Le colpe dei padri

I miei non mi hanno proposto niente perché mi consideravano una spesa, quando pagavano i libri di scuola ,mi dicevano che con tutte quelle spese per tutto l' anno non avrebbero speso più per me ; mia madre a mia memoria ha detto che ha sempre lavorato troppo e si doveva godere il riposo ,da piccola i miei nonni avevano delle mucche e galline e quindi penso abbia imparato lì a crescere figli, dargli da mangiare due volte al giorno e poi devono ubbidire ; naturalmente cose come,cinema,teatro, musica ,disegno erano perdite di tempo a casa mia ,contava solo lavorare ,per pagare la casa,e tenere da parte qualcosa per il funerale
 
Non siamo inetti, siamo vittime di un sistema che ci vuole fuori dai giochi o al massimo funzionali alle esigenze femministe, una forma di schiavitù.

Lasciamo stare i genitori che non sono la causa della nostra inettitudine.

Gli incel sono tali perché le donne hanno deciso così, non perché siamo stati noi a non riuscire a farci accettare.

Tutto questo per dire che: è tutta colpa delle np
Verissimo colpa loro. Credetemi dai profili falsi che creai di chad loro con il chad ci stavano tutte
 
Il fulcro è che non tutti riescono felicemente, tranquillamente ed in maniera efficace ad adeguarsi a questa società supercompetitiva ed ipercapitalistica.
Non pochi avvoltoi in giro ed esseri insensibili.
 
Mio pad
Dici che è preoccupata perché non la vedi spesso, sa dello stile di vita che hai?
Sono contenta che dopo la separazione non abbia creato la tipica situazione dove si accusa di ogni male il genitore assente, forse pensi la stessa cosa.
Mio padre non era assente e non lo è tutt'ora. Ha fatto altre cazzate che mi hanno danneggiato pesantemente economicamente nella guerra con mia madre, guerra che mia madre non stava combattendo. Lui ha vissuto la separazione come un affronto personale,ha una mentalità più "paesana" di me o mia madre.In un certo senso sono io che sono stato un figlio assente con lui, non mi sono mai sentito a mio agio con lui. Non posso rimproverargli assenze. Viveva vicino,mi portava in vacanza 3 volte l'anno dovunque volessi e tutti i fine settimana a pesca a centinaia di km di distanza, e lui non pescava. Chiaramente i miei conoscono il mio stile di vita, è lo stesso da quando ho 14 anni,pur venendo da una famiglia astemia(solo mio padre beve un bicchiere di vino durante i pasti) e ferocemente contraria a qualsiasi tipo di droga. Mia madre non ha mai creato un ambiente tossico,anzi ancora mi telefona per assicurarsi che faccia gli auguri a mio padre e mi compra un regalo per lui. È preoccupata per il futuro. Non tanto per le droghe,ha capito che posso gestirle. Io sono stato allevato come se dovessi governare un regno. Lei non riesce a capire perché viva qui e faccia il lavoro che faccio stentando a sopravvivere
 
Sicuramente ha influito molto: in generale i genitori, sono le prime persone conosciamo, che ci dovrebbero accompagnare ma spesso non è così.

Non entrerò nei dettagli ora, ma mi hanno causato molte insicurezze, tanto che ci ho messo anni solo per fare la spesa da solo senza sentirmi in ansia (e contando anche il non essermi mai ambientato a scuola, in mezzo alle persone, non ho proprio imparato a stare con le persone) e ho passato gran parte della mia vita rinchiuso in casa, non mi sono mai sentito spronato e valorizzato nelle mie qualità, che ho totalmente represso.

Ho dovuto imparare anche le cose più banali da solo e ho avuto la forza immane di perdonare, la negligenza genitoriale e anche le ferite inflitte, cercando di provare a capire e amare in ogni caso, nonostante tutto.

Ora come ora, sono grato di aver fatto progressi, seppur la strada sia ancora lunga.
Mi è stato detto più volte, da altre persone, che nella mia situazione, è un miracolo non sia impazzito, anche perché ci sono state molte cose, situazioni, che effettivamente,
che mi avrebbero potuto dare tanti "motivi" per provare odio, rancore o vendetta, ma ho rinunciato a questo e ho fatto l'esatto opposto, con un'estrema forza di volontà.



Se fossi padre, semplicemente creerei un ambiente adatto a un figlio/a, in modo che possano emergere spontaneamente le sue capacità, e guidandolo, amandolo, banalmente questo.


Penso che l'errore di molti genitori, sia che vedano la propria prole come qualcosa per se stessi, quasi come animali da compagnia o per obbligo sociale, come un traguardo della vita o su cui proiettare le proprie ambizioni mancate.
Questa è una forma di malattia e l'80% delle persone mi stupisce veda tale cosa come normale e legittima.

Essere un genitore dovrebbe essere una scelta consapevole e dettata dal volersi donare per una nuova vita e fare tutto il possibile fiorisca, devi essere tu a donarti a quella vita, non quella che vita che si regala a te per i tuoi egoismi o desideri personali.

O sei disposto a fare quello sforzo o meglio non creare danni.
 
Pensate, anche in minima parte, che la vostra condizione di inettitudine (sia chiaro che non voglio insultare nessuno, intendo qualsiasi tipo di carenza che sentite pesare anche oggi) possa essere dovuta dal modo in cui siete stati cresciuti? Da dei modelli o aspettative che non siete riusciti a raggiungere?
Rimpiangete di aver avuto i vostri modelli famigliari? Se foste padri vi comportereste in modo diverso con vostro figlio? Cosa cambiereste?
Miei genitori mai presa patente. All'epoca fui escluso da alcuni giri perchè a 16-17 mica potevo andare sempre a scrocco. Per non dire di quando dal dentista ci andai da solo a 15 perchè vidi un puntino nero sul dente. Tutto normale secondo i genitori, boh. Vacanze passate a lavorare. Emigrato per pagare debiti altrui, ritornato per malattie dei miei genitori e altrui. Certo forse avrei potuto ritagliare del tempo per me ma se questa è la societá italiota che mi circonda, meglio essere incel.
 
La trascuratezza emotiva infantile lascia sempre un solco profondo e indelebile in un cervello che sta cercando di capire chi è relazionandosi con gli altri. Un padre giudice irraggiungibile che ti spacca i giocattoli saltandoci su e urlando non è propriamente il migliore modello per sviluppare autostima e determinazione. Ho sempre temuto che avrei finito con il riproporre gli stessi schemi, ma il problema non si è mai posto, la stirpe finisce qui.
 
La trascuratezza emotiva infantile lascia sempre un solco profondo e indelebile in un cervello che sta cercando di capire chi è relazionandosi con gli altri. Un padre giudice irraggiungibile che ti spacca i giocattoli saltandoci su e urlando non è propriamente il migliore modello per sviluppare autostima e determinazione. Ho sempre temuto che avrei finito con il riproporre gli stessi schemi, ma il problema non si è mai posto, la stirpe finisce qui.

Amen!

Non desidero figliare ne perché lo voglio nè perché voglio mettere martiri in questa malsana società.
Non faccio lo spiritoso che si omologa al gregge considerando l’atto di riprodursi come obbligatorio ( Padri che fanno gli spiritosi e poi abbandona i figli…)
 
Veramente estremo però

Ma ancora adesso è così apprensiva? Hai provato a parlarle in merito?
Ma va ho 20 anni adesso non me ne frega più dei suoi estremismi. Le stesse robe le sta facendo adesso a mia sorella, 15 anni, non può invitare a casa nessuno, non può uscire con nessuno. Infatti mia sorella è perennemente triste. Lei essendo femmina riceve centinaia di attenzioni ogni giorno dall’altro sesso, a differenza mia uomo che ne ho ricevute 0. Per lei sarà ancora più dura

Certo che ho provato a parlarle in merito, ma non serve a nulla. Lei dice che trovando una ragazza nella chiesa sarei apposto nella vita. Però allo stesso tempo per trovare la persona giusta devi quantomeno averci abitato insieme. E se metti 2 persone di sesso opposto che si amano nella stessa casa da soli, è praticamente impossibile privarli di qualsiasi rapporto intimo. Se si arriva a ciò, scatta la fornicazione, uno dei peccati sessuali più gravi insieme all’adulterio e all’omosessualità. Io ho provato a spiegare la contraddizione per cui non si può trovare la persona giusta senza cadere nella fornicazione, ma lei non vuole accettarlo
 
I vostri racconti mi lasciano sbalordita ragazzi, mi aspettavo sicuramente che qualcuno avesse avuto delle difficoltà con i genitori ma non credevo fossero così pesanti.
Non capisco come due adulti possano prendere una decisione che inevitabilmente cambierà la loro vita e avere un figlio (o più) quando non sono pronti o non corrisposti a quel tipo di ruolo.
Come è possibile poi non si adattino al bene dello stesso, come è possibile che non empatizzino con ciò che hanno generato.

So che non può valere nulla ma vi sono vicina
@Cronico @hagner @Lo squalificato @Bruciato
 
I vostri racconti mi lasciano sbalordita ragazzi, mi aspettavo sicuramente che qualcuno avesse avuto delle difficoltà con i genitori ma non credevo fossero così pesanti.
Non capisco come due adulti possano prendere una decisione che inevitabilmente cambierà la loro vita e avere un figlio (o più) quando non sono pronti o non corrisposti a quel tipo di ruolo.
Come è possibile poi non si adattino al bene dello stesso, come è possibile che non empatizzino con ciò che hanno generato.

So che non può valere nulla ma vi sono vicina
@Cronico @hagner @Lo squalificato @Bruciato
Sei molto profonda e sensibile, Rickkk! 😊

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Naturalmente con geni fallati come i miei passa la voglia di avere figli ,magari nasce già paraplegico o fortemente autistico ,a parte questo senza una base economica solida non si può programmare la famiglia
 
Chiedo agli admin di cambiare il titolo a causa di questo "sfortunato" incidente di battitura.
Se vuoi te lo ripeto, il titolo del libro è "le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto. Ho citato proprio questo libro, se si fosse chiamato "le colpe dei genitori" avrei intitolato il thread così.
Se vuoi fare un reclamo per la scorrettezza del titolo rivolgiti a Perissinotto.
 
Non so quale, ma sicuro mia madre mi ha passato/causato qualche trauma grave. Una persona molto narcisista che non è riuscita ad amare nessuno dei suoi figli. Mi ha sempre riempito di mazzate, ma non il classico schiaffo educativo, roba da "al pronto soccorso devi raccontare che sei caduto da solo". Il fatto che lei si sia sempre dimenticata il mio compleanno può essere il motivo per cui non lo festeggio mai e odio quella giornata, e siamo nati lo stesso giorno.
 
Se vuoi te lo ripeto, il titolo del libro è "le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto. Ho citato proprio questo libro, se si fosse chiamato "le colpe dei genitori" avrei intitolato il thread così.
Se vuoi fare un reclamo per la scorrettezza del titolo rivolgiti a Perissinotto.

Eh già, "purtroppo" il libro di quel femminista non ti ha lasciato scelta, non hai neanche avuto la possibilità di intitolarlo "le colpe dei genitori" e poi citare il suo libro.

Hai notato che qua la maggioranza sta dando la colpa alla madre ?
 
Da qualche parte ho letto che diventare adulti consiste nel riuscire a perdonare i propri genitori per i loro errori e nell’imparare a diventare in qualche modo genitori di se stessi. Non credo che perdonare significhi giustificarli o negare le conseguenze di quello che abbiamo vissuto, ma per me vuol dire riconoscere che anche i nostri genitori sono persone con dei limiti e che sono a loro volta condizionate dalla propria storia. Diventare genitori di noi stessi per me vuol dire imparare a offrirci da adulti ciò che loro non hanno saputo darci o che hanno saputo darci solo in parte, per esempio presenza, protezione, incoraggiamento, disciplina, fiducia. La famiglia d'origine può sicuramente spiegare molte delle nostre fragilità, ma non può determinarci per sempre.
 
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