Cesare Pavese, la Fine di un Incel

fruttolo999

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Blackpillato
Cesare Pavese e Fernanda Pivano, un amore non corrisposto.

La sua vita fu, fin dall’infanzia, segnata dal dolore con la prematura morte del padre e la malattia della madre.
Pavese non riuscì mai a colmare quel vuoto d’amore
che tanto lo consumava come egli stesso raccontava nelle sue poesie.

Era il 1935 quando un ventiseienne Cesare Pavese lavorò come supplente nel Liceo D’Azeglio di Torino.
Tra i suoi allievi Fernanda Pivano di cui il poeta si innamorerà, fatalmente.

La loro passione comune per lo studio e per la letteratura fece nascere un rapporto di amicizia sempre più intimo
che per Pavese sbocciò in un potente innamoramento. quel tipo di amore che comprende tutto,
dalla bellezza esteriore a quella di mente e spirito.

Fernanda però non ricambia questa intensità di sentimenti,
scriverà nei Diari che l’atteggiamento ambiguo di lui ,
dovuto soprattutto alla timidezza, non la convincevano del tutto.


Cesare Pavese proporrà all’amata Fern di sposarlo.
È il 26 luglio del 1940, ma Fernanda Pivano rifiuta,
così come rifiuterà al secondo tentativo dello scrittore del 10 luglio 1945.

Lei, da anni innamorata dell’architetto Ettore Sottsass, lo sposerà nel 1949, per poi trasferirsi a Milano.....


Cesare Pavese e la scelta della morte:

Sopraffatto e tormentato costantemente “dall’inquieta angoscia”,
Pavese sceglie di ribellarsi ad una vita di delusioni, l’ennesima causata dalla amata Constance Dowling che lo abbandonerà senza spiegazioni;
una vita che non è stata in grado di essere all’altezza di una determinata sensibilità.

È così che il 27 agosto del 1950 Cesare Pavese, solo ancora una volta, decide di morire.
Annientato dalla sofferenza e da quella solitudine
che infimamente si intrufola nella vita delle persone senza lasciare scampo,
Pavese ingerisce una dose letale di sonniferi.



“Non ci si uccide per amore di una donna.
Ci si uccide perché un amore, qualunque amore,

ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla”

Cesare Pavese
 
Ormai è tutto chiaro, credo che anche io prenda lunga pausa....a parte che mi spuntano continue pubblicità di dating che non tollero
 
Cesare Pavese e Fernanda Pivano, un amore non corrisposto.

La sua vita fu, fin dall’infanzia, segnata dal dolore con la prematura morte del padre e la malattia della madre.
Pavese non riuscì mai a colmare quel vuoto d’amore
che tanto lo consumava come egli stesso raccontava nelle sue poesie.

Era il 1935 quando un ventiseienne Cesare Pavese lavorò come supplente nel Liceo D’Azeglio di Torino.
Tra i suoi allievi Fernanda Pivano di cui il poeta si innamorerà, fatalmente.

La loro passione comune per lo studio e per la letteratura fece nascere un rapporto di amicizia sempre più intimo
che per Pavese sbocciò in un potente innamoramento. quel tipo di amore che comprende tutto,
dalla bellezza esteriore a quella di mente e spirito.

Fernanda però non ricambia questa intensità di sentimenti,
scriverà nei Diari che l’atteggiamento ambiguo di lui ,
dovuto soprattutto alla timidezza, non la convincevano del tutto.


Cesare Pavese proporrà all’amata Fern di sposarlo.
È il 26 luglio del 1940, ma Fernanda Pivano rifiuta,
così come rifiuterà al secondo tentativo dello scrittore del 10 luglio 1945.

Lei, da anni innamorata dell’architetto Ettore Sottsass, lo sposerà nel 1949, per poi trasferirsi a Milano.....


Cesare Pavese e la scelta della morte:

Sopraffatto e tormentato costantemente “dall’inquieta angoscia”,
Pavese sceglie di ribellarsi ad una vita di delusioni, l’ennesima causata dalla amata Constance Dowling che lo abbandonerà senza spiegazioni;
una vita che non è stata in grado di essere all’altezza di una determinata sensibilità.

È così che il 27 agosto del 1950 Cesare Pavese, solo ancora una volta, decide di morire.
Annientato dalla sofferenza e da quella solitudine
che infimamente si intrufola nella vita delle persone senza lasciare scampo,
Pavese ingerisce una dose letale di sonniferi.



“Non ci si uccide per amore di una donna.
Ci si uccide perché un amore, qualunque amore,

ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla”

Cesare Pavese
Lei la porca va con il belloccio architetto
 
"Questo è definitivo: tutto potrai avere dalla vita, meno che una donna ti chiami 'il suo uomo'. E finora tutta la tua vita era fondata su questa speranza"
 
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