Quasi tutti gli uomini sposati che incontro sulla 40ina sono depressi

Uno/a il sesso lo deve fare quando se la sente
Essi cosi facendo dobbiamo stare ai dettami e agli scleri delle np:
dalla troia che la da solo a chad e a noi subchad fa aspettare fino ai 30-35
Alla psichiatrizzata complessata tipo quella low iq di sto forum che neanche serve nominare che le va bene aspettare 300 mesi mentre il fidanzato sta con le palle blu per anni e se lui la lascia il carnefice è lui
 
Eh vabbè ora li vedete sgonfiati, ma qualcosa avranno vissuto nei loro anni di coppia?

Pensate a quelli che sono e saranno predestinati a rimanere soli, perché si è vero che soli si starà bene ma alla lunga stanca ed annoia...

Comunque non si dovrebbe stare tanto a calcolare se un tipa ha scopato con tutti o con nessuno sennò non se ne esce, dovete (io l'ho fatto) cambiare mentalità. L'ideale è mettersi l'anima in pace e pensare di stare insieme ad una prostituta che pagate a minor prezzo...

Tanto si sa che le femmine fanno e faranno sempre sesso e robe simili e quindi perché farsi il sangue acido? Qualcuno dirà che sono un cuck, assolutamente no...
 
Comunque non si dovrebbe stare tanto a calcolare se un tipa ha scopato con tutti o con nessuno sennò non se ne esce, dovete (io l'ho fatto) cambiare mentalità. L'ideale è mettersi l'anima in pace e pensare di stare insieme ad una prostituta che pagate a minor prezzo...
In realtà la si paga a prezzo carissimo oggigiorno...Le np sono l'unico prodotto che viola le leggi dell'eocnomia: nuovo costa meno che usato LOL
Tanto si sa che le femmine fanno e faranno sempre sesso e robe simili e quindi perché farsi il sangue acido? Qualcuno dirà che sono un cuck, assolutamente no...
Mi facico il sangue acido perchè c'è scritto nel mio dna che una che ha preso altri cazzi mi fa venire vomitare. non è una mia "scelta", non è una "mia" opinione, sono i miei geni vichinghi che lo pensano
 
Eh vabbè ora li vedete sgonfiati, ma qualcosa avranno vissuto nei loro anni di coppia?

Pensate a quelli che sono e saranno predestinati a rimanere soli, perché si è vero che soli si starà bene ma alla lunga stanca ed annoia...

Comunque non si dovrebbe stare tanto a calcolare se un tipa ha scopato con tutti o con nessuno sennò non se ne esce, dovete (io l'ho fatto) cambiare mentalità. L'ideale è mettersi l'anima in pace e pensare di stare insieme ad una prostituta che pagate a minor prezzo...

Tanto si sa che le femmine fanno e faranno sempre sesso e robe simili e quindi perché farsi il sangue acido? Qualcuno dirà che sono un cuck, assolutamente no...

Si, ma è quasi peggio ritrovarsi cornificato a 40 anni e senza un euro in tasca
 
Essi cosi facendo dobbiamo stare ai dettami e agli scleri delle np:
dalla troia che la da solo a chad e a noi subchad fa aspettare fino ai 30-35
Alla psichiatrizzata complessata tipo quella low iq di sto forum che neanche serve nominare che le va bene aspettare 300 mesi mentre il fidanzato sta con le palle blu per anni e se lui la lascia il carnefice è lui
ti devo correggere, 30-35 anni non è assolutamente più la soglia di età a cui ( forse ) cambia qualcosa ed iniziano a guardare i non-chad.
questo poteva essere vero fino a 10 anni fa...ora la soglia è 45-50, età dove ancora guardano ancora molto l'aspetto fisico anche se con modalità diverse
 
I miei nonni hanno condiviso più di sessant'anni di matrimonio e di vita insieme. Una vita intera, fatta sicuramente di momenti bellissimi, ma anche di difficoltà, sacrifici, problemi, gioie e quotidianità.

Eppure, nonostante tutti quegli anni trascorsi fianco a fianco, tante volte mi è capitato di sentire mio nonno dirmi: "Sai, senza tua nonna non saprei come fare. Per me lei è tutto". E altrettante volte ho sentito mia nonna dire esattamente la stessa cosa di lui.

Ed è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere.

Oggi, questo modo di vivere i rapporti, purtroppo è diventato molto più raro. Sono cambiati i tempi ed è cambiata la società. Non voglio idealizzare il passato ma credo che, insieme a tanti cambiamenti positivi, abbiamo perso almeno in parte quella capacità di concepire una relazione come qualcosa da costruire giorno dopo giorno, con pazienza, impegno, compromessi e soprattutto con la volontà di affrontare insieme anche i periodi più difficili.

Forse oggi siamo diventati più individualisti e più abituati all'idea che tutto possa essere sostituito quando non ci soddisfa più come prima. E questa mentalità, inevitabilmente, rischia di entrare anche nei rapporti umani. Costruire qualcosa che duri decenni, invece, significa accettare che non possa essere sempre tutto perfetto, che ci saranno momenti in cui bisognerà venirsi incontro, cambiare, crescere.

Per questo, quando penso ai miei nonni e a quelle loro parole, per me c'è qualcosa di profondissimo. Arrivare alla fine di una vita trascorsa insieme e sentire ancora che quella persona è il proprio punto di riferimento, la propria casa, qualcuno senza il quale sarebbe difficile persino immaginare la quotidianità.

Non esiste una vita perfetta e probabilmente non esiste nemmeno un amore perfetto. Ma poter arrivare a un certo punto della propria esistenza, guardare la persona che ci è stata accanto per una vita intera e pensare sinceramente "senza di lei" o "senza di lui, non saprei come fare", credo sia una delle forme più belle, profonde e autentiche dell'amore.
 
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I miei nonni hanno condiviso più di sessant'anni di matrimonio e di vita insieme. Una vita intera, fatta sicuramente di momenti bellissimi, ma anche di difficoltà, sacrifici, problemi, gioie e quotidianità.

Eppure, nonostante tutti quegli anni trascorsi fianco a fianco, tante volte mi è capitato di sentire mio nonno dirmi: "Sai, senza tua nonna non saprei come fare. Per me lei è tutto". E altrettante volte ho sentito mia nonna dire esattamente la stessa cosa di lui.

Ed è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere.

Oggi, questo modo di vivere i rapporti, purtroppo è diventato molto più raro. Sono cambiati i tempi ed è cambiata la società. Non voglio idealizzare il passato ma credo che, insieme a tanti cambiamenti positivi, abbiamo perso almeno in parte quella capacità di concepire una relazione come qualcosa da costruire giorno dopo giorno, con pazienza, impegno, compromessi e soprattutto con la volontà di affrontare insieme anche i periodi più difficili.

Forse oggi siamo diventati più individualisti e più abituati all'idea che tutto possa essere sostituito quando non ci soddisfa più come prima. E questa mentalità, inevitabilmente, rischia di entrare anche nei rapporti umani. Costruire qualcosa che duri decenni, invece, significa accettare che non possa essere sempre tutto perfetto, che ci saranno momenti in cui bisognerà venirsi incontro, cambiare, crescere.

Per questo, quando penso ai miei nonni e a quelle loro parole, per me c'è qualcosa di profondissimo. Arrivare alla fine di una vita trascorsa insieme e sentire ancora che quella persona è il proprio punto di riferimento, la propria casa, qualcuno senza il quale sarebbe difficile persino immaginare la quotidianità.

Non esiste una vita perfetta e probabilmente non esiste nemmeno un amore perfetto. Ma poter arrivare a un certo punto della propria esistenza, guardare la persona che ci è stata accanto per una vita intera e pensare sinceramente "senza di lei" o "senza di lui, non saprei come fare", credo sia una delle forme più belle, profonde e autentiche dell'amore.
hai espresso un pensiero molto bello, e hai anche descritto uno dei più grandi problemi della cultura occidentale odierna.
 
I miei nonni hanno condiviso più di sessant'anni di matrimonio e di vita insieme. Una vita intera, fatta sicuramente di momenti bellissimi, ma anche di difficoltà, sacrifici, problemi, gioie e quotidianità.

Eppure, nonostante tutti quegli anni trascorsi fianco a fianco, tante volte mi è capitato di sentire mio nonno dirmi: "Sai, senza tua nonna non saprei come fare. Per me lei è tutto". E altrettante volte ho sentito mia nonna dire esattamente la stessa cosa di lui.

Ed è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere.

Oggi, questo modo di vivere i rapporti, purtroppo è diventato molto più raro. Sono cambiati i tempi ed è cambiata la società. Non voglio idealizzare il passato ma credo che, insieme a tanti cambiamenti positivi, abbiamo perso almeno in parte quella capacità di concepire una relazione come qualcosa da costruire giorno dopo giorno, con pazienza, impegno, compromessi e soprattutto con la volontà di affrontare insieme anche i periodi più difficili.

Forse oggi siamo diventati più individualisti e più abituati all'idea che tutto possa essere sostituito quando non ci soddisfa più come prima. E questa mentalità, inevitabilmente, rischia di entrare anche nei rapporti umani. Costruire qualcosa che duri decenni, invece, significa accettare che non possa essere sempre tutto perfetto, che ci saranno momenti in cui bisognerà venirsi incontro, cambiare, crescere.

Per questo, quando penso ai miei nonni e a quelle loro parole, per me c'è qualcosa di profondissimo. Arrivare alla fine di una vita trascorsa insieme e sentire ancora che quella persona è il proprio punto di riferimento, la propria casa, qualcuno senza il quale sarebbe difficile persino immaginare la quotidianità.

Non esiste una vita perfetta e probabilmente non esiste nemmeno un amore perfetto. Ma poter arrivare a un certo punto della propria esistenza, guardare la persona che ci è stata accanto per una vita intera e pensare sinceramente "senza di lei" o "senza di lui, non saprei come fare", credo sia una delle forme più belle, profonde e autentiche dell'amore.
Un amore di messaggio, Magic92, e questo mi fa salire l' incazzo che tu sia qui, non lo posso tollerare che tu sia in questo inferno di sofferenza.
Hai centrato il grave problema della cultura consumistica che ha infettato i rapporti umani. Ci sta portando in un abisso di sofferenza.

Vorrei che tu ti rimettessi in gioco, Magic92, magari ti risenti con quella trombamica, non necesseriamente perché devi di nuovo farci sesso, metti per fare una passeggiata. Sei un bellissimo ragazzo, ma non perché abiti da solo, lavori, queste cazzate qua, ma per i valori umani, la tua gentilezza. Non accetto che tu stia a farti le seghe, non lo posso tollerare.
 
Un amore di messaggio, Magic92, e questo mi fa salire l' incazzo che tu sia qui, non lo posso tollerare che tu sia in questo inferno di sofferenza.
Hai centrato il grave problema della cultura consumistica che ha infettato i rapporti umani. Ci sta portando in un abisso di sofferenza.

Vorrei che tu ti rimettessi in gioco, Magic92, magari ti risenti con quella trombamica, non necesseriamente perché devi di nuovo farci sesso, metti per fare una passeggiata. Sei un bellissimo ragazzo, ma non perché abiti da solo, lavori, queste cazzate qua, ma per i valori umani, la tua gentilezza. Non accetto che tu stia a farti le seghe, non lo posso tollerare.
Ti ringrazio davvero tanto per queste bellissime parole, Avanguardia. Le ho apprezzate molto, soprattutto perché sentire riconosciuti aspetti come la gentilezza e i valori umani, per me, vale molto più di qualsiasi altra cosa.

Con il tempo, però, ho imparato una cosa che per me è stata fondamentale: stare bene con me stesso. Non è stato facile arrivarci e so benissimo che è molto più semplice dirlo che farlo, ma credo che sia possibile costruirsi una vita bella, piena e serena anche senza avere necessariamente una donna accanto.

Quando hai interessi, passioni, amicizie, persone a cui vuoi bene, cose che ti incuriosiscono e motivi per alzarti la mattina con entusiasmo, la vita non diventa una sorta di sala d'attesa nella quale restare fermi aspettando che arrivi qualcuno. È vita comunque, ed è una vita che può avere un enorme valore.

Naturalmente questo non significa che abbia smesso di desiderare l'amore. Anzi, mi piacerebbe moltissimo che un giorno arrivasse una persona con cui condividere tutto questo. Però, arrivato a 34 anni senza aver mai avuto una vera relazione, penso sia anche giusto guardare la realtà con lucidità: potrebbe succedere domani, tra qualche anno oppure magari non succedere affatto. E non voglio che la mia serenità dipenda esclusivamente da qualcosa che non posso controllare.

Forse la conquista più importante che ho fatto negli ultimi anni è proprio questa: non considerare più la solitudine come una condanna. Ho imparato a stare da solo senza necessariamente sentirmi solo, a riempire le mie giornate di cose che mi fanno stare bene e a dare valore a quello che già possiedo.

Se un giorno arriverà l'amore, sarò felicissimo di accoglierlo e di rimettermi in gioco. Ma vorrei che fosse qualcosa che si aggiunge a una vita che ha già un suo valore, non qualcosa senza il quale quella vita perde significato.

Grazie ancora, davvero, per quello che mi hai scritto. ❤️
 
Guarda, per qualche periodo, quando ero più giovane, pensai che ci sarei riuscito a fare come te. Ma, forse tu hai qualche livello di asessualità, non lo scrivo con offesa. Poi forse non riesco a fare come te perché di questa società molte cose non piacciono, comprese le sue distrazioni, e amici non ne ho, troverei single tutti psichiatrizzati, rincoglioniti, pure pericolosi, e non mi aiuterebbe.
 
Ci sono anche altri motivi per cui li vedi distrutti fisicamente e mentalmente. Nella cd "famiglia tradizionale" l'uomo doveva lavorare ma della cura dei figli piccoli e delle faccende di casa se ne occupava la donna e i nonni/zie/cugine, la famiglia allargata. Oggi l'uomo sposato con figli non solo deve sorbirsi 6 ore di lavoro di ufficio + 1 ora di macchina/bus/metro per andare e tornare ma anche fare la spesa + commissioni varie + tenere occupati i figli e prendersi cura di loro quando lei non può.
In pratica la sua vita fuori dal lavoro/impegni quotidiani diventa inesistente.
La distruzione delle famiglie allargate ha portato a questo.
Come detto dall'autore del post se in un piccolo paesino si può in qualche modo appianare la fatica in una grande città si fa una vita da zombie: occhiaie perché non si dorme, mal di testa, pensieri snervanti su lavoro e cura dei figli, moglie che non te la da più.
La salute inizia a precipitare e per sborrare restano solo le pro o chiudersi a chiave nel bagno e segarsi guardando il telefono.
 
Ci sono anche altri motivi per cui li vedi distrutti fisicamente e mentalmente. Nella cd "famiglia tradizionale" l'uomo doveva lavorare ma della cura dei figli piccoli e delle faccende di casa se ne occupava la donna e i nonni/zie/cugine, la famiglia allargata. Oggi l'uomo sposato con figli non solo deve sorbirsi 6 ore di lavoro di ufficio + 1 ora di macchina/bus/metro per andare e tornare ma anche fare la spesa + commissioni varie + tenere occupati i figli e prendersi cura di loro quando lei non può.
In pratica la sua vita fuori dal lavoro/impegni quotidiani diventa inesistente.
La distruzione delle famiglie allargate ha portato a questo.
Come detto dall'autore del post se in un piccolo paesino si può in qualche modo appianare la fatica in una grande città si fa una vita da zombie: occhiaie perché non si dorme, mal di testa, pensieri snervanti su lavoro e cura dei figli, moglie che non te la da più.
La salute inizia a precipitare e per sborrare restano solo le pro o chiudersi a chiave nel bagno e segarsi guardando il telefono.
ed è anche per questo che gente insospettabile inizia a tirare di coca
 
Se volete sapere cosa vi aspetterebbe da sposati, avete un bell'esempio in casa:i vostri genitori.
I nostri genitori si sono sposati in un'epoca diversa: era l'unico modo per affrancarsi dalla famiglia di origine, non è come oggi che basta essere economicamente indipendenti per poter andare via di casa.

Io l'ho visto con i miei di genitori, e anche con i miei suoceri; ancora ancora i miei genitori posso accettare il loro matrimonio, ma tra i miei suoceri si nota come la situazione sia sempre conflittuale (lei ha ammesso a mia moglie che avrebbe voluto fare più esperienze da giovane).
 
Non si possono paragonare i matrimoni dei nostri nonni con quelli attuali. Ai loro tempi le np si sposavano vergini, molte non lavoravano, in casa comandava la donna ma il suo "comando" si traduceva nel fatto che lei (e le altre donne di casa) gestiva gli affari domestici, rassettava, accudiva i bambini.
L'uomo doveva lavorare sodo, con lavori duri e sfiancanti ma una volta tornato in casa non doveva cucinare gli spaghetti, lavare per terra, andare al discount a comprare un prodotto (le spese si facevano poche volte in cui si comprava molto), tenere in braccia il neonato per 2 ore, compulsare il modulo 730 e le bollette per mezz'ora (la burocrazia era praticamente inesistente ai loro tempi) e guardare ogni 10 minuti il telefono per vedere se ci sono notifiche dal lavoro (chi fa certi lavori non ha orari perché sul telefono pure alle 9 di sera fuori turno ti possono scrivere per informarti di qualcosa di importante e se non rispondi sono cazzi).

Oggi l'uomo medio, sposato con figli e lavoratore è subissato di queste cose che ho scritto sopra perché tutte le np lavorano, non esiste più la famiglia allargata, non esiste più il concetto che è la donna ad occuparsi di queste cose, in generale i lavori di ufficio saranno pure meno fisicamente duri ma mentalmente non sei mai davvero libero dal lavoro che fai e tornato a casa vorresti solo riposare invece devi fare il biberon al neonato o portare con l'auto (altre ore nel traffico cittadino) il figlio che vuole fare la scuola calcio.

Non esiste più privacy, vita privata, le vacanze si fanno quando e dove vuole lei e lo scopare è l'ultima delle voglie che si ha.
Quando ti chiudi nel cesso mettendo un video porno per segarti, con la testa che gira e gli occhi fuori dalle orbite per le ore di sonno perse e non ti si rizza nemmeno capisci di essere un finito vero perché non hai nessuna libertà di cambiare la tua situazione pena scenate, divorzio o disoccupazione.
 
Ci sono anche altri motivi per cui li vedi distrutti fisicamente e mentalmente. Nella cd "famiglia tradizionale" l'uomo doveva lavorare ma della cura dei figli piccoli e delle faccende di casa se ne occupava la donna e i nonni/zie/cugine, la famiglia allargata. Oggi l'uomo sposato con figli non solo deve sorbirsi 6 ore di lavoro di ufficio + 1 ora di macchina/bus/metro per andare e tornare ma anche fare la spesa + commissioni varie + tenere occupati i figli e prendersi cura di loro quando lei non può.
In pratica la sua vita fuori dal lavoro/impegni quotidiani diventa inesistente.
La distruzione delle famiglie allargate ha portato a questo.
Come detto dall'autore del post se in un piccolo paesino si può in qualche modo appianare la fatica in una grande città si fa una vita da zombie: occhiaie perché non si dorme, mal di testa, pensieri snervanti su lavoro e cura dei figli, moglie che non te la da più.
La salute inizia a precipitare e per sborrare restano solo le pro o chiudersi a chiave nel bagno e segarsi guardando il telefono.
Sempre più convinto che mi sono evitato solo delle grandi scocciature 😎
L'unica vera famiglia è quella patriarcale di una volta. Altrimenti è meglio la singletudine.
 
I miei genitori hanno aspettato fino al matrimonio, dopo essere stati fidanzati per tre anni. Mia madre ogni tanto mi dice che quel giorno mio padre la prendeva in giro, dicendo: "Non vedo l'ora di stare da solo con te questa sera", mentre lei era agitata ed emozionata. Penso sia una cosa bella, ma oggigiorno se dici a un ragazzo di voler aspettare il matrimonio scappa. I ragazzi già si lamentano di aspettare qualche mese, figuriamoci di più.
Ma i tuoi genitori sono over 90enni?
Sono nati in Afghanistan?

Come si fa a credere a sta baggianata
 
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