Quanti di voi si sentono soli?

Volersi sentire compresi dagli altri è cope, siamo una miscellanea di emozioni e umori, siamo ipocriti, tutti, e incoerenti con noi stessi.
Non bisogna aspettarsi nulla, soprattutto in amicizia, i rapporti senza aspettative sono quelli più duraturi, non dico che bisogna essere superficiali nei rapporti, ma non pretendere a tutti i costi una profondità dagli altri, profondità che tutti pensiamo di avere, ma che oggettivamente è appannaggio di pochi.
Infine, il bene lo si dovrebbe fare a prescindere, bisogna dare aiuto disinteressato, soprattutto a chi sai che non avrà modo di ricambiare, a chi non conosci e che magari sai già, che dal giorno dopo, non vedrai neanche più.
Io sono riuscito a stare davvero bene da solo (anche se circondato da molte persone), dopo aver assimilato tutti questi concetti, la solitudine sentimentale è l'unica che ancora non riesco a digerire, ma penso che sia biologicamente difficile da eradicare.
Questa forte presenza della dimensione etica è uno degli aspetti che maggiormente apprezzo in te, e forse anche quello in cui mi rivedo di più. Ma è anche ciò che mi fa pensare a qualche possibile tratto autistico, l'hai mai fatto il test compà?
 
Il discorso che qualsiasi persona può passare un periodo solo per qualche mese magari scambiando due parole con qualcuno senza intaccare la psiche ma quando quei mesi diventano anni per non dire da sempre cadi in una spirale di tristezza che tocca livelli di depressione. No, non ci si abitua alla solitudine, chi lo dice è perché non ci si trova da tanto tempo oppure ha accumulato livelli alti di socialità specie in giovane età tanto da vivere quasi di rendita
 
Io non mi sento solo, io SONO solo.
Ci penso notte e giorno, a volte ci sono giornate che nemmeno mi va di alzarmi dal letto o in cui salto direttamente il pranzo, ed il problema è che più passano gli anni e più questo cappio al collo si stringe.
La vocina "Morirai solo, non piaci a nessuno" mi rovina anche i bei momenti, quindi se per esempio volessi andare a pescare e passare una mattinata diversa dalle altre, ecco che quella maledetta vocina riappare deprimendomi.
Io mi chiedo il perchè di tutto questo, e soprattutto, quando finirà ciò.
 
Io non mi sento solo, io SONO solo.
Ci penso notte e giorno, a volte ci sono giornate che nemmeno mi va di alzarmi dal letto o in cui salto direttamente il pranzo, ed il problema è che più passano gli anni e più questo cappio al collo si stringe.
La vocina "Morirai solo, non piaci a nessuno" mi rovina anche i bei momenti, quindi se per esempio volessi andare a pescare e passare una mattinata diversa dalle altre, ecco che quella maledetta vocina riappare deprimendomi.
Io mi chiedo il perchè di tutto questo, e soprattutto, quando finirà ciò.
Provo le stesse situazioni anche io ma sono arrivato a una fase talmente da incubo che non voglio proprio arrivare alla vecchiaia in queste condizioni, mi spaventa proprio passare ancora qualche anno ancora solo per poi il macigno di non aver vissuto la gioventù.
 
Provo le stesse situazioni anche io ma sono arrivato a una fase talmente da incubo che non voglio proprio arrivare alla vecchiaia in queste condizioni, mi spaventa proprio passare ancora qualche anno ancora solo per poi il macigno di non aver vissuto la gioventù.
Ma tu quanti anni hai se posso chiedertelo?
 
Sono abbastanza geloso dei miei spazi, quindi non soffro la solitudine, anzi...

Al massimo non sopporto l'ignoranza o la negligenza e il sentirmi incompreso.


Ma capisco che anche io sono altrettanto ignorante, negligente e che non posso pretendere dal prossimo, non ho questo diritto o di impormi perché gli altri si sforzino a tal punto per me.
Diciamo che pretendo un ideale utopico di un mondo comprensivo, amorevole e puro (sia a livello di ambiente, che umano, in cui non esiste la necessità di regole) ma comprendo che questa è una forma di crudeltà, sarebbe come pretendere che ogni essere umano sia come voglio io.

Non sono un santo, commetto l'errore, ogni tanto, di cedere al cinismo (che secondo me alimenta ciò che tanto si critica alla fin fine ed è una contraddizione spesso), quindi cerco di accettare il prossimo e fare nel mio piccolo quel che posso, cercando di provare almeno io in primis a capire gli altri, a volte ci riesco, a volte meno e mi verrebbe voglia di prenderlo a sassate, ma ci sto lavorando.
 
Questa forte presenza della dimensione etica è uno degli aspetti che maggiormente apprezzo in te, e forse anche quello in cui mi rivedo di più. Ma è anche ciò che mi fa pensare a qualche possibile tratto autistico, l'hai mai fatto il test compà?
Quanto è attendibile questo test?
 
Da quando ho iniziato ad isolarmi, una decina di anni fa, sto da dio e paradossalmente non provo più la solitudine e il senso di inadeguatezza che mi colpivano quando ero in mezzo agli altri. Ormai non ho più rapporti con nessuno.
Idem perché tanto il cervello si adatta, l'unico senso di inadeguatezza me lo fanno vivere i miei genitori
 
Quanto è attendibile questo test?
Fatto così, in autonomia, è puramente indicativo. Dovrebbe essere somministrato da un esperto e all’interno di un percorso diagnostico. Però può essere un primo passo per prendere consapevolezza ed eventualmente spingere ad indagare ulteriormente
 
In giovane età basta avere due o tre amici normali per costruire teoricamente un ampia socialità perché con loro esci, conosci altre persone tra cui ragazze e altre compagnie, sei più disposto a intraprendere altre attività sociali come corsi, sport e altri eventi perché le amicizie ti permettono di acquisire le skills necessarie utili ad affrontare con più sicurezza altre situazioni.
 
Fatto così, in autonomia, è puramente indicativo. Dovrebbe essere somministrato da un esperto e all’interno di un percorso diagnostico. Però può essere un primo passo per prendere consapevolezza ed eventualmente spingere ad indagare ulteriormente
Anche ammesso che mi venga diagnosticato da un professionista, cosa mi cambierebbe saperlo?
 
Anche ammesso che mi venga diagnosticato da un professionista, cosa mi cambierebbe saperlo?
Secondo me può cambiare molto, prima di tutto sul piano della comprensione di sé. Capire che certe difficoltà, o certi modi di percepire e vivere il mondo, non dipendono dall’essere “sbagliati” o difettosi, ma da un funzionamento neurocognitivo diverso da quello della maggioranza, può alleggerire parecchio il senso di colpa e di inadeguatezza.
Può aiutare anche a rileggere retrospettivamente molte esperienze della propria vita, dandogli finalmente un senso: difficoltà relazionali, sovraccarico, sensazione di essere fuori posto, fatica ad adattarsi a contesti pensati per altri.
In più, una diagnosi può servire a capire che non bisogna per forza inseguire un’idea astratta di normalità, ma trovare strategie, adattamenti e condizioni di vita più adeguate al proprio modo di funzionare, valorizzando i propri punti di forza e accettando con maggiore lucidità i propri limiti.
Non è una bacchetta magica e non cambia ciò che si è, ma può cambiare il modo in cui ci si legge: da persona difettosa a persona con un funzionamento diverso.
 
Secondo me può cambiare molto, prima di tutto sul piano della comprensione di sé. Capire che certe difficoltà, o certi modi di percepire e vivere il mondo, non dipendono dall’essere “sbagliati” o difettosi, ma da un funzionamento neurocognitivo diverso da quello della maggioranza, può alleggerire parecchio il senso di colpa e di inadeguatezza.
Può aiutare anche a rileggere retrospettivamente molte esperienze della propria vita, dandogli finalmente un senso: difficoltà relazionali, sovraccarico, sensazione di essere fuori posto, fatica ad adattarsi a contesti pensati per altri.
In più, una diagnosi può servire a capire che non bisogna per forza inseguire un’idea astratta di normalità, ma trovare strategie, adattamenti e condizioni di vita più adeguate al proprio modo di funzionare, valorizzando i propri punti di forza e accettando con maggiore lucidità i propri limiti.
Non è una bacchetta magica e non cambia ciò che si è, ma può cambiare il modo in cui ci si legge: da persona difettosa a persona con un funzionamento diverso.
Ho letto la tua risposta per ben due volte.
Continuo a non comprendere in che modo una diagnosi dovrebbe essermi di aiuto.
Che io sia difettoso oppure con un funzionamento diverso, il risultato rimane sempre il medesimo, rimango inadatto nel contesto in cui vivo,
Forse non ho capito io
 
Io sono solo.
Diciamo che riguardo amicizie maschili, non se sento la mancanza, perché alla mia età, 47 fatti da poco, non è che ci si diverta, non trovo stimoli; invece sento pesantemente, molto pesantemente, l' assenza di compagnia femminile.
Ora sono più solo perché ho perso papà, figura con cui condividevo molto la quotidianità.
 
Provo le stesse situazioni anche io ma sono arrivato a una fase talmente da incubo che non voglio proprio arrivare alla vecchiaia in queste condizioni, mi spaventa proprio passare ancora qualche anno ancora solo per poi il macigno di non aver vissuto la gioventù.
Fare la vecchiaia ha senso se hai una famiglia con figli, oppure sei uno come Flavio Briatore, i cui altissimi M ed S permettono di uscire con le ragazze. Al limite basterebbe una compagna. Diversamente sono solo anni buttati nel cesso.
 
Quanti di voi si sentono soli?

è una domanda che mi faccio spesso, perchè sembra che tutti abbiano una vita piena, si circondano di persone (dove cazzo le trovano??), vanno in palestra, fanno cose e vivono.

A me capita di passare sabati sera da solo, senza neanche un messaggio in WhatsApp, amici che ti cercano solo all'occorrenza, quando invece tu per loro c'eri sempre, nel momento del bisogno.
Ho dato troppa importanza all'amicizia per rendermi conto che non serviva a nulla.

Ma la solitudine fa male, siamo animali sociali.

Chi di voi sente davvero la pesantezza della solitudine?
Eccomi sono come te, anche oggi che ho 49 anni mi piace cercare le persone parlarci e passare del tempo insieme, se riesco invito le persone a mangiare da me, ma poi ormai ho capito qualche cosa:


Parlo solo di uomini qui lascio fuori le np.

1) i maschi quando si fidanzano si isolano, perchè inconsciamente sanno che la donna se la porti in mezzo ad altri maschi fa fisso il confronto di chi è il migliore.... e finisce che la perdi con qualche "amico" (successo molte volte a me e a miei amici)

2) i maschi sono creature di varia caratura, i meno importanti i meno colti, i meno svegli SI ISOLANO perchè nn reggono il confronto con altri maschi, e lo fanno sempre inconsciamente....

3) i socialoni stanno sul cazzo a molti maschi perchè portano "novita" nella loro vita ed il maschio medio odia le novità, anzi non vuole uscire dalla sua zona confort.

Potrei continuare per ore, fatto sta che più una persona vale poco più si isola e si accontenta di quello che ha, se una persona vale troppo invece è troppo intelligente stessa cosa si isola xche percepisce cose che gli altri proprio se ne fregano.
Rrimangono un buon 45% di maschi secondo me che sono nel mezzo, i cosiddetti npc funzionali questi vivono bene meglio delle altre due categorie, perchè sono socialoni, non pensano mai alle conseguenze, sono quelli che si fanno la bmw targata bulgaria e spendono tutto li, sono quelli che vanno a pro senza profilattico, sono quelli che bevono e guidano allo stesso tempo, sono gli npc quelli che mandano avanti questa società, figliano, 3 moglie 4 o 5 figli sparsi fra le moglie sono i mediocri ma vivono penso meglio di tutti noi.
 
Eccomi sono come te, anche oggi che ho 49 anni mi piace cercare le persone parlarci e passare del tempo insieme, se riesco invito le persone a mangiare da me, ma poi ormai ho capito qualche cosa:


Parlo solo di uomini qui lascio fuori le np.

1) i maschi quando si fidanzano si isolano, perchè inconsciamente sanno che la donna se la porti in mezzo ad altri maschi fa fisso il confronto di chi è il migliore.... e finisce che la perdi con qualche "amico" (successo molte volte a me e a miei amici)

2) i maschi sono creature di varia caratura, i meno importanti i meno colti, i meno svegli SI ISOLANO perchè nn reggono il confronto con altri maschi, e lo fanno sempre inconsciamente....

3) i socialoni stanno sul cazzo a molti maschi perchè portano "novita" nella loro vita ed il maschio medio odia le novità, anzi non vuole uscire dalla sua zona confort.

Potrei continuare per ore, fatto sta che più una persona vale poco più si isola e si accontenta di quello che ha, se una persona vale troppo invece è troppo intelligente stessa cosa si isola xche percepisce cose che gli altri proprio se ne fregano.
Rrimangono un buon 45% di maschi secondo me che sono nel mezzo, i cosiddetti npc funzionali questi vivono bene meglio delle altre due categorie, perchè sono socialoni, non pensano mai alle conseguenze, sono quelli che si fanno la bmw targata bulgaria e spendono tutto li, sono quelli che vanno a pro senza profilattico, sono quelli che bevono e guidano allo stesso tempo, sono gli npc quelli che mandano avanti questa società, figliano, 3 moglie 4 o 5 figli sparsi fra le moglie sono i mediocri ma vivono penso meglio di tutti noi.

brutale ma vero, forse esageri un po', ma non siamo molto distanti dalla realtà.
 
Non mi sento solo: è un dovere prima di tutto verso me stesso quello di vivere isolato. Ad una certa età diventa un aut(omat)ismo che una mente comunque be forgiata può sopperire con tanti copes.
 
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