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ci provi con le tipe?
@Alduin
non ha senso provarci, guarda come si comportano, se distolgono lo sguardo è finita. Non esiste "il provarci", nella realtà è solo un chiedere di prendere un caffè.
Lo sguardo è il principale feedback per sapere se sei bello o brutto, vale anche da parte dei maschi.
È qualcosa di inconscio, se uno non riesce a mantenere lo sguardo verso te vuol dire che provochi disgusto.

Secondo me molti di voi non hanno ancora accettato la realtà della situazione odierna, o non l'hanno capita a fondo.
Per il 50-60% dei giovani tra i 18-40 è finita. Si forse una cessa obesa la trovate ma poi il destino sarà di solitudine.
 
@Alduin
non ha senso provarci, guarda come si comportano, se distolgono lo sguardo è finita. Non esiste "il provarci", nella realtà è solo un chiedere di prendere un caffè.
Lo sguardo è il principale feedback per sapere se sei bello o brutto, vale anche da parte dei maschi.
È qualcosa di inconscio, se uno non riesce a mantenere lo sguardo verso te vuol dire che provochi disgusto.

Secondo me molti di voi non hanno ancora accettato la realtà della situazione odierna, o non l'hanno capita a fondo.
Per il 50-60% dei giovani tra i 18-40 è finita. Si forse una cessa obesa la trovate ma poi il destino sarà di solitudine.
Appunto non ha senso provarci, a chi cazzo piace la copia brutta bassa di Himmler?
 
Ma il punto è proprio questo, se ti avvicini e capisci che dai fastidio non fai niente. Solo una volta ciò ho provato con una collega perché appunto c'erano i segnali... e infatti ottenni un due di picche.
E con quante c’hai provato poi?

Voi rimarrete vergini a vita perché non accettate il fatto che dovete puntare sulla “legge dei grandi numeri”.
 
È da apprezzare Curzolini, quantomeno è un raggio di positività che squarcia le tenebre dell'accascio blackpill
Curzolini è sicuramente da apprezzare, Uber, perchè rappresenta una ventata di positività in mezzo a tanto pessimismo. Da questo punto di vista capisco bene cosa intendi: vedere qualcuno che invita a provarci, a mettersi in gioco e a non chiudersi nel disfattismo è sempre qualcosa di sano.

Detto questo, credo che la questione sia anche un po’ più complessa. Io per carattere sono sempre stato una persona molto positiva, e lo sono tutt’ora. Non sono mai stato uno di quelli che si piange addosso o che vede tutto nero. Però bisogna anche essere realistici: non tutti hanno la stessa voglia, energia o predisposizione a prendere cento pali pur di continuare a provarci.

Per esempio, quando andavo all’università anch’io ho provato a conoscere ragazze e a mettermi in gioco, ma sono arrivati soltanto dei due di picche. Fa parte del gioco, certo, e non lo nego. Però quando l’esperienza che accumuli è fatta quasi solo di insuccessi, alla lunga diventa difficile mantenere lo stesso entusiasmo iniziale.

Secondo me il punto fondamentale è non accasciarsi e non costruire tutta la propria autostima attorno al successo nel dating. È molto più sano riuscire a stare bene con se stessi, coltivare i propri hobby, le proprie passioni e le cose che ci fanno sentire realizzati come persone. Se poi arriva anche una relazione, tanto meglio. Ma non può essere l’unico metro con cui si misura il proprio valore.

Per questo faccio un po’ fatica con l’idea della “pesca a strascico” di cui parla Curzolini: provarci con chiunque, accumulare rifiuti e andare avanti come se nulla fosse. Per qualcuno può funzionare, e magari è davvero la strategia giusta per certi caratteri. Però non tutti siamo fatti così. Se sei sempre stato abituato ai due di picche, a un certo punto è anche comprensibile chiedersi se tutto quello sforzo valga davvero la candela.
 
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Secondo me il punto fondamentale è non accasciarsi e non costruire tutta la propria autostima attorno al successo nel dating. È molto più sano riuscire a stare bene con se stessi, coltivare i propri hobby, le proprie passioni e le cose che ci fanno sentire realizzati come persone. Se poi arriva anche una relazione, tanto meglio. Ma non può essere l’unico metro con cui si misura il proprio valore.

Può funzionare solo se ti chiudi in cameretta. Nel caso in cui tu sia obbligato a mettere piede fuori di casa la gente ti considererà un ritardato a prescindere se si renderà conto che non scopi, non importa se hai 1000 hobby o se hai scoperto la cura per il cancro. Quando a lavorare abbiamo a che fare con qualcuno che non è completamente in bolla, le mie colleghe mi dicono sempre: "Per forza quello non è normale, è un putto*!" Tra l'altro non so se lo dicano per lanciare indirettamente anche a me una frecciatina o perché si scordano che sono un "putto" anch'io...

*Dalle mie parti sarebbe il corrispettivo maschile di "zitella", nel senso però di uomo rimasto solo in quanto non sviluppato sessualmente e poco autonomo.
 
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