistenza.

Non sono nato disabile: lo sono diventato. I primi segnali sono comparsi già intorno ai 16 anni, con sbalzi psichici, ansia e depressione.
Poi, verso i 23 anni, sono arrivati i veri sintomi neurologici, fino a ischemie cerebrali, emiparesi e una disabilità pesante.

Il problema non è solo la malattia in sé. Il problema è anche come vieni percepito dagli altri.

Molte persone tendono a scartare chi ha problemi, come se una fragilità fisica o psicologica rendesse automaticamente una persona meno valida, meno desiderabile, meno “funzionante”.
Sembra che nel mondo relazionale tu debba sempre performare: essere stabile, forte, vincente, leggero, rassicurante.
Appena hai un difetto, vieni messo fuori gioco.

Io spesso mi sento percepito in due modi: o come un fantasma, qualcuno che non esiste davvero finché non prova a farsi vedere e si spaventano e sono nervose, oppure come “il povero sfigato”, quello malato, fragile, quasi già condannato.

E questa cosa pesa.
Perché dietro la disabilità non c’è solo un corpo che funziona peggio: c’è una persona che pensa, desidera, soffre, vorrebbe essere amata, vorrebbe vivere una normalità che per gli altri sembra scontata.

Non scrivo questo per fare pena. Lo scrivo perché avevo bisogno di dirlo da qualche parte.
Ciao Caro. Mi dispiace tantissimo della tua condizione e non posso che augurarti il meglio dalla vita.

Io sono su questo forum per capire il punto di vista degli incels, e posso solo consigliarti di non scrivere qui, non è il posto adatto a te, solo tu puoi sapere quello che stai passando e ne parlo con rispetto, ma a mio parere dovresti parlarne con un professionista che possa davvero aiutarti mentalmente, su questo forum non troverai che odio e persone che ormai si sono arrese alla vita nonostante non abbiano i tuoi problemi, ti farai solo del male, sei in una condizione che merita attenzione e non validazioni e approvazione da questo tipo di persone.

Ti auguro di riuscire perlomeno ad accettare che nella vita puoi andare avanti e trovare il tuo posto nonostante la tua condizione, perchè è possibile, non lasciare che quello che stai vivendo si trasformi in odio verso te stesso, verso la società o verso le donne perchè corrode solamente te, sono convinto che ci siano tante persone che possono starti vicino, sii forte.

Un abbraccio
 
Ciao Caro. Mi dispiace tantissimo della tua condizione e non posso che augurarti il meglio dalla vita.

Io sono su questo forum per capire il punto di vista degli incels, e posso solo consigliarti di non scrivere qui, non è il posto adatto a te, solo tu puoi sapere quello che stai passando e ne parlo con rispetto, ma a mio parere dovresti parlarne con un professionista che possa davvero aiutarti mentalmente, su questo forum non troverai che odio e persone che ormai si sono arrese alla vita nonostante non abbiano i tuoi problemi, ti farai solo del male, sei in una condizione che merita attenzione e non validazioni e approvazione da questo tipo di persone.

Ti auguro di riuscire perlomeno ad accettare che nella vita puoi andare avanti e trovare il tuo posto nonostante la tua condizione, perchè è possibile, non lasciare che quello che stai vivendo si trasformi in odio verso te stesso, verso la società o verso le donne perchè corrode solamente te, sono convinto che ci siano tante persone che possono starti vicino, sii forte.

Un abbraccio
Grazie,
Sul punto dei professionisti, purtroppo, ci ho perso molta speranza.

Ne ho provati diversi: psicologi, psichiatri, pubblici e privati, in varie città e perfino fuori regione. Alcuni mi hanno trattato come se fossi ipocondriaco o come se mi inventassi i sintomi, anche dopo diagnosi importanti ricevute in policlinici.
Altri mi hanno dato farmaci che mi sedavano soltanto: mi sentivo uno zombie, e in alcuni casi quei farmaci peggioravano anche i sintomi neurologici, aumentando spasticità e parkinsonismi.

Altri ancora sembravano non sapere cosa fare, oppure rimanevano fermi sempre sugli stessi discorsi, senza riuscire davvero ad aiutarmi.

Per questo faccio fatica a fidarmi ancora e sono disilluso, non perché non voglia essere aiutato, ma perché troppe volte mi sono sentito non capito, minimizzato o gestito male.
 
Grazie,
Sul punto dei professionisti, purtroppo, ci ho perso molta speranza.

Ne ho provati diversi: psicologi, psichiatri, pubblici e privati, in varie città e perfino fuori regione. Alcuni mi hanno trattato come se fossi ipocondriaco o come se mi inventassi i sintomi, anche dopo diagnosi importanti ricevute in policlinici.
Altri mi hanno dato farmaci che mi sedavano soltanto: mi sentivo uno zombie, e in alcuni casi quei farmaci peggioravano anche i sintomi neurologici, aumentando spasticità e parkinsonismi.

Altri ancora sembravano non sapere cosa fare, oppure rimanevano fermi sempre sugli stessi discorsi, senza riuscire davvero ad aiutarmi.

Per questo faccio fatica a fidarmi ancora e sono disilluso, non perché non voglia essere aiutato, ma perché troppe volte mi sono sentito non capito, minimizzato o gestito male.
Non aggiungerò altro perchè non è di mia competenza, posso solo dirti che qui non ci sarà gente disposta ad ascoltarti ma ad usare quello che dici come ennesima prova della narrativa donne brutte e cattive, basta vedere il commento di vaginocentrico
Mi dispiace, oggi scartano se non sei bello o un po' sopra la media, figuriamoci chi ha problemi di salute.
E' davvero questo il tipo di supporto che credi di meritarti? Ok lasciamo da parte quei "professionisti" che non hanno saputo trattare una situazione come la tua, ci sono molti posti sul web tra Reddit e Forum dove sicuramente puoi trovare altri punti di vista, non voglio parlarti di conforto perchè mi è sembrato di capire che non è quello che cerchi, ma comprensione e un tavolo di discussione sicuramente si, e di qualità, non la roba che trovi qui.

Non so la tua situazione finanziaria, ma tramite revolut ho un buono per sessioni a costo agevolato su Unobravo e abbonamento gratis a Headspace, app che ti aiuta nella meditazione (può fare miracoli), sarò più che felice di darteli se vuoi provare a fare un altro tentativo con la psicologia o provare cose nuove che possano aiutarti.
 
Non aggiungerò altro perchè non è di mia competenza, posso solo dirti che qui non ci sarà gente disposta ad ascoltarti ma ad usare quello che dici come ennesima prova della narrativa donne brutte e cattive, basta vedere il commento di vaginocentrico

E' davvero questo il tipo di supporto che credi di meritarti? Ok lasciamo da parte quei "professionisti" che non hanno saputo trattare una situazione come la tua, ci sono molti posti sul web tra Reddit e Forum dove sicuramente puoi trovare altri punti di vista, non voglio parlarti di conforto perchè mi è sembrato di capire che non è quello che cerchi, ma comprensione e un tavolo di discussione sicuramente si, e di qualità, non la roba che trovi qui.

Non so la tua situazione finanziaria, ma tramite revolut ho un buono per sessioni a costo agevolato su Unobravo e abbonamento gratis a Headspace, app che ti aiuta nella meditazione (può fare miracoli), sarò più che felice di darteli se vuoi provare a fare un altro tentativo con la psicologia o provare cose nuove che possano aiutarti.
Fidati quando ti dico che ho provato davvero tante strade: corsi, centri di aggregazione, gruppi protetti del CSM, perfino lo yoga kundalini.

Su Reddit preferisco stendere un velo pietoso: ci sono passato e me ne sono pentito amaramente.

Non cerco necessariamente supporto o soluzioni. In questo momento voglio solo sfogarmi, essere capito e provare a mettere ordine nei pensieri con quel poco di lucidità che mi resta.
 
Benvenuto. Spiace per quello che la fottuta genetica ti ha condannato. Lo andrei a dire a quei cretini dell'"accettati come sei"...purtroppo la vita non è giusta ed essere benvoluti non è un qualcosa di scontato o che ci è dovuto.
Psicologi e psichiatri non servono a niente: solo ad illuderti o drogarti per rimbecillirti.

Forza & coraggio, e copare duro da mane a sera.
 
Salve, ho 28 anni e non ho mai avuto esperienze relazionali nella mia vita.

Quando parlo di “black pill” non mi riferisco tanto all’estetica, ma a qualcosa che per me è ancora più crudele: il determinismo biologico.
Nel mio caso tutto nasce da una malattia neurodegenerativa rara, legata a una mutazione genetica.
Una sequenza sbagliata nella codifica di una proteina ha finito per condizionare gran parte della mia esistenza.

Non sono nato disabile: lo sono diventato. I primi segnali sono comparsi già intorno ai 16 anni, con sbalzi psichici, ansia e depressione.
Poi, verso i 23 anni, sono arrivati i veri sintomi neurologici, fino a ischemie cerebrali, emiparesi e una disabilità pesante.

Il problema non è solo la malattia in sé. Il problema è anche come vieni percepito dagli altri.

Molte persone tendono a scartare chi ha problemi, come se una fragilità fisica o psicologica rendesse automaticamente una persona meno valida, meno desiderabile, meno “funzionante”.
Sembra che nel mondo relazionale tu debba sempre performare: essere stabile, forte, vincente, leggero, rassicurante.
Appena hai un difetto, vieni messo fuori gioco.

Io spesso mi sento percepito in due modi: o come un fantasma, qualcuno che non esiste davvero finché non prova a farsi vedere e si spaventano e sono nervose, oppure come “il povero sfigato”, quello malato, fragile, quasi già condannato.

E questa cosa pesa.
Perché dietro la disabilità non c’è solo un corpo che funziona peggio: c’è una persona che pensa, desidera, soffre, vorrebbe essere amata, vorrebbe vivere una normalità che per gli altri sembra scontata.

Non scrivo questo per fare pena. Lo scrivo perché avevo bisogno di dirlo da qualche parte.
Sei un utente pure di qualche altro gruppo online per caso?
Comunque dispiace, il destino a volte dà delle carte assurde
 
Sembra che nel mondo relazionale tu debba sempre performare: essere stabile, forte, vincente, leggero, rassicurante.
Appena hai un difetto, vieni messo fuori gioco.


Io spesso mi sento percepito in due modi: o come un fantasma, qualcuno che non esiste davvero finché non prova a farsi vedere e si spaventano e sono nervose, oppure come “il povero sfigato”, quello malato, fragile, quasi già condannato.

E questa cosa pesa.
Perché dietro la disabilità non c’è solo un corpo che funziona peggio: c’è una persona che pensa, desidera, soffre, vorrebbe essere amata, vorrebbe vivere una normalità che per gli altri sembra scontata.

Bentrovato!

Mi sono emozionato molto nel leggere il tuo pensiero, condivido tutto ciò che ho scritto.

Io ad esempio sono brutalmente emarginato dalla quasi totalità delle ragazze nella quasi totalità dei contesti sociali: per fortuna nella vita reale alcune mi stimano, come nel mondo virtuale ho conosciuto alcune ragazze genuine mentalmente più aperte. 🙂
Anche quando psicologicamente/caratterialmente si è più autentici, in non pochi contesti sociali si affanno siccome ti vedono debole o come un alieno e quindi sei facilmente scartato e sminuito.


Scrivo di me per dirti che, pur essendo fortunatamente messo meglio di te, ben comprendo quanto ci si senta emarginati, sminuiti e derisi dalle ragazze come da altre persone.
Figurati chi come te ha problemi ben più gravi!

È bello sapere che esistano spazi dove poter condividere il nostro vissuto.
Io ad esempio do molta importanza allo studio per non pensare tanto al marciume esterno! 🙂
 
Fidati quando ti dico che ho provato davvero tante strade: corsi, centri di aggregazione, gruppi protetti del CSM, perfino lo yoga kundalini.

Su Reddit preferisco stendere un velo pietoso: ci sono passato e me ne sono pentito amaramente.

Non cerco necessariamente supporto o soluzioni. In questo momento voglio solo sfogarmi, essere capito e provare a mettere ordine nei pensieri con quel poco di lucidità che mi resta.
sei nel posto giusto fratello, lascia stare fuffologhi che vogliono solo i tuoi soldi, e i gruppi reddit o altri posti dove le persone vogliono solo sentirsi meglio al pensiero che qualcuno messo peggio di loro esista. Spero che tu riesca a rimetterti completamente. Sii forte e non perdere mai il sorriso. Noi siamo qui per te!🙏
 
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