In principio, con quale scopo nacque questo forum?

c e da sempre stata una pesante componente psicologica e non è vero che prima erano tutti brutti
almeno da quando ho scoperto il posto io nel 2014

lo stesso zoccolo duro che poi si e spostato su rami secchi non era composto solo da brutti anzi ho visto la foto di diversi di questi ed erano tutti tra il 5.5 e il 6.5 quindi non brutti

e inoltre erano all ordine del giorno storie come vado sui marciapiedi e ridono di me oppure cambiano strada..
tutte cose molto più compatibili con manie di persecuzione e altri problemi mentali e di bassissima autostima e che non c entravano con una effettiva bruttezza vera

anzi per assurdo i piu brutti in assoluto sono quelli che venivano e se ne andavano subito o si sono fatti una vita bene o male. chi lavorativamente parlando chi si e anche sposato ecc

il forum attualmente è a stampo redpill.. per passare il tempo sfogarsi ecc. non intende rappresentare ne la blackpill ne gli incel

si non l ho creato io e ne sono fiero, e maledico ogni giorno in cui ho messo piede qua dentro e grazie anche alla disonestà dello staff di forumfree (che hanno mantenuto anche recentemente con le loro mosse di cancellare il forum e clonarlo dove faceva comodo e impedendo a noi di recuperare le discussioni, del resto sono greci che ti aspetti da quelli) che tutto questo è stato reso possibile. sicuramente sarei stato redpillato anche senza forum e avrei anche vissuto meglio.

ma per quello che ho visto io c'è una fortissima componente psicologica da sempre.. come detto prima.. si faceva prima a chiamarlo manicomio onlihne che forum dei brutti.. anche spermalat dice che è brutto io non l ho mai visto ma chi l ha visto dice di no che è normale quindi.. questo spiega tutto..

ci sono forti difficoltà a livello psicologico famigliare e anche di essere sfigati
Forse hai ragione tu pero' quando un uomo di "livello" fisico inferiore o addirittura pari ad una donna tenta di instaurare qualcosa viene facilmente respinto, questo e' innegabile come e' vero che,escludendo casi limite o cmq casi dove ci sono delle problematiche psicologiche sbbastanza evidenti di base, l'aspetto fisico influisce sul modo di porti, di parlare e di fare ragionamenti perche' si sa che cmq l'aspetto fisico e' un biglietto da visita e lo sa bene anche lui stesso...sa che quando parla, quando ragiona ha un fascino diverso rispetto alla media e questo paradossalmente lo favorisce ancor di piu' perche' l'ansia e' inesistente e risulta ancor piu' spontaneo e naturale anzi si compiace di come parla e gesticola ...se si presenta uno col nasone e la faccia quadrata a parlare con una donna nemmeno ci si avvicina figuriamoci parlarci
 
Alla fine l'unica verità è la black pill, anche M e S, così come L, sono parametri che non sono sotto il nostro controllo. Su questo forum almeno si può parlare in modo trasparente di certe tematiche senza doversi sorbire il buonismo dei normie. Al lavoro le carampane con cui mi tocca avere a che fare fanno sempre allusioni al fatto che dovrei trovare una ragazza. Quando provo a giustificarmi spiegando che non c'è speranza, dato che ormai sono vecchio come il cucco e che sono sotto soglia, mi guardano stralunate. Ho capito che le persone, in particolare le donne, non si fanno mai domande sui meccanismi che regolano il funzionamento della realtà, semplicemente vivono e le cose accadono senza sforzo. Farsi amare non è una battuta di caccia, non deve mai essere troppo impegnativo e difficile. Se passano gli anni e non capitano occasioni di sesso o relazioni, vuol dire che si è nati sotto una stella infausta per ciò che riguarda l’amore e che ogni sforzo sarà vano. Tutto è deciso alla nascita. Se bisogna arrovellarsi sul perché non si piace, è già finita in principio. Infatti, si capisce precocemente se la propria vita ha potenziale o meno; se alle medie o alle superiori non si batte chiodo, non si batterà chiodo nemmeno in futuro, si è nati sfigati e non c’è molto altro da fare. Chi ha successo con le donne ed è brillante socialmente non ha dovuto seguire decine di “lezioni di rimorchio” da parte di sedicenti coach o andare per 10 anni dallo psicologo per ottenere competenze sociali che risultano naturali persino agli scimpanzé.

Bisogna accettare che per alcuni individui le aspirazioni fondamentali della vita, come acquisire una ricchezza significativa, raggiungere uno status elevato o avere una relazione sentimentale, non sono solo difficili da realizzare, sono fondamentalmente e permanentemente irraggiungibili. Non si tratta di sfortuna, di una strategia sbagliata o di una battuta d’arresto temporanea, è una parte intrinseca e immutabile della loro identità e del loro destino, immutabile come la loro altezza o il colore degli occhi. Sono nati sotto la “stella dei falliti”.

In un mondo giusto o logico, cause specifiche (sforzo intenso, acquisizione di competenze, lavoro disciplinato) porterebbero a effetti proporzionali (successo, riconoscimento, ricompense). Per il fallito questo rapporto causa-effetto è spezzato: egli può allenarsi con dedizione e finire per giocare a calcio peggio di un Pinco Pallino qualunque che non si è mai allenato in vita sua; può studiare uno strumento musicale e dopo anni suonare come se avesse appena preso in mano lo strumento; può intraprendere un percorso di studi universitario e, nonostante lo studio costante, laurearsi con un voto nettamente inferiore rispetto ad un coetaneo che non si è mai impegnato più di tanto, ma ha un QI superiore al suo.

Definiamo dunque due percorsi di vita:

Percorso A (miglioramento personale): una vita di disciplina, duro lavoro e sforzi incessanti. Risultato: seghe, solitudine e povertà.

Percorso B (accettazione edonistica): una vita di gratificazione immediata (giocare ai videogiochi, guardare film, mangiare cibo spazzatura, ecc.). Risultato: seghe, solitudine e povertà.

Poiché il risultato finale è identico, la variabile è il percorso: il percorso A è pieno di stress e frustrazione; il percorso B è pieno di piacere immediato. L’unica scelta razionale è il percorso B. Scegliere la via più impervia per ottenere il medesimo risultato negativo è illogico e masochistico.

D’altronde il mondo è strutturato come una piramide. Perché vi siano vincitori in cima, devono esserci falliti alla base. Tale gerarchia non è un’anomalia, è una caratteristica intrinseca della realtà. Essa crea l’attrito, il conflitto e le disparità che guidano l’azione nel mondo: le guerre, la criminalità, la competizione, il dramma. Un mondo in cui tutti avessero successo, fossero felici e benestanti sarebbe un’utopia statica, noiosa e insostenibile. Il fallito non è una vittima fortuita di questo sistema, ne è una componente fondamentale in quanto il suo fallimento è ciò che permette al successo altrui di avere un significato. È lo “sterco” da cui crescono i “fiori” che costituiscono la crema della società. Pertanto, l’unica risposta sensata è scegliere consapevolmente e deliberatamente la via di minor resistenza, smettere di lottare per ciò che è irraggiungibile, rifiutare la pressione sociale ad “essere la versione migliore di sé”, accogliere il decadimento, cercare piaceri effimeri, anestetizzare il dolore dell’esistenza con le distrazioni più disparate. Il fallito, comunque, non ha nulla da perdere dato che da quando è venuto al mondo non ha mai avuto alcun potenziale.
esattamente il percorso B ho scelto .
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Dico la mia

Avendo oramai una certa età ho visto l'evolversi delle situazioni negli anni ....oserei oramai dire nei decenni.

Socialmente il fenomeno redpill/blackpill incell è già iniziato nei primi anni 2000....ma in maniera differente.

Agli albori il tutto è stato mascherato dal boom di siti e forum di seduzione che in questi primi anni promettevano di raggiungere traguardi a costo di numerosi due di picche ai quali rispondere sempre con il sorriso ed una mentalità positiva e forte.

Descrizioni e report di utenti che passavano le serate a fermare donne sconosciute, a volte in modo ossessivo, con risultati quasi sempre nulli.

Pian piano l'utente medio si accorgeva dell'inganno di passare la vita provandoci senza risultati rispetto a chi senza fare nulla o facendo poco otteneva tutto.

Oggi è venuta a galla la realtà da tempo mascherata.

Guarda a caso i siti sulla seduzione classica e bluepillata si sono svuotati, mentre quelli a tematiche Red/blackpill si sono riempiti!

L'utente medio di siti di seduzione e redpill in realtà è sempre lo stesso, ovvero chi ha difficoltà con l'altro sesso e cerca una via di uscita.

Chi non ha o aveva difficoltà non frequenta né uno né l'altro!

Se tutti quelli che vogliamo chiamare seduttori sono passati dalla barricata incel un motivo ci sarà?

Quindi da cosa nasce questo forum a mio avviso?

Nasce dalla consapevolezza del quotidiano, e del peggioramento della situazione per l'utente medio, perché sì....è chiaro....la situazione sta peggiorando!

Se agli inizi questo problema era evidente solo ai "brutti" ora è cosa anche dei "normaloidi"

Inutile prendersela con chi è magari anche normocarino e sta qui! Probabilmente è entrato con la consapevolezza che il problema sta cominciando ad interessare anche lui.

Credo sia utile oramai unire le forze piuttosto che essere divisori!

Probabilmente è vero che qui oramai non esiste neanche più il "vero brutto" degli albori del forum perché si sente condannato definitivo, mentre chi è nella "terra di mezzo" (la maggior parte degli utenti) in fondo in fondo è qui perché spera ancora che la discussione delle tematiche possa portare in qualche modo a ribaltare la situazione nel ritagliarsi un proprio spazio di vita sentimentale.

Quindi io sono dell'idea che qui debba starci più gente possibile (inutile sentire frasi tipo è che ci fai qui, vai a vivere,ecc....se si sta qui un motivo ci sarà) il problema deve emergere e radicarsi non come un qualcosa che riguardi una minoranza ma che sia universalmente riconosciuto.
 

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Alla fine l'unica verità è la black pill, anche M e S, così come L, sono parametri che non sono sotto il nostro controllo. Su questo forum almeno si può parlare in modo trasparente di certe tematiche senza doversi sorbire il buonismo dei normie. Al lavoro le carampane con cui mi tocca avere a che fare fanno sempre allusioni al fatto che dovrei trovare una ragazza. Quando provo a giustificarmi spiegando che non c'è speranza, dato che ormai sono vecchio come il cucco e che sono sotto soglia, mi guardano stralunate. Ho capito che le persone, in particolare le donne, non si fanno mai domande sui meccanismi che regolano il funzionamento della realtà, semplicemente vivono e le cose accadono senza sforzo. Farsi amare non è una battuta di caccia, non deve mai essere troppo impegnativo e difficile. Se passano gli anni e non capitano occasioni di sesso o relazioni, vuol dire che si è nati sotto una stella infausta per ciò che riguarda l’amore e che ogni sforzo sarà vano. Tutto è deciso alla nascita. Se bisogna arrovellarsi sul perché non si piace, è già finita in principio. Infatti, si capisce precocemente se la propria vita ha potenziale o meno; se alle medie o alle superiori non si batte chiodo, non si batterà chiodo nemmeno in futuro, si è nati sfigati e non c’è molto altro da fare. Chi ha successo con le donne ed è brillante socialmente non ha dovuto seguire decine di “lezioni di rimorchio” da parte di sedicenti coach o andare per 10 anni dallo psicologo per ottenere competenze sociali che risultano naturali persino agli scimpanzé.

Bisogna accettare che per alcuni individui le aspirazioni fondamentali della vita, come acquisire una ricchezza significativa, raggiungere uno status elevato o avere una relazione sentimentale, non sono solo difficili da realizzare, sono fondamentalmente e permanentemente irraggiungibili. Non si tratta di sfortuna, di una strategia sbagliata o di una battuta d’arresto temporanea, è una parte intrinseca e immutabile della loro identità e del loro destino, immutabile come la loro altezza o il colore degli occhi. Sono nati sotto la “stella dei falliti”.

In un mondo giusto o logico, cause specifiche (sforzo intenso, acquisizione di competenze, lavoro disciplinato) porterebbero a effetti proporzionali (successo, riconoscimento, ricompense). Per il fallito questo rapporto causa-effetto è spezzato: egli può allenarsi con dedizione e finire per giocare a calcio peggio di un Pinco Pallino qualunque che non si è mai allenato in vita sua; può studiare uno strumento musicale e dopo anni suonare come se avesse appena preso in mano lo strumento; può intraprendere un percorso di studi universitario e, nonostante lo studio costante, laurearsi con un voto nettamente inferiore rispetto ad un coetaneo che non si è mai impegnato più di tanto, ma ha un QI superiore al suo.

Definiamo dunque due percorsi di vita:

Percorso A (miglioramento personale): una vita di disciplina, duro lavoro e sforzi incessanti. Risultato: seghe, solitudine e povertà.

Percorso B (accettazione edonistica): una vita di gratificazione immediata (giocare ai videogiochi, guardare film, mangiare cibo spazzatura, ecc.). Risultato: seghe, solitudine e povertà.

Poiché il risultato finale è identico, la variabile è il percorso: il percorso A è pieno di stress e frustrazione; il percorso B è pieno di piacere immediato. L’unica scelta razionale è il percorso B. Scegliere la via più impervia per ottenere il medesimo risultato negativo è illogico e masochistico.

D’altronde il mondo è strutturato come una piramide. Perché vi siano vincitori in cima, devono esserci falliti alla base. Tale gerarchia non è un’anomalia, è una caratteristica intrinseca della realtà. Essa crea l’attrito, il conflitto e le disparità che guidano l’azione nel mondo: le guerre, la criminalità, la competizione, il dramma. Un mondo in cui tutti avessero successo, fossero felici e benestanti sarebbe un’utopia statica, noiosa e insostenibile. Il fallito non è una vittima fortuita di questo sistema, ne è una componente fondamentale in quanto il suo fallimento è ciò che permette al successo altrui di avere un significato. È lo “sterco” da cui crescono i “fiori” che costituiscono la crema della società. Pertanto, l’unica risposta sensata è scegliere consapevolmente e deliberatamente la via di minor resistenza, smettere di lottare per ciò che è irraggiungibile, rifiutare la pressione sociale ad “essere la versione migliore di sé”, accogliere il decadimento, cercare piaceri effimeri, anestetizzare il dolore dell’esistenza con le distrazioni più disparate. Il fallito, comunque, non ha nulla da perdere dato che da quando è venuto al mondo non ha mai avuto alcun potenziale.
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Per questo torno a lurkare
Un abbraccio caro
 
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