Edgar Ross
Well-known member
La stanza odora di buio e di posacenere.
La luce del monitor taglia la tapparella a metà.
Non ci sono eroi tragici qui,solo ore che ristagnano mentre la fuori la gente vive una vita che non fa per te.
Hai studiato la mappa,i grafici, le percentuali,le teorie fredde come il metallo di un bisturi: il mercato, le curve,il valore, i parametri,
la condanna genetica scritta nei cromosomi e in qualche referto psichiatrico. Hai aperto il forum dove si sputa veleno e verità, specchi neri dove ogni riflesso è una sentenza, un dogma claustrofobico che non da vie di scampo, la matematica esatta della tua impotenza.
E poi c'è il resto che non ha nome sui manuali: il tic nervoso, lo sguardo che sbatte sul pavimento, il corpo che non sa nemmeno dove occupare lo spazio, la bocca che si serra davanti a ogni complimento.
Il buio in mezzo alla gente, il ritardo invisibile,
la parete di vetro spessa che ti tiene fuori dal mondo, dove gli altri ridono leggeri, mentre tu annaspi e affondi nel vuoto.
Nessun riscatto alla fine del film,
nessuna svolta,nessun risveglio eroico con la luce dell'alba.
Solo la clessidra che gira e tutti i giorni uguali,
la tazzina di caffè freddo sul bordo del letto,
e la certezza lucida, feroce e disarmata che il mondo è andato avanti e si è dimenticato di aspettarti.
La luce del monitor taglia la tapparella a metà.
Non ci sono eroi tragici qui,solo ore che ristagnano mentre la fuori la gente vive una vita che non fa per te.
Hai studiato la mappa,i grafici, le percentuali,le teorie fredde come il metallo di un bisturi: il mercato, le curve,il valore, i parametri,
la condanna genetica scritta nei cromosomi e in qualche referto psichiatrico. Hai aperto il forum dove si sputa veleno e verità, specchi neri dove ogni riflesso è una sentenza, un dogma claustrofobico che non da vie di scampo, la matematica esatta della tua impotenza.
E poi c'è il resto che non ha nome sui manuali: il tic nervoso, lo sguardo che sbatte sul pavimento, il corpo che non sa nemmeno dove occupare lo spazio, la bocca che si serra davanti a ogni complimento.
Il buio in mezzo alla gente, il ritardo invisibile,
la parete di vetro spessa che ti tiene fuori dal mondo, dove gli altri ridono leggeri, mentre tu annaspi e affondi nel vuoto.
Nessun riscatto alla fine del film,
nessuna svolta,nessun risveglio eroico con la luce dell'alba.
Solo la clessidra che gira e tutti i giorni uguali,
la tazzina di caffè freddo sul bordo del letto,
e la certezza lucida, feroce e disarmata che il mondo è andato avanti e si è dimenticato di aspettarti.