Viviamo in un periodo di stallo, dove non siamo in una situazione disperata a livello demografico, ma si iniziano a vedere i primi sprazzi di crisi profonda (ipergamia alle stelle, tasso di natalità a livello bassissimi). Ma secondo me non deve essere vissuto con ansia questo periodo. Secondo un possibile modo di osservare gli eventi, questo è un momento necessario ma funzionale all'implementazione del nuovo sistema che verrà. Mi spiego meglio : in tempi non disperati, il cervello si adagia sul calcolo complesso, sull'ottimizzazione massima del profitto personale. L'ipergamia funziona in questo ambito : A livello cerebrale, in assenza di situazioni di vita o di morte, ossia la nostra società odierna, vengono attivate in automatico aree come l'ACC (Corteccia Cingolata Anteriore), che basano il processo neuronale su calcoli sofisticati e di massimizzazione del profitto individuale, andando ad ignorare il bisogno della collettività,. E questo è il periodo in cui viviamo noi. Prendiamo un MONDO POSSIBILE (non certo ovvio) tra 40 anni. Conflitto culturale (immigrati che non si integrano, polarizzazione demografica), in cui ogni gruppo demografico, in presenza di un contendente nello stesso habitat, più il bassissimo tasso di fertilità che ci sarà, più una riduzione drastica della popolazione che genererà grande allerta, soprattutto con la minaccia allogena. (ancora più basso di ora) spingerà la gente ad essere molto più self-aware. Questo risveglierà con ogni probabilità gli istinti di sopravvivenza, chi più, chi meno. In tutte le persone, incluse le donne, in un periodo più buio, che richiede soluzioni rapidi ed efficaci, saranno l'Insula e l'Amygdalae le parti del cervello ad essere maggiormente eccitate, che scoraggeranno il calcolo utilitaristico e quindi l'ipergamia stessa. E se ciò avvenisse, avverebbe un'inversione a 180 gradi delle dinamiche romantico-sessuali che abbiamo oggi nel 2026. Questo, in un mondo possibile futuro, MA con la certezza neurocognitiva dalla nostra parte.