Com'è stata la vostra gioventù ?

Mi riferisco a quel periodo fondamentale per la costruzione del carattere di un uomo che spazia dai 10-12 anni fino ai 17-18. Parlo in termini generali, non esclusivamente del rapporto con le ragazze. I vostri genitori hanno avuto un ruolo positivo, neutro o hanno contribuito attivamente a rendervi dei reietti sociali inadatti alla vita ?
Io per esempio soffro, tra le altre cose, di personalità evitante perciò preferirei morire anziché far trasparire a terzi, che siano estranei o familiari poco importa, qualsiasi tipo di emozione e fin da piccolo ho imparato in autonomia a gestire, male, i miei bisogni emotivi. Questo mi ha portato a far terra bruciata delle esperienze che la vita potenzialmente mi ha offerto durante quella fase . Effetto palla di neve alcuni lo chiamerebbero.
Ho pochi amici fidati con cui sono cresciuto, con la mia famiglia che mi ha sempre dato sostanzialmente tutto quello di cui avevo bisogno. Il contesto è fondamentale per la crescita futura
 
Io penso che pure i nostri genitori avrebbero avuto bisogno di terapie.
In qualche modo però, sarà per una rigidità di ruoli che oggi manca, sarà per una pressione sociale che "obbligava" a raggiungere la sacra Triade del "lavoro, casa e famiglia"... Sarà... Non so, aggiungi te qualche suggestione... Eppure hanno, in un certo senso, raggiunto più o meno i loro pochi e bestiali, basici obiettivi.
Infatti spesso oltre a questo non hanno niente da offrire come persone. Questa è una provocazione che vale certamente nel mio triste caso.
Ti sei risposto compà, sono cresciuti con le ambizioni che avevano a loro volta i loro genitori che venivano dal dopo guerra, ambizioni che per i nostri nonni erano grandi traguardi ma di facile realizzazione per i nostri genitori, ottenuto ciò non hanno mai avuto altri stimoli esterni, erano per lo più soddisfatti (io sinceramente ne vedo pochi ad aver bisogno di aiuto), noi invece siamo costantemente bombardati da mille robe ed è evidente a tutti che il principale colpevole siano i social.
 
Centrato in pieno, io 35.
Molti della nostra generazione ha avuto conflitti e incomprensioni con i propri genitori, siamo una generazione cresciuta a metà tra due pensieri sull'educazione dei figli, chi ha avuto genitori più conservatori ha fatto poi più fatica a, diciamo, inserirsi nella società, è andata meglio a chi aveva genitori progressisti, che prendevano spunto dalle nuove "regole" di educazione.
Io lo imputo ad altro. Mia madre fece una vita davvero grama. Ha sempre dovuto condividere perfino il letto con i cugini perché ha vissuto in quelle che erano le cosiddette famiglie allargate. Famiglie in cui più fratelli e rispettivi mogli/figli scandivano simultaneamente ogni ora della giornata secondo principi stagionali. Famiglie ultra cattoliche e conservatrici ma nonostante tutto ha ricevuto amore ed è riuscita a darlo. Mio padre ha vissuto meglio e beneficiato del contesto economico tant'è che dalle popolari riuscirono a trasferirsi in area residenziale. Famiglia religiosa ma solo di facciata. Emotivamente non ricevette nulla ed ha dato altrettanto. Per me si tratta solo di avere facoltà di insegnare le emozioni, se non te l'hanno insegnato difficilmente riuscirai a farlo.
 
Per me si tratta solo di avere facoltà di insegnare le emozioni, se non te l'hanno insegnato difficilmente riuscirai a farlo.
Questo sicuramente, tuo padre ne è la dimostrazione (e anche il mio), in questo quelli della nostra generazione han fatto un passo avanti, molti hanno imparato senza ricevere, difficile trovare un 35enne non in grado di "insegnare emozioni" ai propri figli, tra i nostri padri invece la maggior parte non è stato grado.
 
In ogni caso non do colpe alla mia famiglia, la genetica è una lotteria di dadi e crescere in una famiglia tossica sarebbe stato un bonus se fossi stato un malessere chad perché avrei scaricato tutta quella rabbia su altri brutti attraendo molte donne che avrebbero fatto da crocerossina per ripararmi
 
La mia piu' grande preoccupazione era il mio aspetto fisico. Ogni giorno era una battaglia. Tanta paura perche ero terrorizzato di dover andare alla lavagna a scuola. Avevo pure dei piani su come vestirmi in determinati giorni, dipendente da se c'erano materie nelle quali c'era il pericolo di finire alla lavagna. Per quei giorni aveevo vestiti piu' coprenti. Ma non potendo portare il stesso vestito ognigiorno ecco dovevo pianificare un po. Avevo anche paura dei bulli, non tanto paura per essere pestato ma piu' paura per fare una figuraccia di fronte a chi mi conosce non sapendo combattere nell 1:1.

Genitori male, il padre mi accusava di cose "brutte" che non avevo fatto.
 
Fino ai 18 anni ho avuto una vita abbastanza ordinaria, escludendo la mancanza cronica di figa e un padre burbero con cui è sempre stato impossibile rapportarsi. Il problema è stato l'inizio dell'adolescenza perché da lì ho cominciato ad avere contezza che la mia vita era già finita in quanto non possedevo nessuna carta da giocare per avere un minimo di successo, né con le donne né con tutto il resto.
 
Famiglia con alti e bassi, diciamo normale in superficie ma con tratti di i disfunzionalità.
I miei genitori erano buoni, ma sfigati/asociali e con i loro problemi psicologici che hanno pesato inevitabilmente sulla mia formazione.
Costantemente un corpo estraneo nei circoli sociali, freak percepito, ero più maturo della mia età in alcune cose, molto indietro su altre.
Adolescenza di merda, pochissime amicizie, e questo mi pesava molto.
Anche bullismo abbastanza pesante ai primi anni delle superiori.
Le cose si sono sbloccate dopo i 18, il rimpianto è che con un'educazione diversa avrei potuto lavorare sulle mie difficoltà/immaturità invece che trascinarle per anni.
 
Mah... Da bambina, nonostante fossi molto sveglia e brava a scuola e riconosciuta in questo, al di fuori della famiglia mi sentivo costantemente giudicata perché avevo un carattere piuttosto vivace e mi piacevano anche giochi "da maschio". Mi piaceva giocare con le barbie ma anche in piazzetta a calcio con gli altri bambini. Ovviamente tutti maschi. E questa cosa mi faceva sentire "diversa". E le prese in giro non sono mancate.
In famiglia clima sempre teso e molto pesante. Madre remissiva e padre chad che ne combinava/combina di ogni. Sto cercando di perdonarli.
Gli amici li ho sempre avuti e ho anche sempre fatto le cose da normie. Serate, discoteche... ma in adolescenza e fino ai 21 anni vedevo tutte che avevano una cotta diversa al mese e non capivo perché non io.
Poi (meglio tardi che mai) ho capito che avevo sempre guardato nella direzione sbagliata; perché così avevo sempre visto fare e pensavo dovesse valere anche per me.
La presa di consapevolezza è stata un duro colpo. 15 anni fa non era come adesso. Soprattutto se sei nato e cresciuto in un piccolo paese del sud.
Ma alla fine mi son detta che questa è l'unica vita che mi sia stata donata e non avevo voglia di sprecarla. Dunque, con non poche difficoltà ho cercato di avere " il coraggio delle mie emozioni".
Temo ancora il giudizio degli altri? Purtroppo si ma ci sto lavorando.
 
Mah... Da bambina, nonostante fossi molto sveglia e brava a scuola e riconosciuta in questo, al di fuori della famiglia mi sentivo costantemente giudicata perché avevo un carattere piuttosto vivace e mi piacevano anche giochi "da maschio". Mi piaceva giocare con le barbie ma anche in piazzetta a calcio con gli altri bambini. Ovviamente tutti maschi. E questa cosa mi faceva sentire "diversa". E le prese in giro non sono mancate.
In famiglia clima sempre teso e molto pesante. Madre remissiva e padre chad che ne combinava/combina di ogni. Sto cercando di perdonarli.
Gli amici li ho sempre avuti e ho anche sempre fatto le cose da normie. Serate, discoteche... ma in adolescenza e fino ai 21 anni vedevo tutte che avevano una cotta diversa al mese e non capivo perché non io.
Poi (meglio tardi che mai) ho capito che avevo sempre guardato nella direzione sbagliata; perché così avevo sempre visto fare e pensavo dovesse valere anche per me.
La presa di consapevolezza è stata un duro colpo. 15 anni fa non era come adesso. Soprattutto se sei nato e cresciuto in un piccolo paese del sud.
Ma alla fine mi son detta che questa è l'unica vita che mi sia stata donata e non avevo voglia di sprecarla. Dunque, con non poche difficoltà ho cercato di avere " il coraggio delle mie emozioni".
Temo ancora il giudizio degli altri? Purtroppo si ma ci sto lavorando.
Domanda per te: ma è vero che per le donne è più facile fare coming out rispetto agli uomini? Sarà un sacco che conosco un sacco di ragazze bisex e lesbiche, ma non ho praticamente contatti stretti con un ragazzo/uomo gay?
 
Domanda per te: ma è vero che per le donne è più facile fare coming out rispetto agli uomini? Sarà un sacco che conosco un sacco di ragazze bisex e lesbiche, ma non ho praticamente contatti stretti con un ragazzo/uomo gay?
Se intendi con la famiglia, credo sia molto soggettivo. Io non ho avuto problemi ma ad esempio una mia amica è stata portata dall'esorcista 🤣
 
Una merda, mi sto riprendendo ora a 26 anni. Ho mollato in 3 superiore poi ho finito in scuola privata. Fino ai 20 anni ero ignorante come la merda, ho cultura da autodidatta. Mai avuto una ragazza, solo escort. L'adolescenza l'ho passata a fumare canne. Mio padre assente, mia madre iperprotettiva, mi sento il prolungamento di mia mamma.
cazzo uguale, ed ero schizoide pure io (ancora adesso ho dei residui)
 
Non ho mai avuto amici in gioventù, ho cominciato i primi pensieri suicidi a 14 anni che non mi hanno mai abbandonato. Non ho mai avuto un singolo momento di felicità.
 
I miei sono sempre stati parecchio protettivi, però credo che la grande causa del mio mentalcellismo sia stato sopratutto andare a scuola fuori dal mio paese e la problematica familiare (non legata a me) che ho avuto dalla fine delle elementari all'inizio delle superiori, che mi ha obbligato a stare abbastanza isolato dagli altri ed ha messo molta pressione anche su di me.
Poi è stato anche un mix di amici terribili e che sfruttavano la mia natura buona e gentile.
Sono sempre stato da solo, mi sono sempre sentito diverso ed escluso da tutti gli altri ragazzini della mia età.
Sono anche stato un ragazzino abbastanza precoce e ho sofferto parecchio nel vedere i chaddini e i ragazzini della mia età avere esperienze con ragazze mentre io non avevo nessuno, seppur probabilmento lo desiderassi molto più di loro.
Mi sono sempre sentito indietro su tutto, e tutt'ora non mi sento al passo con gli altri, anche se fattualmente supero molte persone per mente e abilità.
Probabilmente sono autistico, ma mai diagnosticato, sennò non riesco a spiegarmi i miei comportamenti e la mia incapacità, soprattutto nel passato, di interfacciarmi con gli altri.
Anche oggi faccio fatica a fidarmi degli altri perchè penso vogliano prendermi in giro o approfittarsi di me.

Non ho un buon ricordo della mia infanzia, tranne che per certi dettagli, e di sicuro sto meglio ora.
 
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