i suicidi vanno all inferno?

NELL'ISTIGAZIONE AL SUICIDIO, IL REATO SI REALIZZA SOLO DAL MOMENTO IN CUI LA VITTIMA SI É SUICIDATA DAVVERO; NON ESISTE IL REATO DI TENTATA ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. @Pezzottato
 
Io parto dal presupposto che l'inferno e il paradiso sono solamente dei concetti inventati e propagandati dalla religione e che, ovviamente, non esistono. Bisogna basarsi esclusivamente sulla scienza e sulla medicina cui, secondo loro, una volta morti, la coscienza viene spenta definitivamente, e, una volta cessata la cosicenza, si torna, c'è il nulla: noi non saremo in grado di provare nessun tipo di sentimento che sia positivo o negativo, nessun senso sensoriale niente di niente, noi non proveremo e non vedremo niente. Praticamente si torna ad una condizione di non-esistenza cui, d'altronde, era stata prima della nostra nascita. E, una cosa importante, il dopo-morte è uguale per tutti quindi sia per chi muore per una malattia, sia per chi muore per un incidente, chi per omicidio o chi per suicidio, sia per chi ha fatto peccati e sia per chi è stato il più santo di tutti, è uguale per tutti! Poi c'è chi teme di parlare male di una persona ormai defunta perché possa "sentire", no ragazzi, quella persona non è più cosciente non saprà più nulla di noi o di cosa pensiamo o parliamo di lui.
Dopo ciò cosa ne penso io? Penso che una condizione di non-esistenza sia decisamente migliore ad una condizione di non-vita alla quale io sto vivendo fatta di solitudine sia in fatto di amicizie e sia in ambito sentimentale.
 
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