Capodanno per noi brutti nani sfigati è un momento di riflessione, di meditazione, spesso coadiuvata da alcol e pillole, come nel mio caso. Non l'unico, certo, ma quello in cui maggiormente si tirano le somme e a differenza dei bellocci e normaloidi lo si fa con una crudezza, una visceralità dolorosissima, senza edulcorare il tutto con frasi fatte tipo "anno nuovo, vita nuova" o "dal primo gennaio cambio tutto", cogliendo effettivamente quella che è la realtà dei fatti e sospirando un tragico "vaffanculo" tra un salatino di pasta sfoglia con wurstel fatto al forno e un bicchiere di prosecco sgassato aperto da 5 giorni.
Eppure io credo che anche l'incel più sfigato serbi in sé una piccola speranza, una visione di ciò che egli vorrebbe poter essere o avere.
Il mio augurio per quest'anno quindi è il solito, che anche il più brutto possa trovare anche solo una frazione della forza necessaria a poter realizzare i suoi desideri. Anche non tutta, ma almeno quel che basta per non ropare.
Eppure io credo che anche l'incel più sfigato serbi in sé una piccola speranza, una visione di ciò che egli vorrebbe poter essere o avere.
Il mio augurio per quest'anno quindi è il solito, che anche il più brutto possa trovare anche solo una frazione della forza necessaria a poter realizzare i suoi desideri. Anche non tutta, ma almeno quel che basta per non ropare.