ImperfettaForma
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Il titolo è in realtà un imperativo; però ho aggiunto un punto interrogativo perché è anche una domanda provocatoria.
Premessa
So quanto possa sembrare una discussione fuori luogo questa, in un ambiente come questo; trattare argomenti filosofici nel forum dei brutti è come parlare di filosofia a chi sta morendo di fame e chiede del pane.
Eppure molti thread in realtà sono più filosofici di quanto non sembrino a prima vista…
Fine premessa
Secondo alcune filosofie l’obiettivo finale della ruota delle nascite e delle morti è il “conosci te stesso”
Conoscere sé stessi significa essere consapevoli delle ragioni più sepolte nell’animo che ci spingono ad agire e a reagire in un certo modo.
La scoperta del nostro vero io porterebbe all’interruzione del ciclo continuo vita/morte; se non ci si arriva con l’auto indagine, sono necessarie più esperienze per raggiungere l’obiettivo.
Il conoscere sé stessi significa chiedersi perché abbiamo detto o fatto quella cosa, o abbiamo reagito in un certo modo a un evento, spogliandoci nell’analisi da tutto ciò che è l’educazione, la cultura e i condizionamenti sociali. È un po’ come in una analisi industriale delle non conformità, ma in questo caso non conta arrivare alla causa radice perché alcune sono ben nascoste; conta provarci e farlo sinceramente senza cercare scuse.
A volte emergerà un io in linea con l’opinione che si ha di sé; a volte invece si resterà delusi o sconvolti dalla scoperta perché ci si accorgerà di essere peggiori di quanto ci si immaginava.
Però il quadro aiuterà a capire chi si è veramente
Premessa
So quanto possa sembrare una discussione fuori luogo questa, in un ambiente come questo; trattare argomenti filosofici nel forum dei brutti è come parlare di filosofia a chi sta morendo di fame e chiede del pane.
Eppure molti thread in realtà sono più filosofici di quanto non sembrino a prima vista…
Fine premessa
Secondo alcune filosofie l’obiettivo finale della ruota delle nascite e delle morti è il “conosci te stesso”
Conoscere sé stessi significa essere consapevoli delle ragioni più sepolte nell’animo che ci spingono ad agire e a reagire in un certo modo.
La scoperta del nostro vero io porterebbe all’interruzione del ciclo continuo vita/morte; se non ci si arriva con l’auto indagine, sono necessarie più esperienze per raggiungere l’obiettivo.
Il conoscere sé stessi significa chiedersi perché abbiamo detto o fatto quella cosa, o abbiamo reagito in un certo modo a un evento, spogliandoci nell’analisi da tutto ciò che è l’educazione, la cultura e i condizionamenti sociali. È un po’ come in una analisi industriale delle non conformità, ma in questo caso non conta arrivare alla causa radice perché alcune sono ben nascoste; conta provarci e farlo sinceramente senza cercare scuse.
A volte emergerà un io in linea con l’opinione che si ha di sé; a volte invece si resterà delusi o sconvolti dalla scoperta perché ci si accorgerà di essere peggiori di quanto ci si immaginava.
Però il quadro aiuterà a capire chi si è veramente