La percezione altrui

Mi sono sempre trovata in crisi al pensiero di quanto la percezione altrui possa annichilire ciò che effettivamente siamo, deformando il nostro vero io e cristallizzando un simulacro.
Senza gli altri non so se saremmo in grado di formarci e crescere, dunque lo scambio con l'alterità è necessario. Tuttavia, forse nessuno sarà mai in grado di vedere a ciò che davvero siamo, sempre che soli in noi, possiamo essere qualcosa.
Come vi sentite a riguardo?

"Così la mia vita è una fuga e io perdo tutto e tutto è dell'oblio, o dell'altro."
 
Ho notato che in ambienti come questo è strapieno di complessati che passano il tempo ad overanalizzare(?) ogni scenario sociale in cui ci saranno persone che li guarderanno e, secondo loro, li giudicheranno. È un misto di narcisismo e complessi di inferiorità che sfocia in ansia sociale e tutto il parentado di disturbi al seguito. Questo quindi li porta all'immobilismo più totale perché vanno in ansia pure per andare a pisciare con la luce del corridoio spenta, figuriamoci inserirsi in un qualsivoglia contesto sociale e/o eventualmente rapportarsi con l'altro sesso, rimangono fottuti dagli ipotetici scenari che si materializzano nella loro mente in cui in ognuno di essi fanno la figura degli idioti.
E quindi non crescono mai, rimangono confinati nella loro bolla e poi avvizziscono senza aver vissuto un minimo.
 
Ho notato che in ambienti come questo è strapieno di complessati che passano il tempo ad overanalizzare(?) ogni scenario sociale in cui ci saranno persone che li guarderanno e, secondo loro, li giudicheranno. È un misto di narcisismo e complessi di inferiorità che sfocia in ansia sociale e tutto il parentado di disturbi al seguito. Questo quindi li porta all'immobilismo più totale perché vanno in ansia pure per andare a pisciare con la luce del corridoio spenta, figuriamoci inserirsi in un qualsivoglia contesto sociale e/o eventualmente rapportarsi con l'altro sesso, rimangono fottuti dagli ipotetici scenari che si materializzano nella loro mente in cui in ognuno di essi fanno la figura degli idioti.
E quindi non crescono mai, rimangono confinati nella loro bolla e poi avvizziscono senza aver vissuto un minimo.
Di sicuro non è salubre. Io mi son per lo più liberata da questi pensieri ma quando son sconfortata ancora mi attanagliano. E di conseguenza, sento un'incombente solitudine. Penso che possa essere un sentimento condiviso, qui
 
Di sicuro non è salubre. Io mi son per lo più liberata da questi pensieri ma quando son sconfortata ancora mi attanagliano. E di conseguenza, sento un'incombente solitudine. Penso che possa essere un sentimento condiviso, qui
Si qua ce n'è un botto così, ma molti non riescono ad ammetterlo, credono davvero che il mondo ce l'abbia con loro, pensiero estremamente arrogante tra l'altro, credo sia anche un meccanismo di difesa per non voler accettare che in realtà nessuno li caga, com'è normale che sia.
 
@HijaDeMiranda umano e comprensibile quesito filosofico - il tuo. 🪶📜🙂

Grazie ad un costante, continuo allenamento in palestra sto rafforzando gradualmente la mia autostima da anni.
Prima mi lasciavo molto influenzare dall’(inutile) giudizio altrui.
Ora non dico che sia diventato totalmente impermeabile, tuttavia mi riesce più facilmente fregarmene di ciò che - inutilmente - gli estranei pensano di me.

Aggiungo:

- È vero che ognuno è immerso nei propri pensieri.
- Tuttavia esistono anche malati, impiccioni, pettegoli, superficiali, persone che mi hanno niente da fare che, per cattiveria o per ingenuità, giudicano più del dovuto le persone.
- Chi è più autentico e/o insicuro, finisce per rientrare più facilmente come bersaglio di giudicanti. Con questo non voglio dire che tutti pensano a chi è più autentico, però tuttavia io in certi contesti siccome sono più originale respiro un po’ di più occhi indiscreti puntati su di me.


Poi dal 2022 ho minimizzato l’uso dei social, e non vedere più fatti altrui mi rende più leggero e mi fa invertire tempo ed energie più su me stesso! 😀
 
@HijaDeMiranda umano e comprensibile quesito filosofico - il tuo. 🪶📜🙂

Grazie ad un costante, continuo allenamento in palestra sto rafforzando gradualmente la mia autostima da anni.
Prima mi lasciavo molto influenzare dall’(inutile) giudizio altrui.
Ora non dico che sia diventato totalmente impermeabile, tuttavia mi riesce più facilmente fregarmene di ciò che - inutilmente - gli estranei pensano di me.

Aggiungo:

- È vero che ognuno è immerso nei propri pensieri.
- Tuttavia esistono anche malati, impiccioni, pettegoli, superficiali, persone che mi hanno niente da fare che, per cattiveria o per ingenuità, giudicano più del dovuto le persone.
- Chi è più autentico e/o insicuro, finisce per rientrare più facilmente come bersaglio di giudicanti. Con questo non voglio dire che tutti pensano a chi è più autentico, però tuttavia io in certi contesti siccome sono più originale respiro un po’ di più occhi indiscreti puntati su di me.


Poi dal 2022 ho minimizzato l’uso dei social, e non vedere più fatti altrui mi rende più leggero e mi fa invertire tempo ed energie più su me stesso! 😀
Grazie tante @Pezzottato per aver condiviso in modo costruttivo la tua esperienza!
Purtroppo, questo mio sentimento, ma forse qui vado a prendere una tangente morbosa, prescinde dal diretto parere altrui. È, diciamo, collaterale al semplice agire e all'essere gettata in mezzo a ciò che non è me.
Ad esempio, quanto dell'artista, una volta partorita un'opera, resta suo e quanto si dissipa? Quanto possono gli altri avvicinarsi al suo più celato io? O sarà sempre una visione parziale e quindi semplicistica?
Cioran dice che scoprire l'altro è un farsi violenza; per del tempo ho vissuto così i rapporti umani. Talvolta ancora ci vedo come esseri intangibili, mentre trovo i rapporti tra uomo e animali più puri.
Al di là di ciò, sono assolutamente d'accordo col tuo approccio! Queste sono giusto mie elucubrazioni.
 
La filosofia stoica ci insegna che qualunque cosa sia fuori dal nostro controllo non possiede un reale potere sul nostro benessere. La percezione e il giudizio altrui fanno parte di questa categoria, motivo per cui è inutile soffermarvisi.

BIsogna solo saper scindere il controllabile dall'incontrollabile.
 
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