Rant da ubriaco #3: contare qualcosa per qualcuno

Polifemo77

Well-known member
Come forse qualcuno avrà notato (o forse no) ultimamente apro nuovi thread solo quando sono ubriaco.

Del resto credo di aver capito che difficilmente il forum potrà darmi delle risposte e il mio continuare a leggere (e forse anche quello di qualcuno di voi) è una forma neanche troppo sottile di autolesionismo, un macerarsi nelle proprie miserie che dà un breve attimo di sollievo.

Stasera dopo il quinto gin tonic riflettevo sul fatto che alla mia età (ho passato i 50) non mi manca più la validazione femminile. Quelli sono fantasmi che nel presente sono solo il vago ricordo di un dolore passato, come quando ti ricordi di quando ti sei rotto una gamba o di quando ti faceva male un dente.

Non ci spero più, e forse da un certo momento in poi ho proprio smesso di crederci.

E forse le ragazze con le quali ci ho provato hanno percepito, oltre alla mia bruttezza e alla mia stramberia, questo prendere la cosa sottogamba. come se provassi a chiedere loro di uscire ma alla fine non ci credessi davvero neanche io.

Quello che sembra mancarmi adesso, dicevo, è il contare QUALCOSA PER QUALCUNO.

Non ho parenti vivi (un fratello che non vedo mai), non ho ex con le quali posso essere rimasto in contatto. Se domani morissi non cambierebbe la vita di nessuno.

A qualcuno superficialmente mancherei, certo.

Ma se la gente tira avanti se gli muore una moglie, un marito, un figlio o un genitore figurati se non tirano avanti senza di me che non incarno nessuna di queste figure.

Quindi a cosa servo?

Chiedermelo è quello che le psicologhe da aperitivo chiamerebbero narcisismo?

O il narcisismo è credere di contare qualcosa per un sacco di gente e invece non contare un cazzo?

ho perso il filo del discorso, ma il titolo del thread magari vi ha messo sull'avviso e scuserete gli errori di forma.

buonanotte a tutti, giovani e vecchi, donne vere e troll, bannati e nuovi arrivi

Polifemo
 
Io ho sempre sostenuto che, quando morirò, probabilmente il mio corpo verrà ritrovato gonfio dopo due mesi perché il vicino ha chiamato i carabinieri per la puzza.

Se può consolarti è pieno di vecchi che, pur essendosi sposati e avendo avuto figli e nipoti, crepano abbandonati e ignorati dal resto del mondo. Conosco uno che fa il fotografo per la polizia scientifica, e mi ha detto che quello che fotografa di più sono i vecchi che si suicidano buttandosi dal balcone. Hanno tutti in comune il fatto di essere soli, abbandonati da figli e nipoti.

Chissà che la robotica e l'intelligenza artificiale non riescano a risolvere il problema nei prossimi vent'anni, assicurandoci una vecchiaia decente.
 
Come forse qualcuno avrà notato (o forse no) ultimamente apro nuovi thread solo quando sono ubriaco.

Del resto credo di aver capito che difficilmente il forum potrà darmi delle risposte e il mio continuare a leggere (e forse anche quello di qualcuno di voi) è una forma neanche troppo sottile di autolesionismo, un macerarsi nelle proprie miserie che dà un breve attimo di sollievo.

Stasera dopo il quinto gin tonic riflettevo sul fatto che alla mia età (ho passato i 50) non mi manca più la validazione femminile. Quelli sono fantasmi che nel presente sono solo il vago ricordo di un dolore passato, come quando ti ricordi di quando ti sei rotto una gamba o di quando ti faceva male un dente.

Non ci spero più, e forse da un certo momento in poi ho proprio smesso di crederci.

E forse le ragazze con le quali ci ho provato hanno percepito, oltre alla mia bruttezza e alla mia stramberia, questo prendere la cosa sottogamba. come se provassi a chiedere loro di uscire ma alla fine non ci credessi davvero neanche io.

Quello che sembra mancarmi adesso, dicevo, è il contare QUALCOSA PER QUALCUNO.

Non ho parenti vivi (un fratello che non vedo mai), non ho ex con le quali posso essere rimasto in contatto. Se domani morissi non cambierebbe la vita di nessuno.

A qualcuno superficialmente mancherei, certo.

Ma se la gente tira avanti se gli muore una moglie, un marito, un figlio o un genitore figurati se non tirano avanti senza di me che non incarno nessuna di queste figure.

Quindi a cosa servo?

Chiedermelo è quello che le psicologhe da aperitivo chiamerebbero narcisismo?

O il narcisismo è credere di contare qualcosa per un sacco di gente e invece non contare un cazzo?

ho perso il filo del discorso, ma il titolo del thread magari vi ha messo sull'avviso e scuserete gli errori di forma.

buonanotte a tutti, giovani e vecchi, donne vere e troll, bannati e nuovi arrivi

Polifemo
Dovresti fare volontariato e qualche attività sociale, il bisogno di compagnia viene spesso sottovalutato ma è importante quanto il sonno o il cibo
 
Con la figa è diverso e la meritocrazia è piuttosto marginale, ma nell'ambito delle ralazioni sociali/amicali invece si può far molto. Non sei il primo che sento in questi ambienti ad affermare di esser solo, e credo che la responsabilità sia tua in questo caso, non si può obbligare la gente ad affezionarsi a noi, o instaurare rapporti significativi e profondi se in primis non siamo noi ad impegnarci a costruirli.
Alla fine della giornata nessuno ti deve niente.
 
Ogni merita di stare dove meglio riesce ad incarnare un suo ruolo, tu sei l'ubriaco fallito, questo è il tuo ruolo
 
Ragionando a freddo (e da sobrio) sull'argomento: non contare nulla per nessuno ha anche dei lati positivi, arrivati a una certa età. Non devi mantenere nessuno, nessuno (entro certi limiti) ti può dire cosa fare, devi pensare solo al tuo culo. Alla fine della fiera non è poco. Alcuni di voi (probabilmente fuorviati dal mio sproloquiare non lucidissimo) hanno equivocato una parte del problema. Io ho un sacco di amici, sono in buoni rapporti con tantissima gente. Ho una vita sociale modesta ma non inesistente. È che i rapporti che hai con gli amici a 15 anni non sono giocoforza gli stessi secoli dopo, quando tutti sono sposati con figli e hanno altri casini diversi dai tuoi.
La mia era una riflessione più generale sul senso della vita, sul bisogno che abbiamo degli altri e su quello che gli altri hanno di noi. Che volete, ero ubriaco.

Ciao
 
Ragionando a freddo (e da sobrio) sull'argomento: non contare nulla per nessuno ha anche dei lati positivi, arrivati a una certa età. Non devi mantenere nessuno, nessuno (entro certi limiti) ti può dire cosa fare, devi pensare solo al tuo culo. Alla fine della fiera non è poco. Alcuni di voi (probabilmente fuorviati dal mio sproloquiare non lucidissimo) hanno equivocato una parte del problema. Io ho un sacco di amici, sono in buoni rapporti con tantissima gente. Ho una vita sociale modesta ma non inesistente. È che i rapporti che hai con gli amici a 15 anni non sono giocoforza gli stessi secoli dopo, quando tutti sono sposati con figli e hanno altri casini diversi dai tuoi.
La mia era una riflessione più generale sul senso della vita, sul bisogno che abbiamo degli altri e su quello che gli altri hanno di noi. Che volete, ero ubriaco.

Ciao
È così per tutti (e già ci va di lusso che possa esserlo): sicuramente conoscerai il film "stand by me" ed in generale quei film definiti "coming of age" basati sul vivere l'adolescenza e contemporaneamente doverla abbandonare.

Sul fatto del non contare per nessuno, Maestro Uber ha già espresso una buona riflessione.
Considera che è già molto avere genitori e parenti che ci/ti vogliono bene, perché nemmeno quello a molti è stato concesso
 
Sincero
a 55 anni e immagino che non fai sport per i muscoli, ti tira meno, etc
che donna vuoi trovare? Tra un po' ci do mucchio anch'io che sono a malapena vicino ai 40
per quanto riguarda la solitudine, un motivo in più per, ad es., iscriversi in palestra e mettere su un buon aspetto fisico, così la milifina bionda di turno ti viene a parlare
di sicuro non puoi uscire da solo e andare a bere seduto al tavolino con intorno le tavolate di ragazzi
penso che alla terza volta manco ti farebbero più entrare
 
Amico Polifemo, a 50 anni se hai salute, soldi e tempo libero sei l'uomo più felice del mondo. Cosa te ne frega di contare qualcosa per qualcuno? Se proprio sei un romanticone trovati un utero da fecondare e fai un figlio, sperando che non diventi una serpe in seno.
 
É la mia paura più grande, questa e la povertà. La paura di essere indifferente a tutti, di non contare nulla per nessuno, di morire solo e di dissolvermi come una scoreggia nel vento. La paura che nessuno dica "qui giace lui, ragioniere, padre/marito/figlio...persona che ha fatto questo, questo e quest'altro.

Ho un collega di lavoro che é solo, benché coi parenti in vita, ma nessuno lo sopporta, sono uscito con lui un paio di volte e mi ha raccontato che non ha contatti con loro da oltre 10 anni. Anche a lavoro ha pessimi rapporti con quasi tutti ed é sempre sul chi va lá, pensa che tutti vogliano fregarlo, tutti lo prendano in giro. É orribile pensare che quando non ci sarà più, non sarà ricordato da nessuno...nessuno che sappia che su questa terra ha vissuto anche lui....l'oblio.
 
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