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Non credo vi sia l'esistenza di un destino ineluttabile, mi piace più considerare la vita come un film in cui ogni singolo fotogramma è essenziale alla formazione. Una miscela di biologia, genetica ed esperienze che fanno sì che determinate azioni compiute in precisi momenti abbiano un significato necessario alla nostra sopravvivenza. Se riviste a posteriori quasi sempre si sarà insoddisfatti del proprio passato ma quel passato era anche un presente e quelle azioni le uniche che si potevano fare a quel momento, e la maggior parte di esse accadute nell'infanzia o nella giovinezza sono cercate soltanto per l'istinto di essere nel giusto, azioni che in quei precisi momenti abbiamo vissute come perfette, pur se a posteriori ci hanno condotto dove siamo adesso e che rigettiamo. Solitamente se si è repressi per cause esterne (famiglia, educazione, traumi) durante la nostra prima parte di vita, in quella fase istintuale necessaria si andranno a ricercare quelle esperienze castrate oppure per difesa si adotteranno comportamenti di dirottare la realtà sul "se fosse stato..."