Riassunto:
• Nicolás Maduro sostiene che la democrazia venezuelana è diversa da tutte le altre perché non è fatta per le élite ma per la maggioranza della popolazione.
• Maduro descrive le democrazie degli altri paesi come classiste e orientate a favorire pochi privilegiati, mentre in Venezuela ciò che è giusto coincide con ciò che è buono per tutto il popolo.
• Secondo Maduro, il progetto rivoluzionario bolivariano è in permanente cambiamento per adattarsi alle nuove esigenze della gente, come nel caso della lotta contro la violenza ostetrica e il maschilismo nel sistema sanitario.
• Maduro rivendica che i governi chavisti hanno promosso il pieno impiego e hanno creato il piano Chamba Juvenil per garantire lavoro ai giovani tramite il carnet de la patria.
• Maduro presenta il piano Gran Misión Vivienda come risposta all’ingiustizia abitativa, con oltre due milioni di case costruite e l’obiettivo di arrivare a cinque milioni.
• Maduro annuncia un nuovo piano di Sicurezza Sociale per ristabilire la qualità di educazione e salute che il Venezuela aveva prima della cosiddetta guerra economica, sostenuto da un’economia produttiva e stabile.
• Maduro difende la creazione del petro, la prima criptovaluta garantita da risorse naturali, come risposta al blocco economico imposto da Stati Uniti ed Europa.
• Maduro afferma che l’economia deve essere al servizio del popolo e non viceversa, e che un’economia basata sulla speculazione genera fame per il popolo e benefici per l’impero.
• Maduro definisce la democrazia venezuelana come una democrazia di “panas” (amici), in cui la Patria include anche chi la pensa diversamente, e assicura elezioni pulite per il 20 maggio con la partecipazione di altri quattro candidati.
• Maduro contrappone la sua democrazia popolare alla presunta arroganza delle élite che avrebbero trasformato il popolo in populismo, rivendicando un modello bolivariano, latinoamericano, africano e indigeno radicato in Bolívar e Chávez.