Blackpill Morto (forse suicida) uomo sfregiato dalla compagna con l'acido, RIP

Per verità assolute e disperate

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Non ce l'ha fatta Valerio Gentile, il 35enne aggredito lo scorso 9 luglio a Pomezia con l'acido dalla compagna. Le ustioni al volto e al collo sembravano essere in fase di guarigione, ma sabato è morto all'Ospedale dei Castelli dopo essere stato soccorso in strada, a Santa Maria delle Mole. Le cause del decesso sono ancora in fase di accertamento, ma chi gli era vicino racconta di un uomo profondamente segnato da quanto aveva vissuto.

Dopo l'aggressione, Valerio non stava affrontando soltanto il dolore delle ferite fisiche. Dai messaggi pubblicati sui social emergeva tutta la sofferenza per la fine della relazione e per la violenza subita. In uno degli ultimi post scriveva di non riuscire a odiare la donna che gli aveva fatto del male e di desiderare soltanto di poter tornare indietro nel tempo. Parole che oggi, alla luce della sua scomparsa, raccontano il peso emotivo che portava dentro di sé.

Per l'aggressione era stata arrestata la compagna, una donna di 29 anni, accusata di avergli lanciato dell'acido al termine di una lite, provocandogli lesioni permanenti al volto.

Ora gli inquirenti dovranno ricostruire gli ultimi momenti della vita di Valerio e chiarire le cause della sua morte. Al di là di ciò che stabiliranno gli accertamenti, resta la storia di un uomo che stava cercando di rialzarsi dopo una violenza devastante, combattendo non solo con le ferite sul corpo, ma anche con un dolore interiore che traspariva dalle sue stesse parole.
 
Non ce l'ha fatta Valerio Gentile, il 35enne aggredito lo scorso 9 luglio a Pomezia con l'acido dalla compagna. Le ustioni al volto e al collo sembravano essere in fase di guarigione, ma sabato è morto all'Ospedale dei Castelli dopo essere stato soccorso in strada, a Santa Maria delle Mole. Le cause del decesso sono ancora in fase di accertamento, ma chi gli era vicino racconta di un uomo profondamente segnato da quanto aveva vissuto.

Dopo l'aggressione, Valerio non stava affrontando soltanto il dolore delle ferite fisiche. Dai messaggi pubblicati sui social emergeva tutta la sofferenza per la fine della relazione e per la violenza subita. In uno degli ultimi post scriveva di non riuscire a odiare la donna che gli aveva fatto del male e di desiderare soltanto di poter tornare indietro nel tempo. Parole che oggi, alla luce della sua scomparsa, raccontano il peso emotivo che portava dentro di sé.

Per l'aggressione era stata arrestata la compagna, una donna di 29 anni, accusata di avergli lanciato dell'acido al termine di una lite, provocandogli lesioni permanenti al volto.

Ora gli inquirenti dovranno ricostruire gli ultimi momenti della vita di Valerio e chiarire le cause della sua morte. Al di là di ciò che stabiliranno gli accertamenti, resta la storia di un uomo che stava cercando di rialzarsi dopo una violenza devastante, combattendo non solo con le ferite sul corpo, ma anche con un dolore interiore che traspariva dalle sue stesse parole.
Quest' uomo è morto dopo essere stato sfregiato con l'acido dalla sua ex: possiamo parlare anche in questo di "Femminicidio", visto che la narrazione è che il crimine si riferisce alla ragione dei crimine e non al sesso?
Oppure, in questa società malata, la vita di un uomo vale meno di quella di una donna?

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Non ce l'ha fatta Valerio Gentile, il 35enne aggredito lo scorso 9 luglio a Pomezia con l'acido dalla compagna. Le ustioni al volto e al collo sembravano essere in fase di guarigione, ma sabato è morto all'Ospedale dei Castelli dopo essere stato soccorso in strada, a Santa Maria delle Mole. Le cause del decesso sono ancora in fase di accertamento, ma chi gli era vicino racconta di un uomo profondamente segnato da quanto aveva vissuto.

Dopo l'aggressione, Valerio non stava affrontando soltanto il dolore delle ferite fisiche. Dai messaggi pubblicati sui social emergeva tutta la sofferenza per la fine della relazione e per la violenza subita. In uno degli ultimi post scriveva di non riuscire a odiare la donna che gli aveva fatto del male e di desiderare soltanto di poter tornare indietro nel tempo. Parole che oggi, alla luce della sua scomparsa, raccontano il peso emotivo che portava dentro di sé.

Per l'aggressione era stata arrestata la compagna, una donna di 29 anni, accusata di avergli lanciato dell'acido al termine di una lite, provocandogli lesioni permanenti al volto.

Ora gli inquirenti dovranno ricostruire gli ultimi momenti della vita di Valerio e chiarire le cause della sua morte. Al di là di ciò che stabiliranno gli accertamenti, resta la storia di un uomo che stava cercando di rialzarsi dopo una violenza devastante, combattendo non solo con le ferite sul corpo, ma anche con un dolore interiore che traspariva dalle sue stesse parole.
<<A nome di tutte le femministe Io chiedo scusa per questo schifo di paese altamente indottrinato dalla loro propaganda falsa misandrica e marchettara!!!
Mi vergogno profondamente! Spero che le donne si sveglino quanto prima!!!>>

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vedete come anche psicologicamente parlando tutto ruoti intorno alla bellezza in realta'? non e' il primo caso in cui donne lanciano acido addosso agli uomini specialmente sul volto questo perche'? perche' sanno che con questo tipo di danno inabilitano completamente la bellezza del viso di un uomo rendendolo poi quindi incapace di trovare altre donne in futuro, lo stanno praticamente "eliminando" sentimentalmente, privandolo della possibilita' di trovare un altra partner a vita; mentre lato uomo la violenza ha tratti molto piu' di controllo quindi botte o omicidio, qua il danno e' principalmente legato all'estetica alla voglia di annullare completamente l'abilita' di essere attraente per altre, portandolo ai livelli di un vero e proprio incel. Perche' subconsciamente anche le donne sanno che il bel faccino e' l'unica cosa che conta realmente
 
vedete come anche psicologicamente parlando tutto ruoti intorno alla bellezza in realta'? non e' il primo caso in cui donne lanciano acido addosso agli uomini specialmente sul volto questo perche'? perche' sanno che con questo tipo di danno inabilitano completamente la bellezza del viso di un uomo rendendolo poi quindi incapace di trovare altre donne in futuro, lo stanno praticamente "eliminando" sentimentalmente, privandolo della possibilita' di trovare un altra partner a vita; mentre lato uomo la violenza ha tratti molto piu' di controllo quindi botte o omicidio, qua il danno e' principalmente legato all'estetica alla voglia di annullare completamente l'abilita' di essere attraente per altre, portandolo ai livelli di un vero e proprio incel. Perche' subconsciamente anche le donne sanno che il bel faccino e' l'unica cosa che conta realmente
Credo che in entrambi i casi sono gesti intollerabili devi stare senza capoccia totalmente per realizzare un atto così crudele spero che in questi casi esista il karma per la disgraziata che ha fatto questo!
 
vedete come anche psicologicamente parlando tutto ruoti intorno alla bellezza in realta'? non e' il primo caso in cui donne lanciano acido addosso agli uomini specialmente sul volto questo perche'? perche' sanno che con questo tipo di danno inabilitano completamente la bellezza del viso di un uomo rendendolo poi quindi incapace di trovare altre donne in futuro, lo stanno praticamente "eliminando" sentimentalmente, privandolo della possibilita' di trovare un altra partner a vita; mentre lato uomo la violenza ha tratti molto piu' di controllo quindi botte o omicidio, qua il danno e' principalmente legato all'estetica alla voglia di annullare completamente l'abilita' di essere attraente per altre, portandolo ai livelli di un vero e proprio incel. Perche' subconsciamente anche le donne sanno che il bel faccino e' l'unica cosa che conta realmente
Verissimo amore...
 
Un cretinetto affitta un super SUV sfreccia per il centro abitato a 180 allora per fare il video col telefono. Ammazza mio figlio. Condannato a 4 anni e mezzo. Oggi affidato ai servizi sociali. Giorni di galera scontati zero.
Qualcosa non va. Ma se fosse stato il mio di figlio.....
 
I numeri sono in aumento. “E potrebbero anche essere maggiori, se non fosse per le regole molto stringenti che abbiamo deciso di prevedere, a partire dall’età massima entro la quale può essere fatta la procedura, che è 35 anni”, spiega Maurizio Bini, il ginecologo che dirige il centro che si occupa di procreazione medicalmente assistita del Niguarda.

È il fenomeno del “social freezing”, la crioconservazione degli ovuli scelta dalle donne che, adesso, non vogliono avere figli. Ma che non escludono di diventare madri un domani. Il Niguarda è l’unico centro pubblico milanese dove la procedura può essere fatta: ne centri privati che si occupano di procreazione assistita il social freezing viene offerto, ma in quel caso la tariffa va dai 5-7 mila euro, in su. Discorso diverso, invece, appunto per il Niguarda, che dal 2024 offre la possibilità alle donne di accedere al social freezing a tariffa calmierata, 2.800 euro più 100 da pagare ogni anno per la crioconservazione nella banca dell'ospedale.

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