Negli anni 90 ero un bambino, ho vissuto l'adolescenza nei primi anni 2000. I coglioncelli senza pensiero critico ed i truzzi ci sono sempre stati ma si avevano anche personalità rilevanti che spiccavano nel mucchio, pur non essendoci la rete internet e quindi meno diffusione di sapere e materiale culturale vi erano grandi differenziazioni sul modo di pensare ed anche la presenza di moltissime sottoculture (metallari, punkettari, i seguaci delle boyband, grungettoni), si era quindi obbligati ad una socialità di persona, di petto, immediata, se sparavi stronzate o non sapevi qualcosa non c'era il dottor Google a salvarti, ma venivi già etichettato in un certo qual modo e l'ostentazione dell' "ignoranza" di oggi era ben vista limitatamente ad un cortile scolastico all'ora di ricreazione. Se devo riscontrare differenze con l'oggi, ci sono e sono enormi, per brevità dico soltanto che mi sembra di vedere un livellamento verso la mediocrità, non si è né troppo buoni né troppo cattivi, vedo i giovani come una amorfa massa grigia di conformisti, stesse pettinature, stessi vestiti, stesse mode, persino stesso modus operandi a seconda delle facoltà universitarie di provenienza. Tutto ciò ad oggettivo seguito dei social, che tendono a veicolare certi messaggi di massa che non fanno sviluppare il pensiero critico e non instillano il dubbio a porsi domande, come se da una enorme CPU societaria vengano inviati tutti i dati uguali e che non contemplano l'errore. Tutti robot dall'ego fragile. Un Ernst Junger oggi verrebbe visto come un pazzo oppure ancora peggio, cadrebbe nell'indifferenza più totale.