Il dono del nulla

Caduca

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E così il figlio andò dal padre e gli disse: "Padre, non ho nulla da mangiare. Guai a me, dammi ciò di cui ho bisogno."
E così padre gli diede uno scalpello di ferro e gli disse: "Vai nel mondo e il <Costruttore> ti permetterà di raccogliere i frutti del tuo lavoro".

Il giorno dopo il figlio andò dal padre e gli disse: "Padre, guai a me, non riesco a fare niente con questo scalpello, dammi ciò che mi serve".
E il padre gli diede un martello di legno pregiato e di metallo, dicendogli: "Vai nel mondo e il <Costruttore> ti permetterà di raccogliere i frutti del tuo lavoro".

E così il figlio tornò dal padre e gli disse: "Padre, guai a me, non posso mangiare queste, né posso usarle per pescare i pesci o per raccogliere il grano, dammi ciò di cui ho realmente bisogno".
E il padre aprì la mano del figlio e gli disse: "Il <Costruttore> ti ha permesso di raccogliere i frutti del tuo lavoro, cioè niente".
 
Impara l' arte e mettila da parte
In poche parole sì.

Il lavoro ha un valore, nulla (il cibo qui) si ottiene per magia, e gli strumenti sono solo mezzi, non fini; responsabilità personale: nessuno, nemmeno un padre, può sostituirsi completamente al figlio, se lui non impara, resterà con “niente”.

Infine una critica all'attesa passiva: chi aspetta che gli altri gli diano già pronto ciò che vuole, finirà col non avere nulla.

Viviamo in un sistema che fornisce strumenti ma non garantisce che questi portino automaticamente a risultati concreti (come un lavoro stabile o una vita dignitosa).
L'amara verità: la società non sempre ti “nutre”, anzi, la realtà è brutale: raccogli solo i frutti del tuo lavoro, e a volte questi frutti sono scarsi o nulli.

Nulla di nuovo eh per carità cose che già conosciamo, qui abbiamo un'oscillazione tra una visione redpill e blackpill in chiave "biblica", mi è sembrato un buono spunto in cui molti qui possono rivedersi.
 
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