Socialismo relazionale vs capitalismo relazionale

Franz Joseph

Well-known member
Whitepillato
Ispirato dal 3d del buon Fontamara, vorrei darvi la mia visione del passaggio tra gli schemi di selezione sessuale passati rispetto a quelli attuali.

In questa disamina non mi interessa il disagio o la sofferenza degli individui coinvolti. Espongo una teoria in modo oggettivo e imparziale. I due termini del titolo non esistono online, li ho coniati io perché descrivono bene il fenomeno.

Per gran parte della storia dell’Homo sapiens si è osservata una forte discrepanza riproduttiva tra maschi e femmine. Studi genetici mostrano che storicamente si sono riprodotte molte più donne che uomini, in media circa 2 donne per ogni 1 uomo, con un picco 7–8 mila anni fa dove, in alcune popolazioni, la proporzione arrivava anche a 1 uomo ogni 15–17 donne, con una distribuzione fortemente asimmetrica delle opportunità maschili.
Questo è ciò che definisco capitalismo relazionale, ovvero uno schema poliginico dove pochi uomini concentrano gran parte del “capitale” riproduttivo in un libero mercato sessuale. È una distribuzione a forte concentrazione, molti uomini esclusi e pochi con accesso multiplo. La selezione sessuale qui è intensa, la competizione maschile interna è elevata, lo status e le risorse determinanti.

In epoca relativamente recente questo schema è stato arginato attraverso l’imposizione culturale della monogamia stabile. Norme religiose e sociali hanno vincolato le coppie nel tempo, ridistribuendo l’accesso riproduttivo maschile. Questo modello lo chiamo socialismo relazionale, meno concentrazione, meno competizione diretta e maggiore stabilità. La selezione sessuale si attenua, quella ambientale diventa più rilevante.

Oggi il socialismo relazionale è in decadenza. Divorzio, contraccezione, indipendenza economica femminile e dating online hanno riaperto un mercato molto più libero permettendo una maggior ripresa degli schemi ipergamici. Non siamo tornati alla poliginia formale, ma stiamo andando verso un sistema ibrido, monogamia di facciata e dinamiche di mercato competitive nella pratica. Questo terzo polo è meno stabile perché combina libertà individuale e forte concentrazione dell’attenzione su una minoranza maschile ad alto valore percepito, portando come risultato è una nuova asimmetria nella distribuzione delle opportunità, pur in un contesto nominalmente egualitario.
 
Ispirato dal 3d del buon Fontamara, vorrei darvi la mia visione del passaggio tra gli schemi di selezione sessuale passati rispetto a quelli attuali.

In questa disamina non mi interessa il disagio o la sofferenza degli individui coinvolti. Espongo una teoria in modo oggettivo e imparziale. I due termini del titolo non esistono online, li ho coniati io perché descrivono bene il fenomeno.

Per gran parte della storia dell’Homo sapiens si è osservata una forte discrepanza riproduttiva tra maschi e femmine. Studi genetici mostrano che storicamente si sono riprodotte molte più donne che uomini, in media circa 2 donne per ogni 1 uomo, con un picco 7–8 mila anni fa dove, in alcune popolazioni, la proporzione arrivava anche a 1 uomo ogni 15–17 donne, con una distribuzione fortemente asimmetrica delle opportunità maschili.
Questo è ciò che definisco capitalismo relazionale, ovvero uno schema poliginico dove pochi uomini concentrano gran parte del “capitale” riproduttivo in un libero mercato sessuale. È una distribuzione a forte concentrazione, molti uomini esclusi e pochi con accesso multiplo. La selezione sessuale qui è intensa, la competizione maschile interna è elevata, lo status e le risorse determinanti.

In epoca relativamente recente questo schema è stato arginato attraverso l’imposizione culturale della monogamia stabile. Norme religiose e sociali hanno vincolato le coppie nel tempo, ridistribuendo l’accesso riproduttivo maschile. Questo modello lo chiamo socialismo relazionale, meno concentrazione, meno competizione diretta e maggiore stabilità. La selezione sessuale si attenua, quella ambientale diventa più rilevante.

Oggi il socialismo relazionale è in decadenza. Divorzio, contraccezione, indipendenza economica femminile e dating online hanno riaperto un mercato molto più libero permettendo una maggior ripresa degli schemi ipergamici. Non siamo tornati alla poliginia formale, ma stiamo andando verso un sistema ibrido, monogamia di facciata e dinamiche di mercato competitive nella pratica. Questo terzo polo è meno stabile perché combina libertà individuale e forte concentrazione dell’attenzione su una minoranza maschile ad alto valore percepito, portando come risultato è una nuova asimmetria nella distribuzione delle opportunità, pur in un contesto nominalmente egualitario.
Non vedo errori. Hai fatto una bella disamina (anche se il contenuto è forse culturalmente troppo alto per questo forum).
La vita è profondamente ingiusta e diseguale. Per questo, in linea con Zapffe, auspico l'estinzione non solo del genere umano, ma anche di ogni altra vita animale e vegetale (che si basa solo sulla sopraffazione del più debole da parte del più forte).
Noi incel/volcel il nostro contributo lo stiamo dando: di questo dobbiamo essere profondamente orgogliosi!
 
1) Non c'è bisogno di coniare termini nuovi, i concetti che vuoi esprimere si chiamano monogamia e harem.
2) A quali studi genetici ti riferisci? Non ho mai letto niente a riguardo, sono curioso.
3) La stragrande varietà di modelli familiari nelle varie culture del mondo contraddice l'idea che il modello "naturale" della selezione sessuale umana sia l'harem poliginico, cioè molte comunità anche isolate e apparentemente conservative vivono seguendo modelli diversi.
4) La monogamia imposta crea una stabilità apparente, giuridica: pensa ai tradimenti, divorzi, assassini del coniuge, concubinati, cicisbei, serve sessuali, o anche a donne e uomini che pur sposandosi per convenienza rifiutavano di intrattenere rapporti. È una stabilità della relazione sociale, non della sfera sentimentale e riproduttiva. La monogamia a parere mio è sempre stata, per varie necessità, in gran parte di facciata.
5) Il sistema attuale non è più instabile di quelli passato, è solo che vivendolo di persona ne intravvedi tutte le contraddizioni e idiosincrasie, mentre dei modelli passati hai solo un'approssimazione teorica e idealizzata.
 
1) Non c'è bisogno di coniare termini nuovi, i concetti che vuoi esprimere si chiamano monogamia e harem.
2) A quali studi genetici ti riferisci? Non ho mai letto niente a riguardo, sono curioso.
3) La stragrande varietà di modelli familiari nelle varie culture del mondo contraddice l'idea che il modello "naturale" della selezione sessuale umana sia l'harem poliginico, cioè molte comunità anche isolate e apparentemente conservative vivono seguendo modelli diversi.
4) La monogamia imposta crea una stabilità apparente, giuridica: pensa ai tradimenti, divorzi, assassini del coniuge, concubinati, cicisbei, serve sessuali, o anche a donne e uomini che pur sposandosi per convenienza rifiutavano di intrattenere rapporti. È una stabilità della relazione sociale, non della sfera sentimentale e riproduttiva. La monogamia a parere mio è sempre stata, per varie necessità, in gran parte di facciata.
5) Il sistema attuale non è più instabile di quelli passato, è solo che vivendolo di persona ne intravvedi tutte le contraddizioni e idiosincrasie, mentre dei modelli passati hai solo un'approssimazione teorica e idealizzata.
Ti rispondo in questa manierà perché la trovo più pratica:

1) Sì, mi sono dato un po' più di libertà, però potevo tranquillamente evitare di usarli.

2) Le fonti a cui faccio riferimento son queste:
– Hawks et al., Recent acceleration of human adaptive evolution, PNAS, 2007
– Karmin et al., High-resolution human Y chromosome phylogenetic tree, Science, 2015
– Zeng et al., A recent bottleneck of Y chromosome diversity coincides with a global change in culture, Genome Research, 2018

3) Non ho parlato di harem nel 3d ma della struttura riproduttiva, che essa possa essere stata generata tramite harem, stupri o altre ipotesi è indifferente. D'altro canto trovo molto poco probabile che la prole possa essere riuscita a sopravvivere nonostante la mancanza di cure parentali da parte del padre, quindi a mio giudizio ritengo sia più plausibile una forma di poliginia come struttura.

4) Attualmente la monogamia è fallacea per i punti che hai citato, in passato però c'è stata molta più pressione per impedire che possano essersi verificati dei tradimenti, soprattutto da parte della donna, se si analizza il genoma umano difatti la discrepanza di riproduzione che era presente nella preistoria, è stata appianata.

5) Su questo aspetto non posso ribattere. Posso dare una mia supposizione, sinceramente mi sembra che quel modello sia stato premiato per millenni, rispetto a quello attualmente presente da qualche decina di anni. Poi nella mia disamina, non ho toccato la sofferenza che può provocare al singolo individuo, sicuramente quello attuale premia molto la scelta individuale come molte meno imposizioni.
 
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