Gilles de Rais
Member
La farò breve, non sono tipo da restare costantemente attivo sui forum, due giorni scrivo e altri due mesi no, però ora come ora sento il bisogno di comunicare un mio disagio a persone che penso possano comprenderlo appieno, o forse non ci saremmo ritrovati tutti qui.
ultimamente nella mia zona si sta svolgendo un evento molto importante a livello europeo, la mia città è stracolma di stranieri, e non vi dico il numero di np balcane che vedo passeggiare in mutande sotto casa, o il chiasso dei turisti che devo sopportare fino al mattino, e ad esser sincero queste cose mi danno anche un po' fastidio. anzi, molto fastidio.
tantissimi ragazzi italiani che ho beccato sono riusciti a rimorchiare decine di straniere in pochi giorni, tutti i conoscenti descrivono questa situazione come se fosse una manna dal cielo, si sta svolgendo uno scambio culturale enorme in una piccolissima area e anche le attività commerciali ne guadagnano tantissimo. eppure, perché a me dà fastidio?
io, a differenza dei ragazzi "normali" non sono mai uscito la sera, non ho mai partecipato alle feste che ogni giorno si tengono qui, non ho approcciato nemmeno una tipa nonostante il mio lavoro consiste proprio nel comunicare con loro, non sono riuscito a integrarmi con i colleghi, non mi sono divertito, non ho fumato o bevuto se non da solo alle 3 di notte sul balconcino di casa, ma, più di tutto, non ho ancora compreso cosa si prova ad essere un ragazzo "normale", insomma il classico chad lite che almeno una a serata la rimorchia, o anche semplicemente una persona più estroversa, ma, ahimè, sto notando ultimamente come la società tenda gradualmente ad eliminare la diversità. noi incel purtroppo siamo questo, dei diversi, dei "deviati" secondo il principio morale comune, poiché per chiunque npc, possedere più introspezione e consapevolezza rispetto all'average normie è considerato anormale e dannoso. mai prima di questo esatto periodo storico l'uomo è stato così alienato.
con questo piccolo sfogo volevo soltanto confrontarmi con persone che magari se la passano come me, che siano in grado, in qualche modo, di comprendere questo fortissimo disagio sociale che impedisce a molti uomini di coltivare vere e proprie relazioni umane.
è vero, da soli si sta benissimo, ma certe volte diventa soffocante.
ultimamente nella mia zona si sta svolgendo un evento molto importante a livello europeo, la mia città è stracolma di stranieri, e non vi dico il numero di np balcane che vedo passeggiare in mutande sotto casa, o il chiasso dei turisti che devo sopportare fino al mattino, e ad esser sincero queste cose mi danno anche un po' fastidio. anzi, molto fastidio.
tantissimi ragazzi italiani che ho beccato sono riusciti a rimorchiare decine di straniere in pochi giorni, tutti i conoscenti descrivono questa situazione come se fosse una manna dal cielo, si sta svolgendo uno scambio culturale enorme in una piccolissima area e anche le attività commerciali ne guadagnano tantissimo. eppure, perché a me dà fastidio?
io, a differenza dei ragazzi "normali" non sono mai uscito la sera, non ho mai partecipato alle feste che ogni giorno si tengono qui, non ho approcciato nemmeno una tipa nonostante il mio lavoro consiste proprio nel comunicare con loro, non sono riuscito a integrarmi con i colleghi, non mi sono divertito, non ho fumato o bevuto se non da solo alle 3 di notte sul balconcino di casa, ma, più di tutto, non ho ancora compreso cosa si prova ad essere un ragazzo "normale", insomma il classico chad lite che almeno una a serata la rimorchia, o anche semplicemente una persona più estroversa, ma, ahimè, sto notando ultimamente come la società tenda gradualmente ad eliminare la diversità. noi incel purtroppo siamo questo, dei diversi, dei "deviati" secondo il principio morale comune, poiché per chiunque npc, possedere più introspezione e consapevolezza rispetto all'average normie è considerato anormale e dannoso. mai prima di questo esatto periodo storico l'uomo è stato così alienato.
con questo piccolo sfogo volevo soltanto confrontarmi con persone che magari se la passano come me, che siano in grado, in qualche modo, di comprendere questo fortissimo disagio sociale che impedisce a molti uomini di coltivare vere e proprie relazioni umane.
è vero, da soli si sta benissimo, ma certe volte diventa soffocante.