Il mio Mondo di fuoco e di rassegnazione.
Sono qui, nel luogo grande, nel luogo pieno di ciò che possiamo chiamare vita, ma una esistenza futile, prospera al consumo.
Sono in un centro commerciale, così viene chiamato, grosso, una giungla piena di animali, prede e predatori, qui ciò che nella società chiamiamo moneta o potere d'acquisto, qui è sopravvivenza, qui è la forza, qui è il limite.
Sono qui, nella terra chiamata Emilia Romagna, nella pianura padana, conca dell'Italia, il luogo più inquinato dell'Europa, il caldo, l'afa, premono sui muri ebolizzando ogni goccia d'acqua, l'umidità preme ed è pesante come una montagna, il sudore bagna la nostra pelle, esso non rinfresca ci crea ulteriore disagio, noi, vestiti di tutto punto rispettando stili che ci vengono imposti, come briciole di pane agli schiavi. Viviamo con delle catene di pregiudizi, e dobbiamo rispettare canoni, che ci fanno soffrire.
Il sudore bagna la nostra pelle, noi lo nascondiamo, ci proviamo sorridiamo quando dovremmo vestirci e nasconderci all'ombra.
Mangio ciò che posso permettermi, pollo fritto, pieno di proteine e grassi, bevanda zuccherata senza fondo, che disseta la mia pelle e mi riempie di zuccheri, che mi scalderanno, mangio ciò che poi mi darà forza, ho camminato, ho faticato ma questo cibo mi riscalda, non mi rinfresca.
Ho speso, come se avessi preso 4 volte il cibo che ho ordinato, questo costo pesa sulla mia psiche.
L'inflazione è la fame nascosta, nascosta da quella banconota in più che abbiamo nel portafoglio, la spendiamo come se fosse normale, ma dentro è come se togliessimo un osso della nostra pelle.
Uomini, giovani uomini che devono mostrare virilità e abbondanza, nascondono il fatto che i soldi mancano, comprano vestiti costosi per esaltare status che ora riteniamo normali, quando sono d'élite.
Giovani donne che vogliono mantenere la linea, nascondo la fame che le morde.
Ogni cosa qui, ogni cosa costa di più, fra gli ultimi in Europa, ogni cosa qui costa fatica, ma non fatica fisica.
Il peggio, fatica mentale
Ci siamo evoluti per cacciare, la nostra mente era libera il nostro corpo agiva, ora invece siamo, guerrieri mentali, Lottiamo contro l'ansia, la nascondiamo, nascondiamo le nostre insicurezze ma loro rimangono lì a premere.
Ci mostrano che l'unico modo per vivere una vita piena, è spendere, consumare, produrre e distruggere, non conosciamo altro, non beviamo l'acqua la compriamo, e il problema è che non abbiamo i soldi, non che tutto è in vendita.
Ci lasciano al sole, ci fanno assetare e poi vendono l'acqua, e ci sentiamo male se non abbiamo abbastanza soldi per 2 bottigliette, ma solo per una.
Ci sforziamo di guadagnare, il paradosso, tutto è perfetto per spendere, tutto è portato a spendere, ma quando si vuole guadagnare, tutto diventa complicato.
I nostri sforzi, non possono placare il desiderio che abbiamo, non può placare la nostra ansia sociale, perché i frutti del nostro lavoro, non sono abbastanza.
E ci troviamo qui, con aria artificiale che ci rinfresca, con passioni indotte, con stili e comportamenti non nostri.
Combattiamo una guerra, che non siamo pronti a combattere, combattiamo tutti i giorni e fingiamo di non farlo.
Come siamo arrivati qui? Come siamo arrivati ad esserci abituati all'abbondanza, tanto da soffrire pian piano perché sta mancando?
Da non trovare equilibrio
E rimanere legati a questa cima che ci porta nel Fondo, attaccata ad una nave che sta affondando, e noi qui a tenere la cima, che brucia le nostre mani.
Abbiamo perso l'equilibrio, non ascoltiamo più il nostro corpo, siamo strumenti del capitalismo, siamo strumenti dell'abbondanza di pochi.
Come può essere che un luogo, di gioia che tanto ricordiamo bene da bambini, sia diventato una giungla, dove bisogna combattere e soffrire?
Cercavamo l'ombra, e ci bastava ora cerchiamo l'aria condizionata
Siamo maledetti.
Sono qui, nel luogo grande, nel luogo pieno di ciò che possiamo chiamare vita, ma una esistenza futile, prospera al consumo.
Sono in un centro commerciale, così viene chiamato, grosso, una giungla piena di animali, prede e predatori, qui ciò che nella società chiamiamo moneta o potere d'acquisto, qui è sopravvivenza, qui è la forza, qui è il limite.
Sono qui, nella terra chiamata Emilia Romagna, nella pianura padana, conca dell'Italia, il luogo più inquinato dell'Europa, il caldo, l'afa, premono sui muri ebolizzando ogni goccia d'acqua, l'umidità preme ed è pesante come una montagna, il sudore bagna la nostra pelle, esso non rinfresca ci crea ulteriore disagio, noi, vestiti di tutto punto rispettando stili che ci vengono imposti, come briciole di pane agli schiavi. Viviamo con delle catene di pregiudizi, e dobbiamo rispettare canoni, che ci fanno soffrire.
Il sudore bagna la nostra pelle, noi lo nascondiamo, ci proviamo sorridiamo quando dovremmo vestirci e nasconderci all'ombra.
Mangio ciò che posso permettermi, pollo fritto, pieno di proteine e grassi, bevanda zuccherata senza fondo, che disseta la mia pelle e mi riempie di zuccheri, che mi scalderanno, mangio ciò che poi mi darà forza, ho camminato, ho faticato ma questo cibo mi riscalda, non mi rinfresca.
Ho speso, come se avessi preso 4 volte il cibo che ho ordinato, questo costo pesa sulla mia psiche.
L'inflazione è la fame nascosta, nascosta da quella banconota in più che abbiamo nel portafoglio, la spendiamo come se fosse normale, ma dentro è come se togliessimo un osso della nostra pelle.
Uomini, giovani uomini che devono mostrare virilità e abbondanza, nascondono il fatto che i soldi mancano, comprano vestiti costosi per esaltare status che ora riteniamo normali, quando sono d'élite.
Giovani donne che vogliono mantenere la linea, nascondo la fame che le morde.
Ogni cosa qui, ogni cosa costa di più, fra gli ultimi in Europa, ogni cosa qui costa fatica, ma non fatica fisica.
Il peggio, fatica mentale
Ci siamo evoluti per cacciare, la nostra mente era libera il nostro corpo agiva, ora invece siamo, guerrieri mentali, Lottiamo contro l'ansia, la nascondiamo, nascondiamo le nostre insicurezze ma loro rimangono lì a premere.
Ci mostrano che l'unico modo per vivere una vita piena, è spendere, consumare, produrre e distruggere, non conosciamo altro, non beviamo l'acqua la compriamo, e il problema è che non abbiamo i soldi, non che tutto è in vendita.
Ci lasciano al sole, ci fanno assetare e poi vendono l'acqua, e ci sentiamo male se non abbiamo abbastanza soldi per 2 bottigliette, ma solo per una.
Ci sforziamo di guadagnare, il paradosso, tutto è perfetto per spendere, tutto è portato a spendere, ma quando si vuole guadagnare, tutto diventa complicato.
I nostri sforzi, non possono placare il desiderio che abbiamo, non può placare la nostra ansia sociale, perché i frutti del nostro lavoro, non sono abbastanza.
E ci troviamo qui, con aria artificiale che ci rinfresca, con passioni indotte, con stili e comportamenti non nostri.
Combattiamo una guerra, che non siamo pronti a combattere, combattiamo tutti i giorni e fingiamo di non farlo.
Come siamo arrivati qui? Come siamo arrivati ad esserci abituati all'abbondanza, tanto da soffrire pian piano perché sta mancando?
Da non trovare equilibrio
E rimanere legati a questa cima che ci porta nel Fondo, attaccata ad una nave che sta affondando, e noi qui a tenere la cima, che brucia le nostre mani.
Abbiamo perso l'equilibrio, non ascoltiamo più il nostro corpo, siamo strumenti del capitalismo, siamo strumenti dell'abbondanza di pochi.
Come può essere che un luogo, di gioia che tanto ricordiamo bene da bambini, sia diventato una giungla, dove bisogna combattere e soffrire?
Cercavamo l'ombra, e ci bastava ora cerchiamo l'aria condizionata
Siamo maledetti.
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