La Realtà (parte 2)

ImperfettaForma

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Perché insisto su queste discussioni cervellotiche? Perché io sono cervellotico.
Però secondo me possono aiutare quelle persone come noi che si pongono delle domande esistenziali, ad affrontare meglio i problemi.

Questa è una di quelle argomentazioni per assurdo che portano a una conclusione verosimile.

Immaginiamo che l’umanità abbia tutti i sensi che conosciamo ma che non abbia la vista.
Gli esseri umani possono toccare, percepire temperatura, se un oggetto è ruvido o liscio, morbido, possono sentire rumori e gusti ma non ci vedono.

Ebbene sarebbe impossibile riuscire a percepire che esiste una caratteristica incredibilmente viva nel mondo: il colore.

Non esiste un modo per rilevare il colore se non si dispone degli occhi.

Magari toccando due oggetti identici al tatto e rimasti sotto il sole per un po’ di tempo, si potrebbe sentire che uno dei due è più caldo.
Noi che abbiamo la vista sappiamo che il motivo è che uno è nero e l’altro è bianco.
Ma per chi non ha la vista non è affatto ovvio.
Da questo esperimento quella umanità capirebbe che esiste qualcosa in più che però non è in grado di investigare perché manca il senso che permette di percepire quel tipo di grandezza.

Se per assurdo uno di loro potesse avere la vista per qualche secondo, vedrebbe i colori senza avere parole per descriverli; nel suo vocabolario non esiste giallo, rosso, blu…
Inoltre diventerebbe “chiaroveggente” perché vedrebbe gli oggetti lontani, prima di inciamparci.
In più vedrebbe in cielo la luna le nuvole le stelle, tutte cose delle quali non sospettava nemmeno l’esistenza.

Potrebbe essere simile a ciò che facciamo noi quando indaghiamo sulle particelle subatomiche e troviamo risultati sconcertanti.
Il motivo potrebbe essere che noi osserviamo l’interazione di una qualità della realtà che non possiamo osservare direttamente ma che interagisce in parte col mondo che possiamo osservare (un po’ come il calore dell’esempio di poco fa). Inoltre cerchiamo solo di capire meglio ciò che già si manifesta di suo.

Conclusione:
Basterebbe avere un senso in più per avere una percezione molto diversa della realtà.
 
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