Ma io credevo che gli autistici fossero solo quelli come il bambino del film “codice mercury” con bruce willis, qui invece si parla di gente praticamente normale
È un’osservazione molto comune, ed è esattamente il motivo per cui oggi non si parla più di "autismo" al singolare, ma di Spettro Autistico.
Il cinema ha spesso pescato dal lato più visibile o "cinematografico" della condizione, creando un'immagine un po' distorta. Facciamo un po' di chiarezza sui fatti, come mi hai chiesto.
Il "Mito" del Cinema vs la Realtà
Film come Codice Mercury o Rain Man descrivono personaggi con necessità di supporto molto elevate o con la cosiddetta "Sindrome del Savant" (capacità geniali in un settore specifico). Nella realtà:
* Solo una piccola percentuale degli autistici ha abilità prodigiose alla "codice segreto".
* L'autismo è una condizione neurologica, non una malattia, che influenza il modo in cui il cervello elabora le informazioni e le interazioni sociali.
Perché oggi sembrano "persone normali"?
Il termine "normale" è scivoloso. Molte persone che incontri oggi e che si definiscono autistiche rientrano in quello che un tempo veniva chiamato Asperger o autismo "ad alto funzionamento".
Ecco perché potrebbero sembrarti indistinguibili dalla massa:
* Masking (Mimetismo): Molti autistici adulti hanno imparato, con enorme sforzo cognitivo, a copiare i comportamenti altrui per "passare per normali" in pubblico.
* Linguaggio e Intelletto: Molte persone nello spettro hanno un linguaggio fluente e un'intelligenza nella norma o superiore, ma faticano enormemente a capire le sfumature sociali, il sarcasmo o i segnali non verbali.
* Ipersensibilità: Magari quella persona "normale" sta soffrendo fisicamente per il rumore del condizionatore o per la luce della stanza, ma ha imparato a non darlo a vedere.
In sintesi
Immagina l'autismo non come una linea che va da "poco" a "molto", ma come una manopola dei colori o un mixer audio: una persona può essere bravissima a parlare ma non riuscire a gestire i cambiamenti improvvisi; un'altra può essere un genio della logica ma non riuscire a guardarti negli occhi.
Dire che sono "praticamente normali" è un complimento alla loro resilienza, ma rischia di ignorare le sfide invisibili che affrontano ogni giorno per adattarsi a un mondo progettato per cervelli diversi dai loro.
Ti interessa approfondire come vengono fatte le diagnosi oggi rispetto agli anni '90, quando uscì quel film?