Oggi parlavo col mio capo che ha detto di aver visto in TV un servizio sugli hikikomori, e che ha pensato a me. Questo perché io in passato ho fatto due\tre anni da hikikomori, finita la scuola, quando non trovavo lavoro e ho perso tutti i miei (pochi) amici che uno dopo l'altro sparivano a causa di lavoro e fidanzatine varie.
In buona sostanza, lui sosteneva la tesi dello psicologo che parlava in TV (ricordiamoci che gli psicologi sono una delle categorie di persone da mandare nei gulag), ovvero che è colpa dei genitori che non hanno spronato o convinto, anche con la forza, il figlioletto a non diventare hikikomori.
Io invece dico che è colpa della società se uno diventa hikikomori, e quindi non c'è nessuna soluzione a questo problema, i genitori non possono fare niente.
Io per esempio, uscivo di casa solo per fare i colloqui finti che mi inventavo, in realtà andavo al parchetto e giocavo alla PSP sulla panchina, o mi ascoltavo la musica, o vagavo senza meta, e poi dopo 3-4 ore me ne tornavo a casa. Ma io perché facevo questo secondo voi? Perché ero stufo di essere umiliato, solo perché ero timido, magrolino, basso e brutto, tutti i colloqui erano un rituale d'umiliazione assurdo, venivo letteralmente percepito peggio della merda. Fai altri colloqui dice il capo, ma dopo 5 colloqui umilianti cosa fai, dopo 10? Magari dopo 20 colloqui umilianti, cosa fai?
Dopo che sei stato umiliato, annientato, specialmente in quei "colloqui di gruppo" dove il più sfigato parla 4 lingue e ha 10 esperienze lavorative, dove anche la più sgorbia fa l'attrice di teatro o la ballerina, e tu al massimo hai preso il trofeo di platino in Call of Duty, cosa fai? Fai altri 10 colloqui, sapendo che sarà sempre uguale?
Io non credo, farai come ho fatto io, i colloqui finti, e con immensa fatica uscirai dalla cameretta, giocherai alla PSP sulla panchina e poi farai un giretto, poi te ne torni a casa. Umiliazione evitata, no?
E allora lui dice, ti tolgo il computer, internet, e anche il cellulare, e la PSP. Bene, toglimeli, pensi che i miei non l'abbiano fatto? Comunque non uscivo, stavo tutto il giorno a dormire, mica esco di casa se me li togli, là fuori è un inferno, a sto punto se non posso giocare o andare sui chan tutto il giorno, me ne vado a dormire e aspetto la fine.
Allora lui dice, beh, fai volontariato, e se non lo vuoi fare ti obbligo, ti prendo di peso e ti porto a fare il volontario alla croce rossa, e ti lascio là e ti vengo a riprendere alla sera. Ma lui non sa che io anche questo ho provato a fare, e come è andata? Malissimo, perché mi sentivo a disagio, ero il più basso, il più brutto, il più sfigato, il più timido. Portami due volte, alla terza piuttosto che andarci lotto come se mi stessi portando a farmi fucilare.
Insomma, avete capito.
L'hikikomori non lo fa per scelta, non è che uno si sveglia e dice toh, oggi divento hikikomori. Se io domani impazzisco (ipoteticamente) e rapisco un mio collega, e gli dico, bene caro, adesso tu stai chiuso in casa, ma non per sempre, e non ti torturo nè ti faccio morire di fame, ti faccio da mangiare, ti do internet, ti faccio anche da servo, ma non potrai uscire di casa nè contattare nessuno dei tuoi amici per i prossimi trenta giorni. Poi dopo trenta giorni ti libero e torna tutto come prima. Questo resiste una settimana e poi ropa, ve lo posso garantire. Quindi non è assolutamente una scelta diventare hikikomori, lo diventi solo perché l'alternativa è ropare, e non ropi perché hai già subito talmente tante mazzate (soprattutto psicologiche ma anche fisiche) che rinchiuderti in casa è l'unica cosa che ti resta per non ropare. È l'ultima spiaggia per uno che ha perso le speranze ma comunque c'è qualcosa che lo mantiene ancora in vita, e quel qualcosa è la comodità di morire in modo confortevole davanti al computer con la mamma che dopo il colloquio finto ti fa da mangiare.
E la colpa reale di tutto ciò è la società ipercompetitiva, delle NP che se sei basso\brutto non ti cagano ma anzi ti schifano apertamente, dei bellocci che ti bullizzano, dei recruiter che ti guardano come se fossi peggio della merda, dei normaloidi che se sei timido ti cominciano a fare pressioni per farti stare ancora peggio come se a loro venisse qualcosa in tasca a farti desiderare la morte ogni secondo che passa.
Io a sti normaloidi blupillati che ascoltano gli pissicolloghi della minkia che sparano solo cazzate in TV auguro solo una cosa, di non capire mai cosa voglia dire essere hikikomori, veramente, io non ve lo auguro perché per capire cosa vuol dire veramente essere hikikomori bisogna aver passato un periodo lungo (almeno un anno o due) in uno stato fisico e mentale peggiore della morte stessa. Ovviamente io non sto dicendo che è la cosa peggiore al mondo, certo, io non posso capire cosa voglia dire essere rinchiuso in un gulag, però è anche vero che ad un italiano nel 2020+ non succederà mai di essere rinchiuso in un gulag, o comunque è una cosa rarissima, essere hikikomori invece è possibilissimo perché la causa è la società ipercompetitiva stessa in cui viviamo a causarlo, e non è che vengono dei soldati a prelevarti per portarmi in un gulag, uno non ha altra scelta che diventare hikikomori, diventi il carceriere di te stesso perché l'alternativa a fare l'hikikomori è solo una, ovvero ropare, e uno generalmente non vuole ropare, o ancora peggio vuole ropare ma non lo fa per non dare questo dispiacere alla famiglia. Ma la cosa peggiore è che anche se ne esci rimani segnato dal fatto di aver perso anni nel nulla assoluto accumulando danni psichici irreversibili, uno che fa l'hikki e ne esce, come ne sono uscito io, non ne esce per niente illeso e paga il pegno probabilmente per il resto della sua vita. NON È CHE SE LA PRIGIONE TE LA COSTRUISCI DA SOLO SIA POI FACILE USCIRNE!
Per questo, continuate a vivere la vostra vita idilliaca e non sparate cazzate su cose che non capite, anzi siate grati di non poter capire.
Ho finito.
In buona sostanza, lui sosteneva la tesi dello psicologo che parlava in TV (ricordiamoci che gli psicologi sono una delle categorie di persone da mandare nei gulag), ovvero che è colpa dei genitori che non hanno spronato o convinto, anche con la forza, il figlioletto a non diventare hikikomori.
Io invece dico che è colpa della società se uno diventa hikikomori, e quindi non c'è nessuna soluzione a questo problema, i genitori non possono fare niente.
Io per esempio, uscivo di casa solo per fare i colloqui finti che mi inventavo, in realtà andavo al parchetto e giocavo alla PSP sulla panchina, o mi ascoltavo la musica, o vagavo senza meta, e poi dopo 3-4 ore me ne tornavo a casa. Ma io perché facevo questo secondo voi? Perché ero stufo di essere umiliato, solo perché ero timido, magrolino, basso e brutto, tutti i colloqui erano un rituale d'umiliazione assurdo, venivo letteralmente percepito peggio della merda. Fai altri colloqui dice il capo, ma dopo 5 colloqui umilianti cosa fai, dopo 10? Magari dopo 20 colloqui umilianti, cosa fai?
Dopo che sei stato umiliato, annientato, specialmente in quei "colloqui di gruppo" dove il più sfigato parla 4 lingue e ha 10 esperienze lavorative, dove anche la più sgorbia fa l'attrice di teatro o la ballerina, e tu al massimo hai preso il trofeo di platino in Call of Duty, cosa fai? Fai altri 10 colloqui, sapendo che sarà sempre uguale?
Io non credo, farai come ho fatto io, i colloqui finti, e con immensa fatica uscirai dalla cameretta, giocherai alla PSP sulla panchina e poi farai un giretto, poi te ne torni a casa. Umiliazione evitata, no?
E allora lui dice, ti tolgo il computer, internet, e anche il cellulare, e la PSP. Bene, toglimeli, pensi che i miei non l'abbiano fatto? Comunque non uscivo, stavo tutto il giorno a dormire, mica esco di casa se me li togli, là fuori è un inferno, a sto punto se non posso giocare o andare sui chan tutto il giorno, me ne vado a dormire e aspetto la fine.
Allora lui dice, beh, fai volontariato, e se non lo vuoi fare ti obbligo, ti prendo di peso e ti porto a fare il volontario alla croce rossa, e ti lascio là e ti vengo a riprendere alla sera. Ma lui non sa che io anche questo ho provato a fare, e come è andata? Malissimo, perché mi sentivo a disagio, ero il più basso, il più brutto, il più sfigato, il più timido. Portami due volte, alla terza piuttosto che andarci lotto come se mi stessi portando a farmi fucilare.
Insomma, avete capito.
L'hikikomori non lo fa per scelta, non è che uno si sveglia e dice toh, oggi divento hikikomori. Se io domani impazzisco (ipoteticamente) e rapisco un mio collega, e gli dico, bene caro, adesso tu stai chiuso in casa, ma non per sempre, e non ti torturo nè ti faccio morire di fame, ti faccio da mangiare, ti do internet, ti faccio anche da servo, ma non potrai uscire di casa nè contattare nessuno dei tuoi amici per i prossimi trenta giorni. Poi dopo trenta giorni ti libero e torna tutto come prima. Questo resiste una settimana e poi ropa, ve lo posso garantire. Quindi non è assolutamente una scelta diventare hikikomori, lo diventi solo perché l'alternativa è ropare, e non ropi perché hai già subito talmente tante mazzate (soprattutto psicologiche ma anche fisiche) che rinchiuderti in casa è l'unica cosa che ti resta per non ropare. È l'ultima spiaggia per uno che ha perso le speranze ma comunque c'è qualcosa che lo mantiene ancora in vita, e quel qualcosa è la comodità di morire in modo confortevole davanti al computer con la mamma che dopo il colloquio finto ti fa da mangiare.
E la colpa reale di tutto ciò è la società ipercompetitiva, delle NP che se sei basso\brutto non ti cagano ma anzi ti schifano apertamente, dei bellocci che ti bullizzano, dei recruiter che ti guardano come se fossi peggio della merda, dei normaloidi che se sei timido ti cominciano a fare pressioni per farti stare ancora peggio come se a loro venisse qualcosa in tasca a farti desiderare la morte ogni secondo che passa.
Io a sti normaloidi blupillati che ascoltano gli pissicolloghi della minkia che sparano solo cazzate in TV auguro solo una cosa, di non capire mai cosa voglia dire essere hikikomori, veramente, io non ve lo auguro perché per capire cosa vuol dire veramente essere hikikomori bisogna aver passato un periodo lungo (almeno un anno o due) in uno stato fisico e mentale peggiore della morte stessa. Ovviamente io non sto dicendo che è la cosa peggiore al mondo, certo, io non posso capire cosa voglia dire essere rinchiuso in un gulag, però è anche vero che ad un italiano nel 2020+ non succederà mai di essere rinchiuso in un gulag, o comunque è una cosa rarissima, essere hikikomori invece è possibilissimo perché la causa è la società ipercompetitiva stessa in cui viviamo a causarlo, e non è che vengono dei soldati a prelevarti per portarmi in un gulag, uno non ha altra scelta che diventare hikikomori, diventi il carceriere di te stesso perché l'alternativa a fare l'hikikomori è solo una, ovvero ropare, e uno generalmente non vuole ropare, o ancora peggio vuole ropare ma non lo fa per non dare questo dispiacere alla famiglia. Ma la cosa peggiore è che anche se ne esci rimani segnato dal fatto di aver perso anni nel nulla assoluto accumulando danni psichici irreversibili, uno che fa l'hikki e ne esce, come ne sono uscito io, non ne esce per niente illeso e paga il pegno probabilmente per il resto della sua vita. NON È CHE SE LA PRIGIONE TE LA COSTRUISCI DA SOLO SIA POI FACILE USCIRNE!
Per questo, continuate a vivere la vostra vita idilliaca e non sparate cazzate su cose che non capite, anzi siate grati di non poter capire.
Ho finito.
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