La mia vita fa schifo da anni e anni: non esco mai, odio che non sia mai riuscito a trovare una compagnia con cui uscire, degli amici veri. Tutti rimangono delle conoscenze e, ogni santo sabato, in questi anni son rimasto a casa. Nel weekend, a studiare, anziché uscire con qualcuno del paese o delle superiori, visto che non ho nessuno. Non ricordo una giornata bella di questi ultimi anni, eccetto quando la ragazza che mi piace (e che aveva mostrato interesse inizialmente per me) si era seduta di fianco in bus lo scorso ottobre e abbiamo riso tutto il tempo, ma non ero riuscito neanche a chiederle il numero.
Tutto questo, senza che i miei mi abbiano praticamente mai detto nulla. Qualche settimana fa, poi, si è impiccato un nostro vicino, e loro dicono che "la colpa era anche loro che non hanno capito", parlando dei parenti: io faccio il ceno col capo, ma dentro di me sorrido.
A breve, il 20 dovrei laurearmi in una facoltà inutile e che ormai odio. Ecco, l'università era il mio ultimo colpo della revolver: potevo salvarmi se avessi scelto ingegneria o economia, invece ho scelto una facoltà che ti dà pochissimo lavoro (e con stipendi orripilanti). Ti immagini che goduria? Uno studia ingegneria, nel frattempo fa palestra e si butta, va agli eventi, sapendo che può laurearsi anche un anno fuoricorso ma il futuro è suo, poi si iscrive a una magistrale e prende un sacco di soldi andando all'estero. Solo all'idea di dover rifare tutto e passare minimo altri tre anni in casa, stavolta senza nemmeno l'illusione di farmi una compagnia all'università o di trovare una ragazza, mi porta a scegliere di farla finita.
Penso che sia proprio una scelta razionale: meglio suicidarsi il giorno stesso della laurea, magari senza corda, ma da un ponte vicino casa (non perderei tempo e non rischierei), al presunto picco della vita, che anni e anni dopo, passati a marcire sempre di più dentro, a rimanere vergine e senza amici a 22, 23, 24 anni e così via. Spero di laurearmi con 110 (parto da 105, ho 8 punti a disposizione), nel caso mi sentirei veramente pieno, sennò pazienza, non cambia niente il voto. Già solo andare lì ed essere l'unico senza amici dietro mi porta a essere contento di sapere che sia l'ultima umiliazione.
Forse, se fossi riuscito a fare qualcosa con quella ragazza mi sarei un po' salvato, togliendomi il cruccio della verginità, ma qualche mese ho capito che non avrei mai e poi mai potuto fare nulla con nessuna. Non conta neanche fare nuoto agonistico ed essere alto 190, alcune persone son destinate. Ricordo il mio vicino, quando gli ultimi giorni cercavo di salutarlo e non incrociava il mio sguardo, son così con quelli che conosco.
Tutto questo, senza che i miei mi abbiano praticamente mai detto nulla. Qualche settimana fa, poi, si è impiccato un nostro vicino, e loro dicono che "la colpa era anche loro che non hanno capito", parlando dei parenti: io faccio il ceno col capo, ma dentro di me sorrido.
A breve, il 20 dovrei laurearmi in una facoltà inutile e che ormai odio. Ecco, l'università era il mio ultimo colpo della revolver: potevo salvarmi se avessi scelto ingegneria o economia, invece ho scelto una facoltà che ti dà pochissimo lavoro (e con stipendi orripilanti). Ti immagini che goduria? Uno studia ingegneria, nel frattempo fa palestra e si butta, va agli eventi, sapendo che può laurearsi anche un anno fuoricorso ma il futuro è suo, poi si iscrive a una magistrale e prende un sacco di soldi andando all'estero. Solo all'idea di dover rifare tutto e passare minimo altri tre anni in casa, stavolta senza nemmeno l'illusione di farmi una compagnia all'università o di trovare una ragazza, mi porta a scegliere di farla finita.
Penso che sia proprio una scelta razionale: meglio suicidarsi il giorno stesso della laurea, magari senza corda, ma da un ponte vicino casa (non perderei tempo e non rischierei), al presunto picco della vita, che anni e anni dopo, passati a marcire sempre di più dentro, a rimanere vergine e senza amici a 22, 23, 24 anni e così via. Spero di laurearmi con 110 (parto da 105, ho 8 punti a disposizione), nel caso mi sentirei veramente pieno, sennò pazienza, non cambia niente il voto. Già solo andare lì ed essere l'unico senza amici dietro mi porta a essere contento di sapere che sia l'ultima umiliazione.
Forse, se fossi riuscito a fare qualcosa con quella ragazza mi sarei un po' salvato, togliendomi il cruccio della verginità, ma qualche mese ho capito che non avrei mai e poi mai potuto fare nulla con nessuna. Non conta neanche fare nuoto agonistico ed essere alto 190, alcune persone son destinate. Ricordo il mio vicino, quando gli ultimi giorni cercavo di salutarlo e non incrociava il mio sguardo, son così con quelli che conosco.