Perché è difficile trovare donne marxiste

E' difficile trovare donne marxiste, ma mettiamo pure fasciste rivoluzionarie, nazionalsocialiste, anarchiche, complottiste, sovraniste individuali, specialmente in giovane età, perché la donna media vive meglio dell' uomo medio, ha le porte più aperte in alcuni ambiti della vita (non sto scrivendo in tutti), per cui è meno arrabbiata, meno negativa, meno stimolata a ribellarsi ed a cercare la verità. Certo, determinati problemi pesano anche sul genere femminile, dalla burocrazia allo sfruttamento nel mondo del lavoro pur evitando la gran parte dei lavori pericolosi sempre appannaggio del genere maschile, dal carovita alla distruzione del patrimonio naturale e dell' agricoltura locale con la scusa della transizione ecologica, ma il fatto di essere in vantaggio su certe cose rende meno incazzate, meno nichiliste.
Un altro motivo è che il sistema tende ad ascoltare, a coccolare maggiormente le donne per certi aspetti, quindi perché andare contro il sistema, che lungi dall' essere perfetto, offre un qualche aiuto al genere femminile.
Infine c'è tutto un fenomeno di addomesticamento, di indottrinamento: il genere femminile viene educato dai messa media, come dalle famiglie, alla cultura consumista, al carrierismo, alla bella vita intesa in senso di ricchezza e di mondanità, per cui sono fidelizzate al capitalismo culturalmente, per una questione di educazione che parte dall' infanzia.
 
Molte sono progressiste ma solo per i diritti civili
Forse perché in fondo non le interessano le vicende politico-sociali, tanto tutte le cose che fanno o dicono le femmine è solo per moda o tendenza...

È dalla loro nascita che recitano costantemente un copione, difatti se vedi ci sono poche femmine tra i vari luminari e/o persone con cariche importanti

In poche parole loro sono solo consumatrici
 
@akira2000
Sei troppo legato ai termini del passato. Comunque oggi nessuno è marxista, nessuno lotta per i diritti dei lavoratori, non solo le donne.
Indubbiamente una gran parte dei lavoratori oggi ha pieni diritti su tutto (o quasi), escludendo il lavoro in nero e la precarietà, ma lì il discorso è più di cambiamento economico.
Storicamente, il mezzo di protesta tramite il quale si è ottenuto di più è lo sciopero, ma un precario non può scioperare, un lavoratore in nero neanche e agli altri non frega un cazzo di farlo al posto loro.
Ergo, per come stanno le cose oggi, lottare per i diritti del lavoro spesso significa lottare per i diritti DEGLI ALTRI, per i diritti civili invece si combatte per SÉ STESSI.
Trai le tue conclusioni.
 
@akira2000
Sei troppo legato ai termini del passato. Comunque oggi nessuno è marxista, nessuno lotta per i diritti dei lavoratori, non solo le donne.
Indubbiamente una gran parte dei lavoratori oggi ha pieni diritti su tutto (o quasi), escludendo il lavoro in nero e la precarietà, ma lì il discorso è più di cambiamento economico.
Storicamente, il mezzo di protesta tramite il quale si è ottenuto di più è lo sciopero, ma un precario non può scioperare, un lavoratore in nero neanche e agli altri non frega un cazzo di farlo al posto loro.
Ergo, per come stanno le cose oggi, lottare per i diritti del lavoro spesso significa lottare per i diritti DEGLI ALTRI, per i diritti civili invece si combatte per SÉ STESSI.
Trai le tue conclusioni.
Bentornato caro. Sempre lucide le tue analisi. @Fontamara
 
@akira2000
Sei troppo legato ai termini del passato. Comunque oggi nessuno è marxista, nessuno lotta per i diritti dei lavoratori, non solo le donne.
Indubbiamente una gran parte dei lavoratori oggi ha pieni diritti su tutto (o quasi), escludendo il lavoro in nero e la precarietà, ma lì il discorso è più di cambiamento economico.
Storicamente, il mezzo di protesta tramite il quale si è ottenuto di più è lo sciopero, ma un precario non può scioperare, un lavoratore in nero neanche e agli altri non frega un cazzo di farlo al posto loro.
Ergo, per come stanno le cose oggi, lottare per i diritti del lavoro spesso significa lottare per i diritti DEGLI ALTRI, per i diritti civili invece si combatte per SÉ STESSI.
Trai le tue conclusioni.
Bentornato Fontamara, sono d'accordissimo con la tua disamina.
 
@akira2000
Sei troppo legato ai termini del passato. Comunque oggi nessuno è marxista, nessuno lotta per i diritti dei lavoratori, non solo le donne.
Indubbiamente una gran parte dei lavoratori oggi ha pieni diritti su tutto (o quasi), escludendo il lavoro in nero e la precarietà, ma lì il discorso è più di cambiamento economico.
Storicamente, il mezzo di protesta tramite il quale si è ottenuto di più è lo sciopero, ma un precario non può scioperare, un lavoratore in nero neanche e agli altri non frega un cazzo di farlo al posto loro.
Ergo, per come stanno le cose oggi, lottare per i diritti del lavoro spesso significa lottare per i diritti DEGLI ALTRI, per i diritti civili invece si combatte per SÉ STESSI.
Trai le tue conclusioni.
Esiste una multitudine di lavoratori senza diritti, il casino sai quale è? la framentazione della classe lavoratrice, è troppo variegata e spezzettata: hai i lavoratori stranieri, quelli regolari, quelli irregolari, poi ci sono i lavoratori (italiani) più garantiti nel pubblico ed in alcune grandi imprese, quelli che lavorano nelle ditte di appalto e subappalto, quelli che lavorano nei piccoli esercizi commerciali tipo i ristoranti, ci sono sempre i lavoratori manuali ma rispetto al passato ci sono molti più lavoratori tecnico-intellettuali che sono sfruttati e ricattati pure essi ma non possono fare un cazzo se non cambiare completamente ramo lavorativo, ci sono quelli della GIG-economy ecc. Come può una classe lavoratrice così spezzettata e diversificata unirsi?
 
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